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CAPODRISE La giunta Crescente sceglie il project financing per la realizzazione dei lavori del piano di programmazione delle opere pubbliche

Il primo cittadino ha dedicato la prima parte del suo mandato alla messa in sicurezza dei conti. Ora, per concretizzare politicamente la sue elezione deve garantire, almeno ha l'o


Il primo cittadino ha dedicato la prima parte del suo mandato alla messa in sicurezza dei conti. Ora, per concretizzare politicamente la sue elezione deve garantire, almeno ha l'obbligo di provarci, azioni che la popolazione possa apprezzare tangibilmente e con immediatezza CAPODRISE – Il sindaco Crescente si appresta ad affrontare la fase finale del suo mandato amministrativo. Dopo aver dedicato i primi 2 anni e mezzo alla messa in sicurezza dei conti, adesso, per concretizzare politicamente la sua elezione ha l’obbligo di occuparsi  degli aspetti, diciamo, propositivi. Ci riferiamo, in sostanza, a quelle azioni che la popolazione può apprezzare tangibilmente e con immediatezza. E’ ovvio, ma lo evidenziamo, che se prima Crescente non avesse svolto questo lavoro di ristabilimento, adesso, concentrarsi sugli aspetti "propositivi" sarebbe stato difficile. Ad ogni modo, per concretizzare il suo mandato il primo cittadino dovrà garantire (logicamente con i classici principi di oculatezza e non di scialacquo), per esempio, investimenti tesi alla realizzazione o al miglioramento di infrastrutture. Per l’attuazione dei prossimi interventi annunciati nel piano di programmazione delle opera pubbliche, infatti, la giunta Crescente, all'unanimità, ha valutato  positivamente l’uso del  project financing. Un metodo, in pratica, che, non incidendo eccessivamente sulle finanze del municipio, dovrebbe garantire l’esecuzione di progetti importanti. Sindaco ed assessori ritengono che lo strumento del project  financing comporta  il beneficio di minori tempi di realizzazione dei lavori, la mancata incidenza sugli equilibri previsti dal patto di stabilita e soprattutto la possibilità di non dover ricorrere ad altre gare per le successive attività operative (manutenzione, servizi accessori). Giuseppe Tallino Per leggere la delibera del provvedimento CLICCA QUI. In calce all'articolo, invece, estrapoliamo dal documento della giunta la relazione tecnica,  votata da tutti gli  assessori, che espone i motivi del “si” allo strumento del project financing. << La caratteristica dimensionale della forza lavoro all’interno dell’area tecnica, unita alla limitazione della pianta organica, non favorisce lo sviluppo di progetti complessi, sia per la mancata presenza di specifiche professionalità, sia per il carico di lavoro che i tecnici dipendenti già sopportano quotidianamente. Amministrativamente si ritiene che la strategia esecutiva del ricorso alla finanza di progetto, possa essere vantaggioso supporto all’attività politica per poter dare un importante impulso allo sviluppo di opere pubbliche, aumentando il grado di “infrastrutturalizzazione” del territorio e offrendo un contributo notevole all’ammodernamento dei servizi pubblici destinati al cittadino, rappresentando anche un impulso alla ripresa dell’economia, in questo momento peraltro particolarmente depressa. Inoltre, pur trattandosi di una forma di concessione giuridicamente simile a quella già avviata relativa alla palestra G. Gaglione, tale forma di partenariato è preferibile perché caratterizzata da forte attrattività per il partner privato, che può elaborare il progetto in tutte le sue forme e fasi, fin dalla progettazione preliminare, assumendosene, quindi, fin dallo stadio preliminare del progetto, la “responsabilità tecnica”, ed il rischio imprenditoriale su una propria “idea”, sempre che sia condivisa ed accettata dall’Amministrazione. Il project financing, dunque, ha caratteristiche e peculiarità che lo rendono particolarmente attraente per l’impresa privata e può essere utile strumento di attuazione di attività programmate ed oggi impedite dal solo rispetto del limite di spesa