Cronaca Bianca

S.MARIA C.V. Consiglio comunale aperto. Don Patriciello: "Prendiamo coloro che fanno male a fischi e pernacchie"

Contestati dal pubblico l'intervento di Pina Picierno e del consigliere Campochiaro S.MARIA C.V - Un Teatro Garibaldi affollato per l’intera mattinata in occasione del consigl


Contestati dal pubblico l'intervento di Pina Picierno e del consigliere Campochiaro S.MARIA C.V - Un Teatro Garibaldi affollato per l’intera mattinata in occasione del consiglio comunale aperto chiamato a trattare un tema scottante quanto sentito, quello della situazione ambientale e del futuro di questa terra che, stando a quanto dichiarato dai pentiti, di felix non ha più nulla. Tanti gli interventi delle istituzioni e di comitati cittadini, dei quali il sindaco Di Muro ha raccolto le istanze e la collaborazione, comunicando di aver richiesto al Procuratore Lembo informazioni sulla fondatezza delle dichiarazioni allarmanti dei pentiti apparse sui giornali. Atteso e applaudito l’intervento di don Maurizio Patriciello che con spirito fermo e grande coscienza civile dice “abbiamo delegato per troppo tempo ora è il momento di reagire e di essere attivi, cerchiamo il meglio tra i politici, i magistrati, i medici; condanniamo chi deve essere condannato, i politici che sappiamo sono corrotti li dobbiamo buttare fuori”. Tanti i passi e le invettive in dialetto, gridate a gran voce con la lingua del popolo, di quello stesso popolo che ha dovuto e deve fare in conti  con la perdita di un figlio, di un padre, di una madre, di un fratello strappati troppo presto alla vita terrena da mostri che le nostre terre le hanno avvelenate per anni con la compiacenza magari di politici corrotti che “sono i nostri veri nemici”. Chiude il suo intervento dicendo “di fronte a chi fa bene dobbiamo inchinarci, ma  prendiamo coloro che fanno male  a fischi e pernacchie” e scatta la standing ovation. Un nuovo spirito civico, quello proposto dal parroco di Caivano, che tuttavia i cittadini presenti hanno già manifestato di possedere, contestando l’intervento di Pina Picierno che si professa contraria a nuovi impianti di trattamento dei rifiuti in una terra che già ha dato troppo, ma viene chiamata a fare i conti con il diverso orientamento del suo partito e del ministro PD Orlando. Contestato anche l’intervento del consigliere Giovanni Campochiaro che mentre cercava di raccontare la storia dello Stir e di come non abbia potuto intervenire di fronte a giochi già fatti, tentando in extremis un’assoluzione sua e degli altri responsabili politici del tempo, viene interrotto dal pubblico che chiede “perché lei, quale assessore dell’epoca, e l’allora sindaco non vi siete dimessi e avete preferito invece tradire  la fiducia dei cittadini?”. Una risposta che non ha dovuto fornire, graziato dall’entrata di Don Patriciello. Della filiera sammaritana, dell’epoca in cui secondo i pentiti anche a S. Maria C. V. si sotterravano veleni, oltre all’allora assessore all’ambiente Campochiaro, era presente, dal momento che oggi siede tra i banchi dell’opposizione, l’avv. Simoncelli, che ricopriva la carica di assessore regionale all’ambiente nella Giunta Bassoliniana , insomma mancava solo il dott. Iodice. Apprezzato l’intervento di Wilma Moronese, che dati alla mano espone quanto sta portando avanti di concreto in Senato a partire dalla proposta di equiparare i reati ambientali ai reati di mafia perché non si può consentire che la paghino con una semplice multa. Proposte concrete anche dalla senatrice Capacchione che sta portando avanti l’idea di destinare i proventi dei beni confiscati alla camorra alla bonifica dei territori. Chiusa la partecipatissima fase aperta del Consiglio, che ha visto accendersi gli animi di fronte alle parole e alle mancate risposte del presidente della Gisec che gestisce lo Stir, i lavori dell’organo cittadino sono proseguiti nelle forme ordinarie. Terminato il contraddittorio coi cittadini, il consigliere Simoncelli ha espresso il suo disappunto per consigli di tal fatta rappresentando che in assenza di risultati concreti non vi prenderà più parte. Angela Cipullo