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300 nuovi appartamenti in via Falcone: per Cobianchi sarà una "deliberazione truffa"

Durissima reprimenda del consigliere comunale Cobianchi che difende anche i suoi colleghi dell'opposizione. "oggetto di infondate illazioni". Per l'esponente Fli si tratta dell'en


Durissima reprimenda del consigliere comunale Cobianchi che difende anche i suoi colleghi dell'opposizione. "oggetto di infondate illazioni". Per l'esponente Fli si tratta dell'ennesima speculazione di una città che vive solo sul cemento

COMUNICATO STAMPA - Lunedì p.v. il Consiglio Comunale del Capoluogo rischia di scrivere la pagina più nera di una Consiliatura che potrà essere menzionata nelle cronache (speriamo sempre e solo quelle “bianche”) esclusivamente per primati in negativo, nell’incapacità di sviluppare una, dico una sola idea progettuale rilevante, in grado di sovvertire il rapido declino cui Caserta è stata condannata dalla Sua amministrazione, ma, soprattutto, di mettere in pratica azioni - sia pur minime - che, quantomeno, diano sollievo al vivere quotidiano dei Cittadini.

Dallo sperpero di danaro pubblico - che, in taluni casi, diviene ben altro - all’inefficienza della quasi totalità dei servizi offerti al Cittadino. Solo lo scorso anno, sono entrati nelle Casse Comunali centoventisei milioni di euro. Dove sono finiti, assieme alla media di novanta milioni degli esercizi precedenti?

Dalla morte delle Leuciane, con la farsa di un Settembre al Borgo che è giovato solo ai suoi organizzatori, al gravissimo episodio de “I Magnifici 7”, con finanziamenti, dall’origine inquietante, sui qauli solo la Magistratura può fare chiarezza.

Per continuare con il vero e proprio “accanimento terapeutico” di cui è stato fatto oggetto il Reale Belvedere di San Leucio, per il quale si è pensato davvero di tutto: dalla trasformazione in casinò (si spera con l’accento) a quella, non meno vergognosa, in wine-bar, sì, insomma, mutatis mutandis, in birreria un po’ più “in”. E pensare che la Regione starebbe anche valutando la possibilità di finanziare questo scellerato progetto! Il tutto, mentre la “componente culturale” dell’Amministrazione si chiude in un altezzoso, quanto sterile silenzio.

In questo contesto, il massimo organo esponenziale della Sovranità Popolare, a livello comunale, il Consiglio, ha visto via via ridursi le proprie prerogative, per effetto dapprima della dichiarazione di dissesto - tutt’ora rimasta incomprensibile  e della conseguente nomina dell’Organo Straordinario di Liquidazione; poi del commissariamento rispetto alla gestione del ciclo integrato dei rifiuti - che l’Ente ha subito per disposizione del Ministero dell’Interno - passato quasi sotto silenzio, grazie anche alla complicità di alcuni organi di informazione, che hanno preferito declinare dal ruolo sacro che la Costituzione affida loro, per abbracciare la strada più comoda del mettersi al servizio del(l’) (im)“potente” di turno!

E presto, si prospetta un ulteriore commissariamento, quello relativo al PUC. Dopo di che qualcuno dovrebbe spiegarmi quale altra strada, per salvare la dignità di tutti, resterebbe, se non quella di prendere atto e decretare la fine di questa Consiliatura, priva di poteri decisionali residui eppur avente un costo non indifferente per la Collettività.

Vivaddio, nell’aria si sente sollevarsi un vento di rinnovamento: è la forza della Gente vera che muore per le malattie che la malapolitica, complice della criminalità organizzata, ha creato; delle donne e degli uomini che non ci stanno più a rimanere in silenzio, di fronte alla distruzione sistematica della Terra in cui vivono, all’abuso delle risorse che avvantaggia sempre più pochi, mentre la stragrande maggioranza degli altri è condannata alla fame; di dignitosissimi pensionati che, per sopravvivere, provano l’umiliazione di doversi rivolgere all’assistenza delle benemerite Associazioni di Volontariato, se non di essere costretti ad aggirarsi, furtivamente, accanto ai bidoni dell’immondizia, che divengono la destinazione finale della follia del consumismo liberticida, che nulla ha a che fare con il liberismo; dei giovani, dei precari di ogni settore che, tutt’intenti a superare il giorno che passa, non sanno più neanche cosa vogliano dire le parole “futuro”, “speranza”, “progetto”.