sostenibile per l’Ente (rispetto del patto di stabilità). Data l’importanza del ruolo svolto dall’Amministrazione nell’ambito di tali forme di cooperazione, in termini di programmazione, di indirizzo e di controllo, nonché in termini economici, è indubbio che esse non costituiscono attuazione di un processo di privatizzazione delle funzioni pubbliche, bensì rappresentano un equo punto d’incontro tra pubblica amministrazione e soggetti privati che può generare effetti positivi per la collettività, atteggiandosi a strumenti alternativi alla stessa privatizzazione. Tecnicamente la finanza di progetto (project finance) costituisce l’esito di una procedura amministrativa di affidamento, specificatamente regolamentata dal Codice dei contratti dall’art. 152 all’art. 160, che viene formalizzato da un contratto di concessione e gestione. Superando la genesi storica dell’utilizzo di capitali privati con lo strumento del Project Financing per la realizzazione di opere infrastrutturali e servizi pubblici, introdotto nell’ordinamento italiano conla Legge 415/1998 (Merloni Ter), il quadro normativo attuale, semplificato con il Terzo Decreto Correttivo del Codice dei Contratti (D. Lgs.11 settembre 2008, n.152, in vigore dal17/10/2008), fissa due procedure alternative:
  1. la prima è basata su una “gara unica” con la possibilità da parte dell’Ente di apportare modifiche sostanziali al progetto preliminare presentato e di sottoporle ai concorrenti successivi in graduatoria, ove il promotore non sia più disponibile ad accettarle (art. 153, commi da1 a14);
  2. la seconda prevede che l’amministrazione giunga all’individuazione del concessionario mediante una “duplice gara”, con riconoscimento di un diritto di prelazione a favore del promotore (art. 153 coma 15).
In ogni caso l’adozione della procedura di Project Financing comporta la scelta di affidare al privato il compito di realizzare la progettazione e la strutturazione del progetto, inclusa l’elaborazione del piano economico- finanziario, con la consapevolezza di poter sviluppare la capacità di realizzare opere pubbliche utilizzando, in tutto o in parte, capitali privati e così ampliando la capacita di dare risposte ai bisogni dei cittadini trasferendo i problemi legati alla realizzazione e alla gestione delle opere stesse. Va sottolineato, inoltre, come il Project Financing non è soltanto uno strumento finanziario con il quale sopperire alla carenza di risorse a disposizione della Pubblica Amministrazione, ma anche e soprattutto uno strumento che consente di trasferire all’esterno la gestione dei rischi di progettazione, di costruzione e di gestione di infrastrutture pubbliche: il coinvolgimento dei privati in queste attività comporta indubbi vantaggi per la collettività, come l’innalzamento qualitativo del risultato finale, nonché una riduzione dei tempi di realizzazione. Per quanto concerne le caratteristiche delle opere realizzabili con il Project Financing, su cui successivamente l’Amministrazione dovrà esprimersi ai fini di valutarne il vantaggio realizzativo, esse comprendono tutte quelle che in gergo tecnico vengono definite come “opere calde”, ovvero in grado di remunerare, attraverso i cash flow futuri, il costo di realizzazione dell’opera stessa. L’utilizzo dello strumento e della normativa del Project Financing, quindi, non deve essere compreso solo come un “escamotage” di natura finanziaria ed amministrativa per aggirare in parte i vincoli posti dal patto di stabilita, ma soprattutto tenendo conto che tale modo di procedere può comportare un vantaggio operativo notevole. Infatti con un’unica gara l’Ente può individuare il fornitore di più servizi (costruttore, finanziatore, servizi vari legati alla gestione, quali manutenzione, pulizia, servizi assicurativi, ecc.) e riuscire ad assicurarsi la realizzazione dell’opera in tempi decisamente più brevi rispetto alle forme tradizionali di procedere. Infatti, è indubbio che il privato che si aggiudica la gara ha tutto l’interesse a rendere l’opera operativa nel più breve tempo possibile.>>