Cronaca Nera

S. MARIA C.V. - IL GIALLO DELL'OMICIDIO DI KATIA TONDI - Il criminologo Lavorino: ecco i tre motivi per cui l'assassino non è il marito

Oggi pomeriggio mercoledì, nella sede della Fondazione Sticco la conferenza stampa e le simulazioni dell'esperto che Emilio Lavoretano ha scelto per le indagini difensive. Nomina


Oggi pomeriggio mercoledì, nella sede della Fondazione Sticco la conferenza stampa e le simulazioni dell'esperto che Emilio Lavoretano ha scelto per le indagini difensive. Nominato anche il collegio degli avvocati: saranno Raffaele Gaetano Crisileo e Natalina Mastellone SANTA MARIA CAPUA VETERE - Pochi minuti fa è terminata la conferenza stampa indetta dal criminologo Carmelo Lavorino sull'omicidio di Katia Tondi che è durata oltre due ore. Nella sala conferenza audiovisiva della FEST di Santa Maria Capua Vetere, gremita di giornalisti e di addetti ai lavori, era anche presente Emilio Lavoretano, il giovane trentenne sammaritano, marito di Katia Tondi (uccisa il 20 luglio scorso a San Tammaro) indagato di omicidio ai danni della propria moglie. Era presente anche il suo difensore, l'avvocato Natalina Mastellone insieme al nuovo difensore nominato stamattina, l'avvocato Raffaele Gaetano Crisileo che entra nel collegio difensivo, come voluto dall'avvocato Mastellone e da Emilio Lavoretano. Due ore di slide e di commenti, ma pieni di tecnicismo, durante le quali il criminologo Carmelo Lavorino ha portato avanti la sua tesi che Emilio Lavoretano non può essere l'assassino di Katia Tondi, ma l'omicida va cercato altrove. Il criminologo ha indicato, nella sua conferenza, ben tre piste da seguire: 1) omicidio in seguito a rapina-furto commesso da soggetti della malavita predatoria specializzata in furti con intrusioni e che agiscono in bande. Il movente è la perdita di controllo (non bisogna dimenticare che alla vittima mancava la fede nunziale, un anello, due catenine e del danaro; non bisogna dimenticare che un auto di grossa cilindrata, una BMW, è stata segnalata nei pressi con soggetti non italiani (ci quali sono stati arrestati per atti predatori) e che in quell'appartamento ci si poteva introdurre con facilità; che la serratura della porta presentava dei segni di effrazione ed inoltre che la camera da letto era stata messa interamente a soqquadro. 2) omicidio in seguito a litigio o altro scontro emozionale che in seguito, ha organizzato depistaggi e messe in scena (a tal proposito il criminologo ha parlato delle ciabatte ritrovate ai piedi della vittima che, secondo un indicatore del crimine significherebbe odio, invidia, vendetta, rancore o rapporti rotti per motivi personali - mai e poi mai il marito avrebbe messo in atto una scena del genere. Viceversa esse rappresentano, nella matrice psicologica la negazione psichica di ciò che è stato fatto così come il capo della vittima rivolto verso la porta una forma di provocazione e di sfida, infine la posizione delle braccia era incompatibile con una caduta ed il tutto è il risultato di una messa in posa. In definitiva il criminologo, nel ritenere che l'assassino ha stazionato almeno venti minuti sulla scena del crimine lo ha descritto come un soggetto molto violento solo nei pensieri  3) omicidio premeditato o situazionale posto in essere da un soggetto organizzato e motivato che si era appostato e che aveva calcolato tempi, opportunità e modalità per effettuare il blitz intrusivo. Il prof. Lavorino ha sostenuto che seguire la regola regina, cioè quella di sospettare del marito, non è sempre valida perché le statistiche degli ultimi anni - che portano a sospettare sempre dei mariti delle vittime non è conforme alla legge criminologica. " Emilio Lavoretano - ha detto testualmente il criminologo- è la classica mosca bianca in un universo di femmicidi e non può prendere piede in questo caso, il modello Parolisi. Seguire il principio del rasoio di Occam e cioè la via più semplice è sempre la migliore, porta ad incertezze e contraddizioni. In conclusione Emilio non aveva un movente per uccidere la moglie, anzi l'amava Né risulta al vero che egli abbaia mai tenuto la moglie segregata in casa ".