Cronaca Nera

I RETROSCENA ESCLUSIVI Autocertificazioni durc. Se è stato chiesto l'arresto per Alba Paciello lo si dovrà fare per il 70% degli appalti della Campania e di Caserta

Finalmente, a quasi 48 ore dal provvedimento di interruzione di tutti i cantieri dell'azienda casagiovese, siamo in grado di ricostruirvi con precisione la vicenda ed escono fuori


Finalmente, a quasi 48 ore dal provvedimento di interruzione di tutti i cantieri dell'azienda casagiovese, siamo in grado di ricostruirvi con precisione la vicenda ed escono fuori delle cose interessanti che non sono emerse fino ad oggi CASERTA - Siamo in grado, oggi, di andare oltre e in profondità rispetto alle notizie che abbiamo scritto questi giorni in merito alla vicenda Alba Paciello. La questione principale, in sostanza, orbita intorno all’argomento durc. Per snellire la burocrazia, per aiutare la fluidità lavorativa delle aziende, in Italia, come sappiamo, si è deciso di attuare procedimenti  capaci di slacciare le imprese dalle gabbie cartacee introducendo l’autocertificazione. Affrontiamo la fattispecie Alba Paciello: l’azienda di Casagiove ha presentato al comune di San Gennaro Vesuviano l’autocertificazione per partecipare alla gara, gara che, come è noto, vince. Il  4 agosto 2011 Alba Paciello, però, secondo l’accusa, non era in regola con il documento unico di regolarità contributiva, elemento che fa scattare per la Procura di Nola l’ipotesi di turbativa d’asta. Era in regola con il durc, invece un mese dopo, ma questo, in realtà, ha poca rilevanze dato che l’incarico affidato all'azienda di Casagiove nel comune di San Gennario Vesuviano doveva tener conto proprio del durc agostano. Precisiamo:  questo non significa giustificare Alba Paciello. Dolosamente o colposamente la ditta avrebbe emesso una dichiarazione mendace. Ad ogni modo il comune di San Gennaro avrebbe dovuto richiedere una verifica dell’autocertificazione all’Inps di Caserta, ma a noi risulta che tale richiesta negli uffici della città capoluogo non sarebbe mai arrivata, anche se su questa materia della verifica incrociata, purtroppo, non esiste una normativa chiarissima. Il pm della Procura di Nola, come abbiamo già scritto nei precedenti articoli, ha chiesto l'arresto della signora Alba Paciello e del figlio Pietro Roviello. Il Gip, però, non ha acconsentito all'arresto istituendo, invece, un altro provvedimento ugualmente durissimo e forse senza precedenti rispetto all'addebito e al contenuto dello stesso:  lo stop del servizio in tutti i comuni nei quali l'azienda di Casagiove svolgeva l’attività di raccolta rifiuti. A questo punto, con tali premesse, non si sa ancora se con un durc regolare o irregolare, ma questo  si potrebbe stabilire solamente mettendo in combinazione le date delle gare d’appalto o degli affidamenti diretti con dei controlli all’Inps relativi alla posizione con quelle date. Se la linea della Procura di Nola fosse estesa tout court siamo convinti che ad essere travolte  sarebbero, forse, il 50, 60, 70% di aziende e centinaia di appalti verrebbero interrotti semplicemente perché  le autocertificazione, per anni e anni, sono stati elementi sufficienti per dirigenti e funzionari di comune Giuseppe Tallino