Rispetto alle realtà testé, sommariamente descritte, la spregiudicatezza di chi, a livello internazionale e nazionale, ha prodotto tutto questo e osa continuare a riproporsi per rimediare ai mali di cui è stato artefice, veramente diviene oscena, non oltremodo tollerabile.

 

Discorso analogo a livello locale, dove la prova di pazienza rispetto alla continua pretesa di alcuni Colleghi alla quarta, alla quinta consiliatura di dare lezioni alla una nuova classe politica che tenta di farsi strada, lottando contro tutto e contro tutti, - loro che, se davvero disseto è, ne sono stati innegabilmente, per azioni, ovvero omissioni, gli unici responsabili - ha raggiunto quello che nella più classica delle prove di resistenza ingegneristiche si chiama “Yelding”, o “Punto di Snervamento”, che preannuncia il raggiungimento del “Carico Critico”, della “? di Rottura”.

Vero è che se certuni cadaveri della politica possono ancora aggirarsi come sciacalli nelle stanze dove si scrive il futuro di intere Collettività è perché gli Elettori – che pur si lamentano a cominciare dal giorno seguente quello delle elezioni – li tengono inspiegabilmente in vita, con la complicità di certa stampa, che parla ancora di ciò che, per contro, quantomeno per pudore, dovrebbe essere confinato all’oblio.

Le Famiglie sono sempre più abbandonate alla loro disperazione ed i quotidiani nazionali continuano ad occuparsi delle sorti parlamentar-giudiziarie del duce di turno.

Ma la cosa ancora più grave è che mentre il despota rantola, chi dovrebbe sostituirsi a lui, anziché prenderne recisamente le distanze, inizia a far proprie le sue tecniche di video-imbonitore, parlando dell’approssimarsi della fine della crisi, mentre una delle più importanti economie mondiali lotta per non dichiarare il default - anche qui, per squallidi ed irresponsabili giochi di palazzo - e nessun cambiamento strutturale è stato intrapreso.

In un sistema come il nostro, che affonda le proprie radici nelle Teorie Keynesiane, ci spiegano, gli attuali “salvatori della Patria” - che pur hanno avuto costantemente ruoli di governo negli ultimi venti anni - come si posa mettere in circolazione il denaro, quando, a causa dello smantellamento sistematico di ogni attività produttiva, degna di questo nome, il potere d’acquisto di un numero impressionante di famiglie si è ridotto a zero (cosa che si cerca di tenere nascosta con il massimo zelo)?! Negli ultimi cinque anni, anche quelle più privilegiate, che potevano contare su due entrate, sono dapprima diventate monoreddito e, quindi, “a reddito zero”, tutt’al più assistite, per brevi periodi, dagli ammortizzatori sociali. E, con l’assenza totale di entrate, chi dovrebbe comprare cosa, per “rimettere in moto l’economia”, espressione tanto cara, fino a divenire uno degli slogan più ricorrenti del golpista brianzolo?!

Sennonché la reazione degli avvoltoi che detengono il potere - una oligarchia coesa, transpartitica, che ha sposato in pieno le logiche massoniche - al vento di cambiamento che monta, è quella più invereconda possibile: sapendo che la fine è vicina, si danno alla pazza gioia, tentando di scarnire ogni singolo osso, finché ci sia ancora qualcosa da divorare, per colmare una fame che di fisiologico non ha più nulla, che diviene compulsiva, ossessiva, forse anche perché atavica.

E’ il limite di tutti i despoti, che, se solo sapessero ritirarsi un momento prima, non finirebbero a testa in giù, esposti in un piazzale al pubblico ludibrio, piuttosto che alla forca, o crivellati di proiettili, o, ancora fatti a pezzi e sepolti nel deserto in località segrete per evitare il culto postumo degli immancabili nostalgici, che si sono arricchiti con il regime.

