Politica

L'EDITORIALE - Caro Sagliocco la vecchia ferraglia non è Vito Faenza, ma sei tu ed Alessandro Diana. E ora ti spiego perchè

Ma guarda un po' nella vita cos'altro mi doveva succedere: da corsaro per genetica ed elezione, mi trovo quasi costretto a difendere le ragioni, che sono in questa occasione diffi


Ma guarda un po' nella vita cos'altro mi doveva succedere: da corsaro per genetica ed elezione, mi trovo quasi costretto a difendere le ragioni, che sono in questa occasione difficilmente oppugnabile dell'associazione dei giornalisti di Aversa e dell'Agro Aversano Il sindaco Sagliocco ha definito "vecchia ferraglia" i giornalisti di Aversa che contestano il metodo che il Comune intende utilizzare per individuare l'operatore che dovrà occuparsi della costruzione, dei contenuti e finanche della vendita pubblicitaria, del nuovo bollettino municipale, il quale dovrebbe emigrare sulla rete dopo il flop della sua versione cartacea. Il caso lo abbiamo sollevato noi di Casertace, che come è noto a Sagliocco, e come è noto anche ai nostri colleghi del territorio, non è certo abituato o avvezzo a considerare l'associazionismo corporativo locale una voce autorevole e utile alla crescita del sistema della comunicazione in provincia di Caserta. Ma in questo caso non mi sento di dar torto alla posizione espressa dall'Associazione dei giornalisti di Aversa e dell'Agro Aversano, che, mi dicono, sia presieduta da Vito Faenza, che non può essere considerato certo un pirla, in considerazione anche della sua militanza in giornali comunque importanti, quali l'Unità e il Corriere del Mezzogiorno. La definizione di "vecchia ferraglia" sembra, infatti, l'esplicitazione di una sorta di rito lessicale-liberatorio che un individuo che si caratterizza credibilmente come un nuovo della politica, un interprete di azioni, di comportamenti in grado di ridefinire e di rivoluzionare le prassi dell'esercizio politico, esprime, dall'alto di un consenso popolare che condivide il cambiamento interpretato da quel dato politico, allo scopo di chiudere una pagina di storia e di liquidarne gli interpreti  con delle parole suggestive ed emblematiche. Sagliocco è tutto questo? A me e noi di Casertace sembrava di sì, ma nel giorno in cui ha nominato a capo dell'ufficio tecnico del Comune di Aversa, Alessandro Diana da Casal di Principe, per 20 anni, nel periodo d'oro di tutte le più gravi manomissioni della criminalità organizzata dei processi amministrativi, comandante indiscusso ed indiscutibile dello stesso ufficio della Provincia, abbiamo dovuto cambiare idea, per effetto di uno choc che ci appariva un fatto quasi  incredibile. E invece era realtà. Una condizione divenuta, in seguito, quasi simbiotica rispetto ad un personaggio su cui Sagliocco non solo ha puntato, ma che difende con una determinazione veramente degna di miglior causa. Una difesa totale, acritica, a prescindere. Il sindaco, ancora una volta, infatti, in una lettera scritta in queste ore ai consiglieri comunali punta su un argomento futile, ozioso e superfluo per difendere la scelta di Alessandro Diana. Sagliocco dice che Diana va bene perchè è una persona corretta, onesta, lavoratrice e bla bla bla. Iniziativa furbesca, più che furba, dato che Sagliocco sposta l'analisi su una categoria intorno alla quale nessun, men che meno Casertace, ha mai espresso dei rilievi e dei sospetti. Che ci azzecca, infatti, l'essere perbene o permale con la valutazione, prima di tutto politica e in secondo luogo sociologica, che il sottoscritto esprime nel momento in cui afferma che l'ultima cosa al mondo che un sindaco fa, nel momento in cui si è proposto alla città come un innovatore e come un interprete di un cambiamento possibile, è quella di dotarsi, non dell'ingegner Alessandro Diana, ma di uno come l'ingegnere Alessandro Diana. Sembra un divertissement linguistico, una sfumatura estetica che dà sfogo solo ad un sofisma. In realtà, in questa piccola differenza tra l'ingegnere Diana e "uno come l'ingegnere Diana",passa il crinale di confine tra il vecchio e il nuovo. Mi spiego: qui nessuno sta dicendo che Alessandro Diana sia un delinquente. Non lo crediamo, oltre a non aver alcun elemento non solo per scriverlo, ma anche solamente per pensarlo.  Qui stiamo sostenendo un'altra tesi un po più seria rispetto a una banale stroncatura manichea. Alessandro Diana è uno dei maggiori emblemi di un tempo, di un periodo in cui la pubblica amministrazione è stata avvassallata, asservita ad ogni tipo di camorra, non solo a quella sparatrice, pistolera e sanguinaria. Aver messo Alessandro Diana a capo dell'ufficio tecnico del Comune di Aversa rappresenta il segno di una scelta di campo, di una deriva nostalgica, rispetto ad un mondo che ha ridotto questa provincia nelle condizioni in cui si trova sotto ogni punto di vista. Ecco perchè, caro Sagliocco (ma noi continuiamo a pensare che quello che gira per Aversa sia un Visitor), la vecchia ferraglia non è Vito Faenza, o i colleghi dell'associazione della stampa aversana, ma sei tu o, meglio è il tuo modo di interpretare la politica e l'amministrazione della cosa pubblica che non è certo diversa o migliore di quella che hai vituperato nel periodo di governo del tuo predecessore. Gianluigi Guarino