Politica

PD, tesseramento militarizzato dai campioni dell'innovazione renziana Cappello, Caputo e Marino. La Capacchione pronta alla rivolta? Mah...

I tre fanno quello che gli pare e si autonominano in sostanza garanti del tesseramento in ogni luogo per controllare le adesioni. Il fratello di Caputo pilota Lettieri a Gricign


I tre fanno quello che gli pare e si autonominano in sostanza garanti del tesseramento in ogni luogo per controllare le adesioni. Il fratello di Caputo pilota Lettieri a Gricignano. Ma l'indolenza di chi dovrebbe denunciare queste cose, prima ancora della voce isolata di Casertace, rappresenta anche un vizio peggiore rispetto a una normale espressione comportamentale da parte di personaggi che hanno costruito le proprie personalità prima ancora che le loro prospettive politiche, in questa cultura e in questi meccanismi di acquisizione del consenso CASERTA - Abbiamo  deliberatamente, in questi giorni escluso dalle nostre priorità e dalle nostre azioni le vicende del Pd casertano. L'abbiamo fatto perché riteniamo che tutto sommato non ci sia nulla da dire, da scrivere, che non sia stato già da noi scritto, trattato, analizzato. Che Enzo Cappello, Nicola Caputo e Carlo Marino, normali e prevedibili interpreti di un'epoca in cui la politica, soprattutto dell'Italia meridionale e di questa terra, è stata intrigo, clientela, sistematica elusioni delle regole di democrazia interna dei vari soggetti in cui la politica stessa si esercita e nelle agenzia istituzionali attraverso si determinano carriere, arricchimenti, privilegi, beh, quello che Casertace ha scritto per anni non avrebbe avuto nessun nuovo spunto. Dicevamo, ancora una volta, che Dio prima li fa e poi li "attria", ne fa terzetto che naturalmente trova punti di contatto in una matrice culturale, etica comune. Ci siamo decisi oggi a scrivere qualcosa dato che il sonno colpevole, meritevole di biasimo, almeno quanto i contenuti dell'esercizio politico della triade che comanda oggi il Pd casertano, sembra dare segnali di risveglio. Ce ne hanno raccontate di tutte in questi giorni su un tesseramento macchietta, blindato con metodi tragicomici e con garanti che garanti non sono, dato che sono sempre gli stessi: Carlo Marino ad Aversa,  a Mondragone Nicola Caputo che sgancia suo fratello, quello del vino, a forzare manu militari per consentire all'ex assessore ai lavori pubblici della giunta De Franciscis ed ex sindaco di Gricignano, Lettieri, di riprendere il potere nella sezione del suo comune. Chi crede di avere i numeri e i requisti per battersi contro questo tipo di politica ha la forza e la determinazione di portare la denuncia di questi metodi all'attenzione dei media, ma anche all'attenzione degli organismi nazionali del proprio partito. E non basta una telefonata o un fax, un'alzata di spalle. Chi crede in una politica diversa organizza azioni clamorose che, come tali, non possono essere ignorate, non possono finire nella centrifuga degli eventi di una cronaca usa e getta. Per fare questo occorre passione, spirito, fede ideale. Tutto ciò che non hanno mostrato, a partire dall'amica Rosaria Capacchione, fino a questo punto coloro che sono in distonia con questi metodi. Un po' di casino dopo la pseudo assemblea di giugno e poi silenzio, annoiata rassegnazione e strada spianata non tanto alla volontà di scalata personale del trio renziano (povero Renzi, sei già molto più vecchio di quello che lontanamente sospetti), ma di un metodo, di un sistema di utilizzo della politica solo strumentale alla coltivazione degli interessi di questo o di quel potente, di questa o di quella casta. Pare che domani, lunedì, ci sarà una conferenza stampa nella quale, meglio tardi che mai, anche la senatrice Capacchione dovrebbe dire qualcosa su questo tesseramento assolutamente illegale e illegittimo in quanto illegale e illegittima è la sua fonte normativa che nasce dell'elezione illegale ed illegittima di un segretario provinciale  votato da un decimo dell'assemblea casertana. Fino a quando non lo vediamo non ci crediamo, perché l'indolenza, il sistema di imbeccare regolarmente i giornali perché scrivano determinate cose e facciano determinate ricostruzioni, non è certo migliore degli intrighi e delle cofecchie organizzate da Caputo, Cappello e Carlo Marino. G.G.