Il problema è per chi, a guerra finita, deve prendere in mano la situazione: più grande è la desolazione innanzi alla quale si troverà, più il suo compito di ricostruire, suturare, guarire, rasenterà l’impossibile. E questo gli avvoltoi lo sanno fin troppo bene, anzi, lo applicano lucidamente come tecnica, nel tentativo di predeterminare il fallimento di chi sarà chiamato a salvare il salvabile.

Così a livello nazionale….. così a Caserta, che rappresenta la punta dell’iceberg del sistema corrotto e malato sopra descritto.

A coloro che incarnano la malapolitica ed ai palazzinari-cementificatori senza scrupoli vorrei rivolgere una sola domanda quando tornate a casa, se avete dei figli, come fate a guardarli negli occhi?!

E quando chi ha fame vi tende tremante una mano, provocando, semmai, in voi infastidimento, come fate, alla sera, nel ricordarvene, a prendere sonno?!

 

Lunedì, in Consiglio Comunale, non è in gioco la tenuta di questa o di quell’altra Consiliatura. Fosse questo il problema dei Casertani! Lunedì si pone una delle più drammatiche ipoteche sul futuro di decine di generazioni, con la discussione di una vera e propria “Deliberazione Truffa”.

Mi riferisco, ovviamente alla proposta sul “Social Housing”, che andrebbe ribattezzato “Association Housing”, piuttosto che “Clan Housing”, visto che, in questa scellerata operazione, di elementi di filantropia e di equità sociale non ve ne è neanche uno, se non vantaggi per l’oligarchia al comando.

E che nessuno osi dire che esagero con le parole!

Non vorrei ricordare al Primo Cittadino, quando smascherai le vere mire che si nascondevano dietro taluni interventi infrastrutturali - votando “no” contro TUTTI - che lui osò negare, dandomi del visionario. I verbali dei Consigli Comunali parlano per me!

Abbiamo - ed abbiamo avuto - più di un Assessore tecnico ad arricchire l’attuale Giunta: soprattutto a loro, che hanno competenze che io non ho, chiedo di spiegare alla Città, agli Ordini Professionali cui appartengono, alle Accademie in cui si sono formati come si possa solo pensare di approvare un intervento “spot” - che pur condiziona definitivamente ogni possibile, futura attività edilizia - in assenza del Piano Urbanistico Comunale?!

Se la Legge fissa un preciso parametro, tra il numero deli alloggi disponibili e quello degli abitanti, superato il quale non è possibile assentire alcuna ulteriore espansione urbana, di qualsivoglia natura, come si può anche solo portare all’attenzione del Consiglio Comunale questa Deliberazione?!

Ed a Caserta quel limite è stato abbondantemente superato, da anni, soprattutto se si considera che il vigente PRG era strutturato e dosato prevedendo un’espansione della popolazione residente sino a centomila abitanti, valore che non è stato mai neanche lontanamente raggiunto!!

Perché si è, di fatto, impedito di operare per due anni, dall’inizio della Consiliatura, all’Osservatorio Comunale sulla Casa, che ha tra i Suoi compiti precipui quello di compiere una accurata ricognizione degli alloggi disponibili nel territorio comunale e di valutare l’ “effettivo utilizzo sociale” degli immobili comunali?! Perché, Lunedì, si porta in Consiglio la proposta di deliberazione sul Social Housing e non quella per il completamento dell’organico dell’ Organismo in parola, ciò che, quantomeno per motivi di opportunità, impedisce a chi ne è già membro di assumere determinazioni?! Forse perché, contro ogni previsione, il cons. Cobianchi ne è entrato a far parte e pretende di farlo funzionare, per la prima volta da quando è stato istituito?!

