Cronaca Nera

I casi casertani dominano la tv del dolore: ieri derby all'ultima lacrima tra il marito di Katia Tondi e la mamma di Maria Ammirati

Quasi contemporaneamente, alla Rai, come abbiamo raccontato ieri, lunedì, il pianto del marito che resta sospettato di omicidio, mentre a canale 5 c'era la genitrice della 36enne


Quasi contemporaneamente, alla Rai, come abbiamo raccontato ieri, lunedì, il pianto del marito che resta sospettato di omicidio, mentre a canale 5 c'era la genitrice della 36enne di Marcianise, morta insieme al bimbo che portava in grembo MARCIANISE - "La vita in diretta" chiama, "Pomeriggio 5" risponde. Probabilmente gli autori dei due programmi che si fanno concorrenza nel perimetro della tv del dolore, che spia dal buco della serratura, evidentemente si scambiano i testi, a meno che non si sia stata una coincidenza il fatto che mentre la Rai aveva in studio Emilio Lavoretano, il giovane di San Tammaro che la Procura ha indagato ritenendolo il possibile assassino della moglie Katia Tondi, dall'altra parte, a "Pomeriggio 5", condotto da Barbara D'Urso, che dovrebbe essere ancora amica di Paola Perego (che conduce la "Vita in diretta") andavano in onda altri piagnistei, quelli della mamma di Maria Ammirati, la 36enne di Marcianise morta insieme al bambino che portava in grembo un anno fa. Maria era tornata da Londra un anno prima, dopo la morte del padre che, a seguito di problemi economici, aveva deciso di togliersi la vita. Era tornata per stare vicino alla madre Rosaria ed aveva conosciuto il compagno col quale aveva deciso di avere un figlio. Ma proprio questo desiderio le è costato la vita. Aveva 36 anni ed il suo ginecologo le consigliò di sottoporsi all'amniocentesi. Pochi giorni dopo, Maria iniziò ad accusare malori e decise di andare in ospedale a Caserta dove, dopo tanta attesa, una dottoressa la rimandò a casa dicendo che era affetta da una colica renale. Ma Maria continuava a stare male, iniziò a vomitare e contattò il ginecologo che la rassicurò, basandosi solo sul referto dell'ospedale senza visitarla. Allora Rosaria decise di accompagnare la figlia all'ospedale di Marcianise, dove si accorsero che il bambino (era al quinto mese, ndr) era morto e che Maria era malata di una forma galoppante di leucemia. Vennero rispedite all'ospedale di Caserta, dove arrivano intorno alle 19. Dovevano fare un raschiamento d'urgenza, ma l'operazione fu poi fatta alle 5 del mattino. Maria morì 48 ore dopo.