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CASERTANA - Ecco il Castel Rigone: due i problemi degli Umbri. Attenzione a Tranchitella e alla sua media gol

Poniamo sotto la lente d'ingrandimento il prossimo avversario della Casertana, il Castel Rigone. Società giovane e squadra vecchia. CASERTA - Castel Rigone è il più piccolo


Poniamo sotto la lente d'ingrandimento il prossimo avversario della Casertana, il Castel Rigone. Società giovane e squadra vecchia. CASERTA - Castel Rigone è il più piccolo paese italiano a vantare una squadra nel calcio professionistico. Già chiamarlo paese, potrebbe rappresentare un lusso. Infatti, Castel Rigone è una frazione del comune di Passignano sul Trasimeno, in provincia di Perugia e conta appena 406 abitanti. Il Castel Rigone Calcio è una società sportiva nata nel 1998 ed in quindici anni è passato dai fangosi campi della Terza Categoria Perugina alla Seconda Divisione di Lega Pro, conquistata lo scorso anno a suon di vittorie, grazie ad uno storico primo posto nel girone E di Serie D. Il Patron Brunello Cucinelli, stilista ed imprenditore italiano di abbigliamento pregiato in cashmere, ha deciso di confermare in blocco l'ossatura della formazione che ha conquistato la Seconda Divisione, ma, allo stesso tempo, ha arricchito la propria squadra, che, ad oggi, è la più vecchia del girone, con elementi di qualità e che possono essere decisivi al conseguimento dell'obiettivo stagionale del club perugino: la salvezza, anche attraverso i play out. La guida tecnica è in mano a Marco Di Loreto, ex calciatore e bandiera del Perugia. Nelle prime sei giornate, il Castel Rigone, ha raccolto appena quattro punti. I Biancoblù, infatti, hanno vinto e pareggiato una volta, ed hanno collezionato ben quattro sconfitte. Due i problemi principali: la difesa, la peggiore del campionato insieme a Sorrento ed Arzanese con dieci reti subite, ed il mal di trasferta, dove nelle prime tre uscite stagionali lontano dal San Bartolomeo, l'undici umbro, ha raccolto altrettante sconfitte, subendo ben otto reti (la peggiore retroguardia esterna del girone). Tatticamente la squadra di Di Loreto ha sempre optato per un 4-3-1-2 molte tecnico, dove il giro palla e l'intensità nella zona centrale del campo rappresentano i punti cardini dello schema della formazione umbra. Ruolo fondamentale, come in tutte le impostazioni tattiche di questo tipo, è senza dubbio il trequartista, il quale risulta determinante in fase di rifinitura. In questa posizione di campo due giocatori si giocheranno il posto in vista della gara del Pinto: l'esperto Matteo Coresi ('80) ed il giovane Nicholas Redi ('94). L'inventiva dell'uomo dietro gli attaccanti è linfa vitale per le punte stesse. Una delle quali sarà quasi sicuramente Dario Pietro Tranchitella, vero e proprio uomo simbolo del Castel Rigone, autore di ben quattro reti delle cinque totali (tutte nei secondi tempi) della propria squadra in questo inizio di campionato. Il centravanti nato a Zurigo con la maglia biancoblù ha collezionato 78 centri in 126 presenze. Un altro uomo da tenere d'occhio è Roberto Cappai, ex Arzachena, e che alla Casertana ha già fatto male lo scorso anno, segnando un gol ai Falchetti in terra Sarda. Sicuri titolari saranno il portiere Francesco Franzese, il difensore centrale Leonardo Moracci ed il centrocampista tuttofare Carlo Vicedomini, dal quale passano la maggior parte delle azioni della squadra umbra. Da segnalare l'arrivo in settimana del terzino sinistro Gianluigi Bianco, ex Avellino. Un acquisto che mira a colmare il vuoto lasciato sull'out mancina da Filippo Petterini, infortunatosi gravemente al legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. I RISULTATI DEL CASTEL RIGONE Chieti - Castel Rigone 3-1 Castel Rigone - Martina Franca 0-0 Aversa Normanna - Castel Rigone 4-1 Castel Rigone - Messina 2-0 Poggibonsi - Castel Rigone 1-0 Castel Rigone - Cosenza 1-2 DATI  Posizione classifica: 17 Vittorie: 1 Pareggi: 1 Sconfitte: 4 Gol fatti: 5 Gol subiti 10 MARCATORI DELLA SQUADRA Tranchitella: 4 gol Di Paola: 1 gol INDICAZIONI TATTICHE Schema: 4-3-1-2, che in fase di possesso può diventare un 4-4-2, con il rombo a centrocampo. Raffaele Cozzolino