Cronaca Bianca

L'INCHIESTA - QUINTA PUNTATA. LA MANO AMICA. VILLAGGIO DEI RAGAZZI. Una fondazione alla... Matrisciano. Il giochino del 5x1000 e le associazioni onlus di don Cavallè

MADDALONI – “Vince in bono malum” è il motto attraverso cui i Legionari di Cristo esortano i loro studenti universitari a utilizzare lo strumento del bene per battere il male.


MADDALONI – “Vince in bono malum” è il motto attraverso cui i Legionari di Cristo esortano i loro studenti universitari a utilizzare lo strumento del bene per battere il male. Esattamente quello che vogliamo anche noi di Caserta. Dunque, continuiamo a non capire, con molta onestà, per quale motivo padre Miguel Cavallè invece di rispondere a nostre domande precise, continua a trincerarsi in temerarie iniziative di diffida rispetto a un’inchiesta giornalistica, sicuramente opinabile, ma che certamente non può essere tacciata di temerarietà, dato che è fondata sul riscontro costante e continuo, che accompagna ogni nostra affermazione, di una documentazione precisa e stringente. Però, dato che ognuno è libero di fare ciò che vuole padre Miguel potrà anche tranquillamente presentare querele o citazioni e risarcimenti danni. Potremmo fare anche un patto: oltre a difendersi, Casertace ha intenzione a sua volta di denunciare e di citare in giudizio. I milioni di euro di risarcimento danni che dovessero essere assegnati a padre Miguel o a Casertace li potremmo concordemente devolvere alle vittime della pedofilia, per dare anche un segnale forte rispetto a una vicenda, quella del fondatore dei Legionari, padre Maciel, che certo non ha messo in buona luce quest’ordine del clero ricco e plutocratico al punto che, a quanto pare, la platea dei sacerdoti che vi appartenevano si è ridotta di un terzo e altri stanno per andare via nei prossimi mesi. Esaurita la premessa, questa volta più breve, veniamo ai contenuti importanti di questa nostra quinta puntata dell’inchiesta. Nel racconto delle vicende relative alla breve storia del rapporto tra i Legionari di Cristo e la fondazione Villaggio dei ragazzi, abbiamo colto, come abbiamo scritto anche nelle precedenti puntate, un filo conduttore nella particolare predilezione che padre Miguel Cavallè ha nei confronti dello strumento dell’associazione. Non a caso diciamo strumento dell’associazione e non diciamo dell’associazionismo che è una mentalità, un valore collegato a una volontà missionaria di aggregazione. L’associazione è il soggetto giuridico e non sempre i risultati che produce sono collegabili alla filosofia dell’associazionismo. Nella terza puntata introducemmo il discorso parlando della  Tertio millennio, un centro culturale, complicatamente collegato, da un lato alla fondazione, dall’altro lato al Regnum Christi che, come abbiamo potuto constatare e fotografare in una nostra recente visita, naturalmente in incognito, all’interno dell’Università Europea di Roma dei Legionari di Cristo, non solo è il loro braccio secolare, ma gestisce molta parte delle attività didattiche, come dimostra il fatto che sui fogli contenenti i nomi di coloro che devono sostenere un esame o un master campeggia proprio il logo di Regnum Christi. Ma queste fotografie non ve le faremo vedere oggi, ma in seguito. L’UOMO DELLE ONLUS -  Non è di Tertio millennio che vogliamo occuparci oggi, eventualmente lo faremo se e quando sarà necessario. Vogliamo soffermarci, invece, su una serie di elaborazioni, per carità,  tutte rigorosamente no profit, uscite dal fertile ingegno di don Cavallè, il quale, però, non ci ha lavorato da solo, ma ha trovato la collaborazione di un gagliardo commercialista, Pietro Matrisciano, appartenente a quello che Casertace definisce da anni, e non certo con spirito lusinghiero, “il generone casertano”. Matrisciano, infatti, lavora a stretto contatto di gomito con un altro commercialista che si chiama Massimo Iaselli che a Caserta è un nome che conta e significa. Iaselli, tra le altre cose, redige dietro giusta remunerazione, i bilanci della fondazione . Insieme a Matrisciano, il presidente barcellonese della fondazione ha costituito, almeno per quelle che ricordiamo noi, 4 onlus: “Sognare ad occhi aperti”, “Sports leaders”, “Vida”, “Vis foundation”. Il commercialista assume l’importante carica di amministratore del  Villaggio dei ragazzi nell’anno 2008. Va ad assumere un posto di rilievo dentro un ambiente che non gli è estraneo, dato che, a diverso titolo, lo frequentava da subito dopo la morte di don Salvatore cavalcando il vettore della Curia casertana. Siccome si tratta di un vero e proprio Victor Ukmar in salsa casertana, si fa liquidare una bella parcella di 80 mila euro. Arricchisce il gruppo dei consulenti del Villaggio presentando a don Cavallè il noto penalista Michele Santonastaso, oggi in carcere con l’accusa, non ancora riscontrata da una condanna processuale, di essere sostanzialmente un camorrista. Matrisciano è uno che crede nel gruppo e anche nel metodo dello spoil system, solo che lo applica e l’adatta allo stile nostrano. Sono una trentina e forse di più le persone che entrano a lavorare nel Villaggio dei Ragazzi in base ad una sua legittima segnalazione. TENGO FAMIGLIA – Nella genia dei Matrisciano non esiste un solo talento, ma diversi. Ad esempio, la sorella del commercialista che per breve tempo ha insegnato nel liceo scientifico del Villaggio.  Poi ci sono anche gli estrosi. Il marito della Matrisciano è un professore tanto valente da ottenere un incarico di docenza nel liceo musicale.  Però, non esistono solo i Matrisciano anche se la purezza della razza determina una chiara prevalenza delle ragioni dei principali esponenti della famiglia. Ma, giustamente, se un affine, un acquisito come il marito della sorella è diventato prof, non si capisce perché non possa riceve una sistemazione anche il cugino della moglie:  Gianluca Longo ha dimostrato di avere un talento indipendente  rispetto a quello dei toccatidallagrazia di chiamarsi Matrisciano. Entra nel Villaggio poco dopo la morte di don Salvatore, quando a comandare era la Curia casertana, don Pasquariello e affini. Entra da semplice impiegato, ma quando il cugino acquisito diventa amministratore la sua è una scalata irresistibile. Prima economo e ultimamente direttore generale, come abbiamo scritto anche in una precedente puntata. LA MANO AMICA – All’interno della fondazione, intorno al 2005 viene avvertita la difficoltà sempre crescente di attingere a pubbliche risorse e a trasferimenti finanziari di origine istituzionale. Occorre, dunque, rivolgersi al buon cuore di benemeriti che, attraverso le loro donazioni, possano compensare i minori incassi legati ai finanziamenti. Viene fondata per la bisogna l’associazione “Mano amica per il Villaggio”. Alt: non stiamo in veste arborian-goliardica, ma stiamo scrivendo di cose serie. Quindi niente allusioni e niente accostamenti pecorecci tratti dall’opera di Pietro l’aretino. Mano amica ha anche i requisiti per accedere al 5x1000. Dunque, in apparenza si configura come uno strumento anche di buona flessibilità, utile comunque allo scopo di far lievitare l’entrate del Villaggio. Ma nonostante questo non decolla mai. Matrisciano tra le sue tante qualità (è anche presidente dell’antica banca Capasso di Piedimonte) ha anche quella del biologo sperimentale. Mano amica, infatti, subisce una trasformazione genetica, cambiando i suoi connotati in “Sognare ad occhi aperti” che non per fare gli arboriani a tutti i costi, i cultori dell’antico avanspettacolo del salone Margherita, sembra fatto apposta. “Mano amica”, “Sognare ad occhi aperti”, come si suol dire va da se. Tornando seri il foundraising a favore del Villaggio va a farsi benedire. E d’altronde quest’articolato metodo di finanziamento attraverso il 5X1000 viene cancellato come si può facilmente evincere dal sito internet della fondazione che prevede oggi come forme di contributo finanziario, cose un po’ complesse come l’assegno bancario, bonifico e donazione liberale in denaro SOGNARE AD OCCHI APERTI,  ALTRO