Cronaca Bianca

ESCLUSIVA CASERTA - Petrella, ora che fai, chiedi il risarcimento anche alla Corte dei Conti? Leggete la relazione della vergogna

Le cifre iperboliche del dissesto finanziario della città capoluogo nelle quasi 600 pagine della relazione annuale dei giudici contabili. Sembrano scritte in fotocopia, soprattut


Le cifre iperboliche del dissesto finanziario della città capoluogo nelle quasi 600 pagine della relazione annuale dei giudici contabili. Sembrano scritte in fotocopia, soprattutto nelle parti relative alle considerazioni sui residui attivi e sui residui passivi, dagli articoli di Casertace

CASERTA - Povero Gioacchino Petrella, bersaglio di un'azione diffamatoria e calunniatrice, messo ingiustamente alla porta dal Comune di Caserta, fustigato per anni dai controbilanci e dalle controrelazioni del governo ombra di Casertace.

Petrella ha chiesto 100mila euro di risarcimento del danno al Comune capoluogo per la lesione della sua immagine legata all'interruzione del rapporto di lavoro che per anni ed anni lo aveva visto controllare, in verità degnamente coadiuvato dal suo sodale Santonastaso, che ancora uno che conta nell'ufficio ragioneria del Comune, il settore finanziario dello stesso comune di Caserta.

Ora, al gruppo dei calunniatori a cui chiedere un risarcimento (con noi di Casertace non ci ha provato, perchè ben sapeva che saremmo potuti arrivare fino all'ultimo meandro delle sue azioni e dei suoi pensieri) dovrà aggiungere anche la Corte dei Conti.

Sapete che vi dico? Quando ho letto il paragrafo che i giudici contabili hanno dedicato a Caserta nell'ambito delle quasi 600 pagine della loro relazione annuale, sono stato quasi tentato, io, di denunciarli per plagio. Se riuscite, infatti, a scavare negli archivi di Casertace leggerete esattamente le stesse cose che scrivevamo anni fa, preconizzando tra i sorrisini di tutti gli ignorantoni della materia della pubblica contabilità, un dissesto che già tre anni prima della sua formalizzazione, ci appariva ineluttabile.

E chi ha letto Casertace, sa benissimo che è così.

Ora leggete un poco cosa scrivono i giudici della Corte dei Conti sul disastro, da cui Petrella, ma anche Santonastaso, miracolato e purificato dall'acqua attinta dalla fonte salvifica di casa Del Gaudio e di casa Polverino, non possono certo chiamarsi fuori dal marchio di responsabilità diretta che hanno assunto nelle scelte di gestione vergognosamente dissipatorie.

Gianluigi Guarino

QUI SOTTO LA RELAZIONE FINANZIARIA SUL DISSESTO DEL COMUNE DI CASERTA

 Caserta

Il 24 ottobre 2011 e stato dichiarato dal Consiglio comunale il dissesto finanziario

dell’Ente per:

- ricorso costante all’anticipazione di cassa nella misura massima consentita dalla legge;

- livello di indebitamento superiore al 200% delle entrate correnti e interessi al limite

massimo normativamente previsto;

- elevati oneri del contenzioso, essendosi conclusi due lodi arbitrali con la soccombenza

dell’ente al pagamento di 35 mln di euro (445 euro per abitante);

- ingenti debiti fuori bilancio, il cui mancato pagamento produce interessi ed azioni

esecutive;

- elevata consistenza di residui passivi, per oltre 162 mln di euro, e di residui attivi di

difficile esazione e di remota origine per oltre 157 mln di euro;

- blocco totale dei pagamenti agli appaltatori di servizi e forniture essenziali per energia,

telefonia, servizio di mensa scolastica;

- disavanzo di oltre 3 mln di euro (38 euro per abitante) dal rendiconto 2010.

La Sezione regionale di controllo della Corte dei conti per la Campania, nell’esaminare

la relazione-questionario dei Revisori dei conti sul bilancio preventivo 2006, rilevava, gia,

gravi disfunzioni.

Nella relazione conclusiva della ”Indagine sulla gestione del Comune di Caserta”, la

Sezione (con delib. n. 148/2008) evidenziava la ricorrente crisi di liquidita che aveva indotto

l’Ente a cercare una soluzione negli strumenti di finanza derivata, ma ad appena un anno

dalla stipula di un

 

favore dell’Ente, e vendita di Interest Rate Swap a “doppia barriera” (vale a dire, con acquisto di cap, afloor, a vantaggio dell’istituto finanziario), l’Amministrazione aveva optato per la risoluzione consensuale del contratto e contestuale stipula di un nuovo

Irs con versamento di un nuovo premio di liquidita ( up flor ).

 

In ordine alla tenuta della contabilita comunale, il controllo eseguito dalla Sezione

aveva messo in luce errori che inficiavano l’affidabilita dei conti e le risultanze di bilancio.

Altre irregolarita, riguardanti soprattutto la gestione dei residui, minavano gravemente

l’equilibrio complessivo del bilancio e richiedevano una immediata revisione delle poste attive

e passive del conto del patrimonio.

Si auspicava una attenta revisione delle risultanze contabili e l’avvio di un serio e

puntuale controllo di gestione, necessario ad assicurare l’attendibilita dei dati di bilancio

anche in funzione dei futuri programmi di spesa.

La Sezione di controllo campana non ha potuto esaminare il rendiconto 2010, non

inviato dall’Ente, ed i Revisori dei conti non hanno trasmesso la relazione-questionario su

detto documento. (abitanti 78.693)