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IL RETROSCENA ESCLUSIVO Giggino Munno e Gennaro Falco "si prendono a mazzate" nella sede del Pd. Banaloni. Ma noi rispondiamo: fate l'amore, non la guerra. I LOVE GIOVANNI CUSANO

Il racconto esilarante di questa giornata spassosissima vissuta dal Pd Casertano. Ci dicono che si è dimesso Arcangelo Correra. Fatto irrilevante.  CASERTA - Oggi lo diciamo:


Il racconto esilarante di questa giornata spassosissima vissuta dal Pd Casertano. Ci dicono che si è dimesso Arcangelo Correra. Fatto irrilevante.  CASERTA - Oggi lo diciamo: noi amiamo Giovanni Cusano. E possiamo già anticipare, fin da ora, che ad insindacabile decisione della triade di comando di Casertace, mettiamo tra le nomination per l'uomo dell'anno 2013. Certo, se la dovrà vedere con un rivale quasi imbattibile con la storia " dei ragazzi ben armati", al secolo Carmine Schiavone, ma anche Giovanni Cusano è un fuoriclasse della simpatia. Due giorni fa, Casertace, prima di lasciare il campo anche agli altri giornali che qualcosa dovranno pur scrivere, aveva affermato, senza essere smentita, che molti candidati all'assemblea provinciale del Pd, associati a Giuseppe Roseto, non avevano presentato il modulo di accettazione. Nell'istante preciso in cui abbiamo recepito questa informazione, avevamo già capito tutto, anche perché noi eravamo qui due anni fa, un anno fa, quando volavano elenchi di iscritti, risultati da fantomatici atti di accettazione nelle settimane precedenti ai turni delle varie primarie. Iscritti a cui puntualmente non era associata la cifra economica sottoscritta. E stavamo qui quando nel Pd di Caserta sono scomparsi molti soldi. In questo caso niente di gravissimo. Ma se ci sono persone che hanno talento per una cosa, questo talento non va mortificato. Per cui, stavolta, impugniamo la bacchetta delle vecchie insegnanti e la spacchiamo sulle mani di Giggino Munno, sindaco di Macerata Campania, il quale, giustamente, ieri pomeriggio, nella sede del Pd di via Maielli dove era riunita la commissione per il congresso, ha sbottato proprio al cospetto di Giovanni Cusano che, udite udite, lo accusava di brogli. L'artista, il poeta, vorrei dire a Munno, non va contestato sul terreno della razionalità. E' chiaro che un fuori classe può articolare la realtà in maniera creativa. D'altronde, così era detto prima di una delle scene più belle di Amici Miei atto II di Mario Monnicelli , "che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione". Giovanni Cusano non aveva fatto altro che rappresentare in sintesi tutto quello che un gruppetto di persone, ormai consapevole della ineluttabilità della vittoria di Raffaele Vitale, aveva messo comicamente in scena dalla mattinata. Facendo un po' di ordine, Carmine De Lucia, renziano di S.Maria a Vico, aveva portato in via Maielli i moduli di accettazione delle candidature pro roseto. Certo, ne mancava qualcuno, come quello di Gentile, da Alvignano, il quale, venerdì, aveva mandato una comunicazione scritta al partito, affermando di aver letto il suo nome sui giornali, ma di non essere stato nemmeno interpellato per una candidatura, tanto più che sua figlia era stata regolarmente candidata dall'altra parte, cioè a sostegno di Vitale. Anche questo Gentile dell'arte e del genio non ha capito nulla, e non ha capito che nella sua area geografica conserverà la memoria di un talento inimitabile quali Giovanni Cusano. E figuriamoci che se uno in grado di esprimere un talento leonardiano può essere limitato dall'obbligo burocratico, noioso, banale, di un modulo di accettazione. Riprendiamo il racconto: materialmente la cartella, o le cartelle, con i moduli, li aveva in mano Gennaro Falco, altro renziano, da Frignano. Non sappiamo se volontariamente o involontariamente le cartelle sono finite non nell'armadietto della commissione, ma in un altro armadietto che si trova a poca distanza. Terza parte della scena: sul luogo del delitto arriva Arcangelo Correra, presidente dell'assemblea del partito, caputiano di ferro, uno che si è conquistato un'incrollabile reputazione di coerenza quando, da presidente provinciale del Pd, non essendo quel candidato di suo gradimento, si è messo ufficialmente contro al suo partito alle ultime elezioni comunali di Maddaloni, fondando, con tanto di apertura di sede, un movimento e una lista a sostegno della candidatura a sindaco di Andrea De Filippo. Roba da espulsione su due piedi, ma non certo nel Pd casertano dove le inutili regole sono sostituite dal talento naif. Correra si fa un giretto, una trentina di secondi in tutto. Sbircia da qualche parte, forse nell'armadietto della commissione, e poi va via. Dieci minuti dopo compare un post sulla sua bacheca Facebook in cui, sostanzialmente, si prefigura l'idea che nella definizione delle candidature congressuali si siano verificati dei brogli, ribaltando, in pratica, la situazione. Il clima nella commissione si fa aspro e qui Munno compie l'errore che gli fa meritare le nostre bacchettate. Di fronte alla meravigliosa indignazione di Giovanni Cusano, invece di fare una pausa di silenzio, di 5 secondi, a cui far seguire una standing ovation, si permette di rispondere al fuoriclasse, e come se un rigattiere si fosse permesso di mettere in discussione i colori usati da Picasso. Giustamente, a quel punto, un vero mecenate qual è Gennaro Falco si arrabbia di brutto e scatena, coadiuvato dallo stesso Munno,  una vera e propria zuffa in cui tra i due vola anche qualche colpo proibito. Correra dice di essersi dimesso. Ma questo è un elemento, in pratica, insignificante. Nella storia che abbiamo raccontato, ciò che conta è la riaffermazione, la ricelebrazione e la sublimazione dell'arte di un talento inimitabile: Giovanni Cusano Gianluigi Guarino