Cronaca Nera

OMICIDIO RUGGIERO. LA SVOLTA. Il "macellaio" Guarente dal carcere scrive: "HO AVUTO UN COMPLICE E SONO STATO ISTIGATO"

Intanto gli inquirenti hanno sequestrato gli attrezzi utilizzati per tagliare a pezzi il cadavere della vittima


di LIDIA DE ANGELIS

AVERSA - Emergono dettagli inquietanti, circa l'omicidio di Ruggiero. Guarente. L'assassino, da due settimane rinchiuso in una cella del carcere di Santa Maria Capua Vetere, affida ad un diario la verità di quella terribile notte del 7 luglio, quando decise di togliere la vita a Vincenzo Ruggiero, il 25enne di Parete la cui unica colpa, pare, fosse quella di avere avuto uno stretto rapporto di amicizia con la sua ex compagna, la transgender Heven Grimaldi.

Ebbene, da alcuni stralci delle sue memorie, parla di aver commesso l'omicidio perchè istigato per interi mesi da una persona che conosceva molto bene. Poi continua asserendo che dopo aver esploso i due colpi fatali avrebbe chiesto aiuto ad un complice poichè da solo non sarebbe riuscito ad eliminare il corpo, farlo a pezzi e trasportarlo a Ponticelli dove lo ha seppellito.

Guarente, quindi, conferma, ma solo per iscritto, di non aver deciso da solo a commettere il terribile gesto. A questo punto il movente della gelosia non reggerebbe. Forse i fatti sono andati proprio come CasertaCe, in tempi non sospetti, aveva ipotizzato e cioé che qualcuno che non voleva che Vincenzo lasciasse l'abitazione di via Boccaccio ad Aversa per andare a vivere a casa del suo amico Francesco Aliberti Giuliani, poichè provava evidentemente un sentimento non ricambiato per lo stesso, avrebbe istigato, per una prova d'amore Guarente a punire Vincenzo. Guarente, a questo punto, non ci ha pensato due volte e ha ucciso quel ragazzo amato da tutti.

Intanto nell'abitazione di Guarente gli investigatori hanno sequestrato la cassetta degli attrezzi dello stesso, forse li vi sarebbero gli strumenti adoperati per fare a pezzi il corpo del 25enne.