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ORE 23.16 - MONDRAGONE, CLAMOROSO!!! Lo schiaffo di Gallo a Schiappa. Il sindaco si salva sulla questione Bilancio di previsione grazie al suo personale voto. Ora è ostaggio di Cennami

Ora sono 8 i consiglieri pro Schiappa e 8 i contrari. Situazione politica tesa. Forse Conte junior convince il collega di partito a dare un calcio ai ribaltonisti che li hanno iso


Ora sono 8 i consiglieri pro Schiappa e 8 i contrari. Situazione politica tesa. Forse Conte junior convince il collega di partito a dare un calcio ai ribaltonisti che li hanno isolati   di Massimiliano Ive e Walter De Rosa MONDRAGONE - Il colpo di scena che ha contraddistinto il consiglio comunale di Mondragone, stasera, domenica, è stato il voto contrario al Bilancio di Previsione espresso dal consigliere Pdl, Fabio Gallo. Per Schiappa è stato un vero e proprio amaro boccone quello ingerito stasera, o per meglio dire un vero e proprio schiaffo subito da un consigliere che gli è stato fedele fino a ieri e che avrebbe giustificato il suo no al sindaco e alla giunta Pdl-Pd, con il presupposto politico che non si rivede più in sintonia con il governo del ribaltone Schiappa-Cennami. Il no di Gallo si è aggiunto a quello di Piazza, Mascolo, Napolitano, Beatrice, Pagliaro, Del Prete e dell'ormai consigliere acquisito dalle minoranze, Michele Conte.  In poche parole 8 consiglieri hanno sfiduciato Schiappa che è riuscito a salvarsi, solo grazie al suo voto personale, che ha portato l'ago della bilancio sul 9 a 8. In consiglio comunale non c'è più una vera maggioranza. Il Bilancio è passato infatti con un risibile voto che definisce, tra le altre cose una situazione politica molto precaria e difficile, basata su un nuovo perimetro della maggioranza che è totalmente diverso da quello sancito dalle urne più di un anno fa. Se quello che è accaduto stasera fosse successo prima del mese di maggio, prima dell'accordo con Cennami e il Pd, oggi Schiappa non sarebbe più il sindaco di Mondragone. Il destino della fascia tricolore da questo momento in poi, a meno che Gallo e Conte non ci ripensino su, è nelle mani di Cennami, che ora potrà controllare il sindaco ancor meglio di prima.