Ai soliti noti che, non appena avranno letto la parola “truffa” immediatamente avranno pensato a querele - salvo, poi, essere distolti dai propri consulenti legali - dico: mi spiegate che senso ha votare la proposta di deliberazione in parola, quando ogni finanziamento che dovrebbe consentire la realizzazione dell’intervento è sospeso, nelle more di una pronuncia formale dell’Avvocatura Ragionale, stante la sopravvenuta Legge di riduzione della spesa, che vieta di appostare fondi sull’edilizia residenziale, di qualunque natura essa sia?!

A meno che il vero scopo che si vuole raggiungere non sia ben altro. E qui mi rivolgo ai Colleghi Consiglieri che meditano di votare “sì”, rispetto alla deliberazione che ci occupa, essendo state loro sottaciuti fatti rilevanti: ebbene, l’approvazione dell’atto in parola, comporterebbe l’implicito, tacito assenso ad un improvvido cambio di destinazione d’uso, che consentirebbe ai palazzinari - quand’anche la Regione dovesse negare il finanziamento, cancellando ogni velleità di edilizia sociale - di costruire nuovi complessi residenziali, senza alcun vincolo rispetto alle esigenze dei Cittadini meno abbienti, ciò che permetterebbe ai cementificatori senza scrupoli di vendere le singole unità a prezzi di mercato.

Si rendono conto i sostenitori del “sì” che, se la delibera passasse, si priverebbero intere generazioni di Casertani della possibilità di costruire una casa ai propri figli, atteso che non residuerebbero margini di edificabilità?!

 

Vogliamo davvero sconvolgere definitivamente l’assetto urbanistico di Caserta, lasciando inalterato un impianto viario al collasso, per costruire: più edifici, di sei piani fuori terra, per una volumetria totale di mc 88.200,00, a via Falcone, su una superfice complessiva di mq 37.241,00; 15.084,00 metri cubi a via La Pira, su mq11.000,00 di terreno; 15.084,00 metri cubi di cemento, che sottrarrebbero ulteriori 10.056,00 metri quadri di territorio, a via Marchesiello – parco Cerasola?!

Ciò, senza parlare di una delle poche zone vergini della Città, le nostre colline, pur già scempiate da cave, ripetitori e quant’altro: qui assisteremmo, se la deliberazione passasse, all’edificazione di immobili a cinque piani per una volumetria complessiva di mc43.852,00, su di un’area di mq 21.926,00 a San Benedetto; a quella di edifici a sei piani, per complessivi mc53.630,00, occupanti una superficie di mq26.815,00, a Centurano; a quella di immobili da quattro a sei piani fuori terra, su di un’area di 46.156,00, a Santa Barbara, fino ad arrivare al “gran finale” della povera GARZANO, letteralmente coperta da una valanga di 143.280,00 metri cubi di cemento su 71.640,00 metri quadri di superficie.

E’, perciò, che, con buona pace del Sindaco, mi permetto, ancora una volta, di rivolgere un appello alle coscienze dei singoli Colleghi, ma anche a quelle dei Parlamentari, dei Consiglieri Regionali, delle Segreterie Politiche cui ciascuno di Loro fa riferimento: diamo, in extremis, un segnale di buon senso a questa Città! Dimostriamo con i fatti, a chi avanza sospetti vergognosi, che il Consiglio Comunale del Capoluogo è al servizio esclusivamente dei Casertanii, non di questo, o quel potentato.

Venendo ai Colleghi di Opposizione, in questi mesi sono state allestite, a danno di alcuni di Loro, vere e proprie campagne calunniose e diffamatorie, rispetto alle quali ho preso sempre, recisamente le distanze, conoscendo la squallide siano le illazioni che si sono rincorse in questi mesi; che a Caserta non vi sono inciuci sottobanco tra Maggioranza e Minoranza Consiliare.

Sono più che persuaso, perciò, che saremo tutti presenti in Aula, anche con una flebo in un braccio, anche solo all’atto della deliberazione che ci occupa, per smontare un altro teorema, quello delle assenze strumentali, volte ad abbassare il quorum occorrente a far passare il “sì”.

Questo allora – e la cosa non può sfuggire a nessuno – farà prova che Caserta può essere amministrata secondo logiche ben diverse, gettando le basi per un futuro prossimo nel segno di una totale discontinuità con il passato.