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Guerra Pdl, Mazzarella e Caserta potrebbero uscire dal gruppo. Difensore civico: Zinzi, Giuliano e Ferrucci insieme fanno 222 anni

Acque agitatissime nel Pdl in vista della seduta del consiglio provinciale, fissata per oggi pomeriggio, lunedì. Per il capogruppo l'ex senatore pensa al suo sodale Elia Barbato,


Acque agitatissime nel Pdl in vista della seduta del consiglio provinciale, fissata per oggi pomeriggio, lunedì. Per il capogruppo l'ex senatore pensa al suo sodale Elia Barbato, che già è assessore ai Lavori Pubblici nel comune di Aversa. Il nuovo (si fa per dire) difensore civico partorito dopo diversi incontri tra il presidente e il coordinatore provinciale del Pdl   CASERTA - Dove ti giri giri, c'è da ridere o da piangere, a seconda del grado di disincanto che uno, per estro o per necessità, ha raggiunto rispetto alle cose della politica locale e alla loro conseguenza all'interno delle istituzioni di governo. Se guardi al Pd, vedi una scena popolata di pistoleri e di sceriffi che presenziano alle operazioni del tesseramento; vai dall'altra parte e incroci personaggi forse un po' più naif dei fratelli Cappello o dei fratelli Caputo, ma ugualmente sprovvisti di quel minimo di decoro politico e anche di una percezione remota di senso delle istituzioni. L'ultima vicenda che stiamo raccontando, quella che intreccia i due capitoli della guerra per la carica di capogruppo del Pdl in consiglio provinciale e quello della elezione del nuovo difensore civico, la più inutile delle cariche, simbolo vivente di quanto i nostri politici siano, in realtà, totalmente fuori dalla mentalità del risparmio e del rispetto del pubblico danaro, esprime la carica grottesca e allo stesso tempo dannosa del rapporto tra le presunte classi dirigenti di questa provincia. Il capogruppo dimissionario Nicola Garofalo non ha più la fiducia dei suoi colleghi, ma individua come suoi bersagli Filippo Mazzarella e la deputata Giovanna Petrenga. Il furbo Pasquale Giuliano prende la palla al balzo e propone, per la carica di capogruppo, il suo sodale aversano Elia Barbato, il quale dovrebbe assumere la carica, facendola convivere con quella di assessore ai Lavori Pubblici nel comune di Aversa. Un'autentica follia che indebolirebbe sia la funzione di governo nella città normanna, sia quella politica in consiglio provinciale, ma permetterebbe a Pasquale Giuliano di controllare i sentieri e i rivoli del potere clientelare sia di là che di qua. E' chiaro che se oggi, lunedì, dopo che il presidente della Provincia Zinzi si è rifiutato di prorogare la seduta di consiglio provinciale che dovrà approvare il bilancio, rimarrà appesa la nomina del capogruppo del Pdl, non è improbabile che Mazzarella e Caserta lascino il gruppo che in un mese passerebbe da nove a cinque componenti, dato che il congedo di Mazzarella e di Caserta si andrebbe ad aggiungere a quelli del sindaco di Frignano, Gabriele Piatto e del medico di San Nicola la Strada Sortino, che guardano con interesse alla costituzione del nuovo soggetto politico della destra. Gruppo consiliare dimezzato: una vera e propria Caporetto per il partito e per i suoi due coordinatori Giuliano e Polverino. In un posto normale i due si dimetterebbero, ma siccome l'ultimo dei pensieri che pervade la loro testa è quello che incrocia gli interessi collettivi e generali del partito che rappresentano, non gliene frega un fico secco, dato che Polverino sogna una impossibile candidatura alle elezioni europee e Giuliano, a 72 anni, dopo aver mancato le nomine del Cfm e degli organismi della giustizia tributaria, cerca di portare a casa tutto quello che può, come dimostra l'incredibile candidatura dell'assessore ai lavori pubblici di Aversa Elia Barbato alla carica di capogruppo. Non è che abbiamo usato l'aggettivo "grottesco" in maniera leggera. Il timbro o meglio il marchio di fabbrica di una politica ormai anacronistica, vecchia e improponibile potrebbe essere rappresentato, oggi, dalla sanzione, in consiglio provinciale, dell'identità del nuovo difensore civico: il pressochè 80enne giudice in pensione Ferrucci. 3mila euro al mese per non far nulla, come nulla ha fatto fino ad ora Alfonso Caterino. Ferrucci sarebbe il risultato di una lunga elaborazione tra Zinzi e Giuliano. Calcolatrice: Zinzi ha 70 anni, Giuliano 72, il giudice Ferrucci circa 80. Il potere reale di questa provincia nelle mani di tre persone che insieme esprimono la somma di 222 anni. Non c'è che dire: il futuro è nostro. Gianluigi Guarino