Cronaca Bianca

CASERTA -TUTTE LE FOTO - SPAVENTOSO, quintali d'amianto a un passo dal nuovo Policlinico e l'Arpac "se ne frega"

Due sopralluoghi del consigliere comunale Cobianchi il quale ha alertato i vigili urbani del capoluogo che a loro volta gli hanno comunicato di aver spedito la segnalazione all'or


Due sopralluoghi del consigliere comunale Cobianchi il quale ha alertato i vigili urbani del capoluogo che a loro volta gli hanno comunicato di aver spedito la segnalazione all'organo di controllo regionale COMUNICATO STAMPA - La scorsa settimana, nel compiere un sopralluogo nella ben nota area “Lo Uttaro”, nell’esercizio del sindacato ispettivo che la Legge riserva ai Consiglieri Comunali, il Presidente Luigi Cobianchi ha rilevato la presenza diffusa di pannelli  in cemento-amianto (eternit), scaricati abusivamente a rifiuto, lungo il tracciato di via Edison, che congiunge viale delle Industrie nientemeno che con il cantiere dell’erigendo Policlinico. Informato immediatamente il Comandante del Corpo della Polizia Municipale di Caserta, questi, per il tramite del Nucleo di Polizia Ambientale, informava il Consigliere che la cosa era già nota al Comando, che aveva debitamente provveduto ad effettuare le segnalazioni di rito all’ARPAC. Sennonché, sino ad oggi, l’Ente Regionale è rimasto inerte. In data odierna il cons. Cobianchi ha compiuto un nuovo sopralluogo, nel corso del quale ha potuto riscontrare (v. foto n°930 finale) che ignoti hanno dato fuoco ad alcuni dei predetti pannelli, determinandone, in tal modo, la decomposizione nelle famigerate fibre, responsabili del  mesotelioma pleurico, oltre che dell’asbestosi, provocando una fibrosi estensiva del polmone, caratterizzata da lesioni sclerotiche interstiziali, che, riducendo l'elasticità del polmone, inducono una insufficienza ventilatoria di tipo restrittivo, con riduzione progressiva della Capacità Vitale (CV) e del Volume Espiratorio Massimo nel 1º Secondo(VEMS). Dal sopralluogo odierno, come testimonia la foto n° 90 (finale), è emersa un’ulteriore circostanza agghiacciante: un gregge di pecore al pascolo, a pochi passi dalle predette fibre d’amianto, a ridosso del tenimento di “Lo Uttaro”, ricadente nel Sito di interesse Nazionale (SIN) “Litorale domizio flegreo ed agro aversano”! Dichiara il cons. Cobianchi: “Le inerzie degli Enti Regionali cui è demandato il controllo ambientale del territorio, ove effettivamente riscontrate, rappresenterebbero un fatto gravissimo, soprattutto avuto riguardo alla recente sentenza, datata Febbraio 2012, del Tribunale di Torino, Sez. I Penale, Presidente del Collegio Giudicante il dott. Giuseppe CASALBORE, per effetto della quale, con riferimento al procedimento n°24265/04 del R.G. delle Notizie di Reato, del Tribunale, gli imputati sono stati condannati a sedici anni di reclusione per “disastro ambientale doloso permanente” e per “omissione volontaria di cautele antinfortunistiche”, con obbligo al risarcimento di circa tremila parti civili, oltre al pagamento delle spese giudiziarie. Auspico che anche la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (CE) – ben nota per la particolare sensibilità che ha, da sempre, manifestato anche con riferimento al contrasto dei reati ambientali - voglia, con l’urgenza dettata dal caso, avviare opportune indagini in merito ai fatti testé esposti