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L'ANALISI - La Casertana batte il Castel Rigone ma nel finale troppa sofferenza ed esterni che...

Una attenta analisi su quello che ha fatto in campo ieri la Casertana da un punto di vista tattico, cercando di mettere sotto la lente d'ingrandimento le scelte di Guido Ugolotti.


Una attenta analisi su quello che ha fatto in campo ieri la Casertana da un punto di vista tattico, cercando di mettere sotto la lente d'ingrandimento le scelte di Guido Ugolotti. CASERTA - La Casertana di mister Guido Ugolotti, dopo il successo di ieri, domenica, contro il Castel Rigone, per 1-0, vola a quota dieci punti in campionato, è in piena corsa per un posto che vale l'accesso diretto alla prossima Serie C, ed ha messo da parte il pessimo ruolino di marcia di inizio campionato targato Eziolino Capuano, dove i Falchetti avevano raccolto un punto in tre partite. La nuova gestione tecnica ha portato numerose novità, sia a livello comportamentale che tecnico, ma, soprattutto, ha portato vittorie e concretezza. Basti pensare che in quattro gare, sotto la guida di Ugolotti, la Casertana ha raccolto tre successi ed una sola sconfitta, segnando quattro gol e subendone solo uno, arrivato, peraltro, su una sfortunata deviazione del difensore rossoblù Riccardo Idda, che ha insaccato nella propria porta. Un rendimento del genere, chiaramente, non può essere solo frutto del caso o della fortuna. Dietro c'è il lavoro di un tecnico pragmatico, che ha cercato di trasmettere idee chiare alla squadra e di mettere tutti i giocatori a loro agio, sia a livello umano che tattico. Proprio tatticamente, contro il Castel Rigone, c'è un bel po' da analizzare: La squadra che è scesa in campo contro la formazione umbra è stata, praticamente, la stessa di quella che aveva sbancato Sorrento una settimana prima, con l'unica eccezione di Caturano al posto di Alain Baclet. La scelta è stata giustificata così dal mister: "Con Baclet alziamo troppo la palla, non capisco perchè. Per questa partita mi serviva uno che sapesse tenere palla a terra e dialogasse di più con i compagni". Obiettivamente è stato così. L'ex Empoli ha importanti qualità tecniche ed è sicuramente un giocatore che spinge la squadra a giocare più palla a terra. Una mossa azzeccata da parte di Ugolotti, soprattutto poi vedendo gli ultimi venti minuti di Alain Baclet, dove la palla, effettivamente, gli è sempre arrivata alta, ed è sempre andato in difficoltà. Nella prima frazione di gioco, tatticamente la squadra è stata ordinata, ha tentato sempre di allargare il gioco e di colpire l'avversario sull'esterno ma la scelta di tenere Agodirin a sinistra ed Alvino a destra ha un po' incartato il gioco casertano. Il Castel Rigone, negli uno contro uno, portato dai due esterni della società di Terra di Lavoro, tendeva sempre a coprire l'interno del campo, sapendo che i due giocatori rossoblù per andare sul proprio piede comodo dovevano rientrare. Gli Umbri hanno sempre lasciato l'esterno del campo ai propri avversari e per sbrogliare la situazione c'era bisogno della presenza costante due terzini rossoblù che dovevano essere pronti a sovrapporsi, per creare la superiorità numerica. Non sempre questo è avvenuto, soprattutto non è quasi mai avvenuto con i tempi giusti. Nel secondo tempo, il gol di Caturano arriva dopo pochi minuti dal fischio d'avvio e subito la Casertana arretra la propria posizione di almeno venti metri, perde brillantezza e non riesce a ripartire. Ugolotti vede la squadra scoperta al centro e decide di togliere Agodirin ed inserire Cucciniello, con quest'ultimo che andava a fare il centrale dei tre dietro la punta e Mancino che si sarebbe allargato a sinistra. Cucciniello non è mai entrato in partita, in quel ruolo è sembrato un pesce fuor d'acqua. Magari, in quel momento della partita, passare dal 4-2-3-1 al 4-3-2-1, con Mancino ed Alvino che avrebbero dovuto stringere la loro posizione, sarebbe stato più congeniale agli uomini in campo. Al minuto 27, il mistero più grande. L'inserimento di Correa per Marano. "E' un giocatore che se entra a partita in corso, può mettersi lì e gestire la palla. Di certo ha bisogno di essere coperto da due giocatori, come ogni regista", così ha parlato Ugolotti. In pratica, con l'ingresso del centrocampista argentino, la squadra si è posizionata con un 4-3-3 ma i tre davanti non riuscivano a tornare e dunque la squadra ha perso in compattezza ed organizzazione. Infatti la confusione è stata il comune denominatore degli ultimi 10 minuti abbondanti della sfida dell'Albero Pinto. Una confusione che, a nostro avviso, non è stata casuale ma che è stata logica conseguenza di una squadra stanca, posizionata male e condizionata da alcune scelte discutibili. Chiaramente da sottolineare la grande capacità di soffrire da parte della squadra di Guido Ugolotti, che continua a non subire gol. I campionati, in Italia, li vince chi ha una grande difesa. Raffaele Cozzolino