Cronaca Bianca

CASERTA LA LETTERA - Cottimi, il segretario comunale Martino: "Nessuna irregolarità dei dirigenti". LA REPLICA DI CASERTACE: "Freud, con lei, avrebbe tenuto un simposio lungo dieci giorni"

Ci limitiamo, nella nostra risposta, a mettere a confronto quello che Martino ha scritto nella relazione trimestrale e quello che scrive a noi. Trattasi di chiaro caso psicanaliti


Ci limitiamo, nella nostra risposta, a mettere a confronto quello che Martino ha scritto nella relazione trimestrale e quello che scrive a noi. Trattasi di chiaro caso psicanalitico di negazione della realtà e forse anche di se stesso. Per quanto riguarda, poi, il sindaco del Gaudio...   Per una lettera come quella inviataci dal Segretario generale del comune di Caserta che in questa palestra di liberalità, pubblichiamo, ovviamente, nella sua versione integrale, si registra un chiaro problema di ordine psicanalitico. Ma a proposito di ordini, non precorriamo l'approdo alle conclusioni e cerchiamo di declinare il nostro pensiero con l'applicazione di un ortodosso utilizzo del sillogisma. Cosa dice in sostanza, il segretario Luigi Martino nella sua lettera. Anzi, cosa dice letteralmente Luigi Martino, dato che qui, trattandosi di un problema di tipo scientifico, non bisogna indulgere nelle semplificazioni. Questo il testo :  "Dal controllo di regolarità amministrativa non sono emerse situazioni di particolare gravità, se non la necessità di curare maggiormente le procedure e dare puntualmente atto nei provvedimenti, del loro compimento rispettandone i termini." Dunque, per Luigi Martino la realtà effettuale è rappresentata dalla negazione della realtà virtuale, descritta nella sua relazione trimestrale sulla spesa, legata alle determine dirigenziali. Qual è la realtà che Martino nega?   Leggete qui il contenuto testuale dei suoi rilievi formali: Luigi Martino Segretario Generale del comune di Caserta   Dunque la parcellizazione delle somme urgenze, e tutte le modalità improntate sistematicamente a un utilizzo improprio del pubblico danaro, che dottor Jekyll Martino ravvisa nella sua relazione trimestrale, diventano, sotto la penna di Mr. Hyde Martino, evidentemente compulsato ad horas, dal sindaco Del Gaudio, una normale espressione dialettica che si traduce in una sorta di nulla osta sull'operato dei dirigenti del comune di Caserta, rispetto ai quali, scrive l'ineffabile segretario nella lettera a Casertace, "non sono emerse situazioni di particolari gravità". E qual è la gravità segretario? Che dovevano fare Mazzotti, Sorbo e compagnia per fare cose gravi. Rapinare una banca, sequestrare a mano armata i dipendenti del comune, rapire e stuprare le impiegate più avvenenti? Che dovevano fare? Scappare nottetempo con la cassaforte. Capiamo che Lei, Sig. Martino abbia trascorsi minuti non semplici dopo che Casertace ha pubblicato in esclusiva un documento che lei, sottovalutando l'inquietudine che serpeggia negli uffici del comune a fronte della gestione allegra della spesa comunale, riteneva che non potesse mai diventare pubblico. Ma qui, lei esagera con la sottomissione acritica. Lei, freudianamente, appunto, negando la realtà, nega anche se stesso che quella realtà ha descritto con impietosa lucidità, salvo poi ritrattare in maniera certo non gloriosa. Freud affermava che la negazione, e purtroppo ciò non riguarda solo casi banali come quello che stiamo raccontando, ma anche la dinamica della relazione tra gli atti dei regimi dittatoriali e la loro spiegazione, è un mezzo, adottato dalla psiche umana, "per diventar consapevoli del proprio rimorso" . Bene, Martino, se lei abbracciando questa idea negazionista ha iniziato un percorso di elaborazione di un rimorso, possiamo essere contenti per la sua futura serenità però, l'operazione riesce nella misura in cui lei si mostrerà più consapevole, più orgoglioso rispetto al suo esercizio istituzionale, più aderente alla sua identità di Dottor Jekyll. Le suggeriamo un motivo di ulteriore riflessione: questo sindaco che ora la inviterebbe a controllare l'azione dei dirigenti, è lo stesso sindaco, che dopo aver annunciato in campagna elettorale un rinnovamento radicale della macchina amministrativa, dei modelli operativi, dei processi di spesa, non solo ha confermato le antiche rendite di posizione dei vari Mazzotti, Sorbo, Piscitelli e compagnia, ma le ha consolidate, al punto che nel comune di Caserta si assiste a fatti sconcertanti, come quelli relativi alla sequenza impressionante di appalti miliardari, aggiudicati a una sola famiglia, quella dei Caprio, e a un solo gruppo imprenditoriale. Per Aristotele si sarebbe chiamato di un chiaro caso di oligarchia che, nella sua costruzione dottrinale, era una degenerazione della democrazia. Se ci deve scrivere siffatte lettere, sig. Martino, lo eviti, perchè questa volta la nostra confutazione, pur legandosi all'inguaribile tentazione di esprimere una vena ironica e satirica sulle cose della politica locale, è stata, comunque, rispettosa della sua persona, ma, soprattutto, della funzione istituzionale che respira al di sopra del sig. Martino. La prossima volta passeremmo sicuramente dalla poesia alla prosa. Gianluigi Guarino