Cronaca Nera

ALTRO CHE L'INNOMINATO QUESTE SI CHE SONO CONVERSIONI - Il cognato di Giovanni Cosentino e suo fratello, entrambi figli di "o'arripezzato", a capo degli ambientalisti della terra dei fuochi

E a Casapesenna c'è già chi malizia sull'ambizione dell'ex amministratore di Terra di Lavoro spa, Terra di lavoro spa,  provetto chitarrista, di candidarsi a sindaco per la suc


E a Casapesenna c'è già chi malizia sull'ambizione dell'ex amministratore di Terra di Lavoro spa, Terra di lavoro spa,  provetto chitarrista, di candidarsi a sindaco per la successione di Fortunato Zagaria CASAPESENNA - A nessuno, più che  a noi, fa piacere che delle persone, le quali vissuto, fino ad oggi, un'esistenza informandola  a certi valori, connessi a un materialismo hard, radicale e assoluto, scoprano, con gli anni della maturità, il senso di altre cose, la cifra prevalente e prioritaria di altri valori meno secolari e in questo caso connessi al senso della comunità intesa come sintesi di interessi collettivi, che discendono da diritti umani e, per questo, supremi, cardinali, a partire dal diritto alla salute. Accogliamo dunque con favore, seppur con qualche legittima perplessità, quella che ai nostri occhi si configura come una vera e propria conversione. Non sappiamo se il da noi ben conosciuto Nicola Diana abbia trascorso nottate complesse come quelle dell'innominato manzoniano, ma certo viene da dire che il percorso compiuto da questo uomo versatile, chitarrista provetto, dedito evidentemente troppo all'arte e poco alla "fatica faticata", come ha dimostrato negli anni in cui, grazie ai buonissimi e influentissimi uffici di Nicola Cosentino, ha svolto la funzione di amministratore, in pratica, tagliando corto, di capo, di Terra di Lavoro spa,la società partecipata, con capitale totalmente nelle mani dell'amministrazione provinciale, dove, e se riandate a rilegge le 20 puntate di inchiesta che Casertace dedicò alla gestione di questo ente, è capitato letteralmente di tutto. Da quando Nicola Cosentino ha incontrato le prime difficoltà, il Diana, che la famiglia Cosentino è imparentata, dato che sua sorella ha sposato l'iper-imprenditore Giovani Cosentino, si è defilato. L'avevamo perso di vista, salvo poi reicrociarlo in questi giorni nelle manifestazioni ambientaliste che, da Casapesenna, si stanno muovendo allo scopo di denunciare la paura, il terrore che le genti di quelle contrade stanno avvertendo all'improvviso per una cosa che conoscevano da trent'anni, e cioè che sotto ai loro piedi giacevano tonnellate e tonnellate di rifiuti alcuni dei quali anche significativamente tossici. Qualcuno, commentando sul web questo fuoco filantropico che percorre gli estri del chitarrista di Casapesenna, ha immediatamente associato alla sua ambizione di candidarsi a sindaco del suo paese. Ma noi non ci crediamo. Riteniamo che Nicola Diana lo abbia fatto dentro a questo suo nuovo modus vivendi, che speriamo non sia solo un modus (vivendi). Per conquistarsi una credibilità autentica Diana dovrà come minimo dotarsi di un escavatore, e dovrà andare in certi terreni, Tempio e dintorni. e cercare senza requie il rifiuto che può rovinare la vita dei suoi figli. Lo farà? Staremo a vedere. Con sè potrà portare anche suo fratello che si chiama Giuseppe Diana, anche lui impegnatissimo a muovere le proprie mani per firmare petizioni che lo dovrebbero far entrare nelle liste di attesa degli aspiranti adepti di Greenpeace. Per Giuseppe Diana, la conversione è ancora più marcata, in considerazione del fatto che lui ha avuto un rapporto con la camorra locale che useremmo definire articolato. Giuseppe Diana infatti è stato chiamato in causa da alcuni pentiti che lo hanno accusato di mettere a disposizione la propria abitazione al un commando di Killer che si preparava a compiere la strage del “Circolo di Casapesenna” (dichiarazioni agli atti nei vari processi contro il clan dei casalesi). Queste dichiarazioni evidentemente non hanno trovato totale riscontro dato che Giuseppe Diana oggi non si trova ristretto, anzi fa il Folco Quilici di Casapesenna. I due , questa è storia nota, sono figli del quasi mitico Costantino Diana, detto "arripezzato", indagato nel processo "spartacus". Ora fermo restando che le eventuali colpe dei padri, per giunta non dimostrate completamente, non possono ricadere sui figli; premesso che le dichiarazioni di un opentito o di più pentiti non necessariamente devono tradursi in una considerazione di complicità rispetto alla camorra, quantomeno questa conversione idealista, civile e ambientalista dei fratelli Diana suscita un minimo di perplessità che merita di essere dissipata da ben altri atti e altre azioni che non si limitino a due firme apposte sotto ad una petizione, e all'impegno di arruffapopolo protempore. Gianluigi Guarino