Politica

LA NOTA - Fenomenologia di Enzo D'Anna. Il perché psicologico, antropologico e anche un pizzico politico e filosofico del suo no alla fiducia al governo Letta

In calce al nostro commento il video dell'intervento del senatore di Santa Maria a Vico. Lo scriviamo con accenti seri, esplicati nella loro accezione letterale, senza voler as


In calce al nostro commento il video dell'intervento del senatore di Santa Maria a Vico. Lo scriviamo con accenti seri, esplicati nella loro accezione letterale, senza voler assolutamente ironizzare su una posizione politica, del cui contenuto abbiamo rispetto al punto di pubblicare qui sotto in calce il video del diretto interessato. Enzo D'Anna non ha votato la fiducia al governo Letta, volendo essere più berlusconiano di Berlusconi, sconfitto oggi e costretto a una ritirata strategica  dopo aver constatato che 23 senatori che lui aveva miracolato, regalandogli letteralmente il seggio a palazzo Madama, lo avevano tradito, naturalmente per rimanere incollati sulla loro poltrona, aspirati da altri 5 ministri miracolati che di un governo non potrebbero mai far parte in nessun posto d'Europa per qualità, cultura e preparazione specifica. Da anni, Endo D'Anna ci interessa più come soggetto da utilizzare a scopo scientifico, applicando alle sue azioni una ricerca ai confini della psicologia e dell'antropologia, che come politico. In un primo tempo certi suoi atteggiamenti sembravano collegati ad una normale espressione di egocentrismo e di esibizionismo, con una vaga attitudine al narcisismo. In un secondo momento, col passare degli anni, abbiamo capito che queste caratteristiche si sprigionano all'interno di un involucro la cui corteccia è collegata ad una emotività creativa, tutto sommato positiva, che consuma nella sua energia il conflitto tra le ragioni dell'imprenditore della sanità, che deve apparare i cazzi suoi, con quelle dell'uomo che conosce nel conscio e nel subconscio la spinta di una idealità. Nel voto contrario alla fiducia al governo Letta, D'Anna ha messo insieme le due cose: la giusta repellenza nei confronti di 23 trasformisti senza vergogna e la fame di vetrina, la necessità di dare visibilìtà alla sua posizione dentro a una vicenda che con l'allineamento di Berlusconi, sconfitto oggi dai trasformisti, gli ha offerto su un piatto d'argento la possibilità di rendere visibile la sua posizione. Ha preso la palla al balzo e l'operazione gli è riuscita, dato che le agenzie di stampa nazionali e anche i giornali ne stanno già scrivendo. Tra l'altro, Berlusconi era in aula e siccome non conosce D'Anna come lo conosciamo noi, avrà individuato nelle parole pronunciate dal senatore casertano nel suo intervento in aula, solo quella vena idealistica che sicuramente tratteggia il suo dna. Orbene, anche nella prossima Forza Italia, targata Silvio e/o Marina Berlusconi, D'Anna potrebbe avere una buona posizione, ora che la zavorra dei vari Alfano, Lupi, De Girolamo, Lorenzin e veline assortite sarà buttata al mare Gianluigi Guarino