Cronaca Bianca

CASERTA - La bara del Vescovo è ancora esposta e scoppiano le polemiche sui funerali. Don Claudio Nutrito sotto accusa

La disputa  riguarda la decisione di non ammettere alla funzione le insegne ufficiali degli ordini cavallereschi, nonchè i posti a sedere per il sindaco e consiglieri comunali


La disputa  riguarda la decisione di non ammettere alla funzione le insegne ufficiali degli ordini cavallereschi, nonchè i posti a sedere per il sindaco e consiglieri comunali di CASERTA CASERTA - Il cordoglio di queste ore, il rispettoso e pensoso silenzio con cui i casertani stanno transitando davanti alla bara del vescovo Farina, spentosi l'altro ieri, rappresentano il doveroso riparo al fragore fastidioso delle polemiche che sotto traccia si stanno sviluppando in vista della cerimonia funebre che prenderà il via in Cattedrale oggi, giovedì alle 17. Sotto accusa un sacerdote spesso al centro di dispute e di polemiche non certo leggere: don Claudio Nutrito, parroco della chiesa di S. Antonio in corso Giannone, ma, soprattutto cerimoniere diocesano e, dunque, primo responsabile dei contenuti e dell'organizzazione dei funerali del vescovo Farina. La disputa riguarda la decisione di non ammettere alla funzione le insegne ufficiali degli ordini cavallereschi, di cui Farina era un simpatizzante e anche un promotore, dal momento che era tra i pochissimi al Mondo in grado di fregiarsi del Gran Cordone dell'Ordine Costantiniano, oltre ad essere Gran Priore del Santo Sepolcro. Altra questione che sta dando innesco a malumori e mugugni, per ora solo soffusi, è la decisione di ammettere in Cattedrale solo il Gonfalone della città di Caserta. Dunque, nè quello di Maddaloni, città di origine del Vescovo, né quelli dei comuni della diocesi di Caserta e nemmeno quelli di Alife, di Caiazzo e di Piedimonte Matese, comuni più rappresentativi della stessa diocesi di Alife-Caiazzo, che Farina ha guidato per anni. Sindaco di Caserta in terza fila, nessun posto riservato ai consiglieri comunali della città capoluogo. Qualcuno comincia a sostenere che Don Claudio Nutrito non conosca il protocollo previsto nei cerimoniali più importanti, che sono quelli del Quirinale e le 40 pagine del cerimoniale del Vaticano. Gianluigi Guarino