Cronaca Nera

COSENTINO - Partita a scacchi tra difesa e accusa. Ora la Dda chiede di nuovo il carcere, contestando anche l'impostazione della corte di cassazione

Ormai, non si contano più le istanze presentate all'interno della procedura cautelare. La vicenda va letta anche in controluce, in termini di tattica giudiziaria. Un'istanza per


Ormai, non si contano più le istanze presentate all'interno della procedura cautelare. La vicenda va letta anche in controluce, in termini di tattica giudiziaria. Un'istanza per il carcere potrebbe compensare e neutralizzare la speculare domanda presentata dai difensori per la completa libertà   NAPOLI - Una lunga partita a scacchi, con la Dda che contesta, sostanzialmente anche il merito della decisione, assunta dalla corte di cassazione di annullare l'ordinanza di custodia cautelare per Cosentino per quel che riguarda il reato di corruzione, aggravato dall'articolo 7 che rappresenta il 50% dei motivi per i quali il tribunale di Napoli, a suo tempo chiese l'arresto del sottosegretario nell'ambito dell'ordinanza "il principe e la (scheda) ballerina". Tutto sommato, nel ricorso che la Dda ha presentato contro la decisione del giudice Orazio Rossi di concedere a Cosentino gli arresti domiciliari, c'è tutto questo. La Dda chiede al riesame di ripristinare la custodia in carcere per tutte e due le contestazioni, per quella relativa  alla corruzione, annullata dalla cassazione, facendo sopravvivere l'altra relativa al riciclaggio. Una partita complessa, in cui accusa e difesa si rivolgono entrambi al tribunale della libertà: la difesa per chiedere la remissione in libertà di Cosentino, l'accusa per chiedere il carcere ma, forse, tatticamente per evitare che i giudici della libertà accolgano il ricorso dei difensori in modo che lo stesso Cosentino resti almeno ai domiciliari