CHE SOGNI, QUI I QUATTRINI SONO TANTI E SONO VERI – L’associazione (ed è questo l’elemento, a nostro avviso più serio della vicenda) introita e tiene per se, non passandolo al Villaggio, il 5x1000, a differenza di quello che succedeva con Mano amica. Sognare ad occhi aperti, a cui il genio del commercialista Matrisciano fornisce vigoroso smalto, e di cui diventa, particolare tutt’altro che irrilevante, presidente, con padre Miguel vice presidente, socio Michele Santonastaso, esisteva già di fatto e, con spirito volontaristico e autenticamente associazionistico (ecco ritornare la distinzione operata nel nostro incipit) conduceva attività interessanti  come “Angelo per un giorno” che consisteva in una sorta di adozione di un ragazzo disagiato, molto giovane, da parte di uno studente, di uno più grande che passava l’intera giornata con lui, tra cinema, attività ludiche, pizzerie ecc. Ron, al secolo Rosalino Cellamare,  nel rigore della sua fede, confermava l’evidenza dell’esistenza degli angeli custodi, sancendo in un verso di una sua famosa canzone, “tutti quanti abbiamo un angelo”. Tutti quanti quelli normali, padre Miguel ha un rapporto con il trascendente molto più speciale. A lui non basta un angelo normale, o al limite in saldo, come quello nero della famosa canzone di Fausto Leali che animò una splendida scenetta  tra Gianni Agus e Ugo Tognazzi.  Per don Miguel occorre un mega angelo, grande, una super kermesse in cui la ragione e la necessità spirituale di una sobria e riservata manifestazione di carità, come era quella rappresentata dal ragazzino indigente adottato da uno più grande diventa quasi uno show. Addirittura un’edizione del “Mega angelo” si tiene con intervento dell’esercito e di autorità variamente imbellettate, nei giardini della Reggia. Chi paga? In verità diversi sponsor risposero positivamente all’appello. Nelle diverse occasioni in cui si svolge questa manifestazione, spesso, a carico del Villaggio ci sono comunque significativi costi. Giusto per citarne uno: quello relativo  agli alimenti per un esercito di mille persone. IL GIALLO DELLA LUDOTECA – “Sognare ad occhi aperti” aveva curato, con le solite strombazzanti inaugurazioni, l’allestimento, di fronte alla sala per l’allattamento, tutt’altro che minimalista, di una ludoteca all’interno dell’ospedale civile di Maddaloni, dove all’epoca lavorava un altro autorevolissimo esponente della famiglia Matrisciano: il fratello del commercialista di professione primario oculista. Si trattava di un finanziamento pubblico relativo ad un progetto che l’associazione “Sognare ad occhi aperti” aveva presentato. Un anno, massimo un anno e mezzo e della ludoteca rimane solo la targa commemorativa dell’inaugurazione. Scompare tutto: televisori al plasma, giochi vari, playstation. E con la ludoteca comincia a smaterializzarsi e a perdere appeal negli estri sempre tesi al cambiamento, alla rielaborazione di don Cavallè anche l’associazione. Sono altre le passioni dell’allievo di padre Maciel. Ora, il suo orizzonte varca e si distanzia sensibilmente da Maddaloni. Don Cavallè guarda ai bambini poveri dell’India, che sarà anche una potenza economica in ascesa, ma vive ancora stridenti contraddizioni al punto che di bimbi che vivono in condizioni di indigenza ce ne sono decine di milioni. Questa fase e questa nuova attitudine del ministero sacerdotale di don Cavallè si coglie anche dal contenuto dei suoi discorsi dei quali vanno scomparendo le citazioni del suo maestro Maciel e aumentano quelle della suora albanese premio Nobel, proprio per l’attività svolta in India, la beata madre Teresa di Calcutta che, naturalmente, don Miguel, che è uno importante e un uomo di mondo, di quello spirituale e di quello secolare, dichiara di aver conosciuto in vita. Per questa grande missione occorre una grande associazione: nasce Vida. Ma di questo vi parleremo nella sesta puntata in cui segnaleremo anche un’altra grande passione del presidente della fondazione: i  social network. Gianluigi Guarino