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GRAZZANISE Nel Pd si cerca di rinsaldare la pace proponendo Cerchiello vice segretario. Ma adesso che regna l’amicizia, i democratici come la mettono con Nuovi Orizzonti?

Raimondo aveva iniziato una manovra di allontanamento da Conte. Parente, invece, alla fine, aveva deciso di non lasciare la civica precisando, però, che nel cartello elettorale l


Raimondo aveva iniziato una manovra di allontanamento da Conte. Parente, invece, alla fine, aveva deciso di non lasciare la civica precisando, però, che nel cartello elettorale la sua presenza non era ascrivibile al partito GRAZZANISE – Nel Pd è scoppiata la pace. Le incomprensioni, le dichiarazioni al vetriolo, i ricorsi e le correnti interne rappresentano ormai il passato. Tutto è stato buttato alle spalle.  Sinceramente non conosciamo che fine faranno i ricorsi presentanti sull’assemblea che ha eletto, qualche mese fa,  Raimondo coordinatore, ad ogni modo pare che quel clima di guerra, ormai, ricorsi o non ricorsi, sia stato completamente detonato. I vertici del partito hanno suggerito  la fine dell’odio in vista dei prossimi congressi  e l’imbeccata è stata accolta senza troppi fronzoli  dai leader delle due aree. La fazione parentiana, quella che fa riferimento al presidente della commissione provinciale di garanzia, ha proposto, per rinsaldare la pace, vice segretario la giovane Teresa Cerchiello (proposta che Raimondo sta valutando). Si darà il via libera anche al tesseramento 2013 che dovrebbe svolgere a Brezza e a Grazzanise le prossime due domeniche In sostanza l’enorme e tortuoso percorso compiuto dalle due anime del Partito Democratico ha contributo solamente a donare un’immagine confusa del circolo Jotti. Gli antagonismi nel Pd sono scomparsi. Raimondo e Parente convivono, al momento, serenamente. Però c'è un piccolo inghippo: Pasquale Raimondo fino a qualche settimana fa, percependo che in Nuovi Orizzonti, ammesso che Nuovi Orizzonti regga fino alle prossime elezioni,  la sicurezza del posto in lista non l'aveva  (più che il posto diciamo la certezza di giocarsela alla pari, “causa donna”, con glia altri candidati. Spieghiamo meglio: ci riferiamo  alle quote rosa e alla doppia preferenza che stravolgerà le prossime strategie elettorali) aveva preferito smarcarsi da Federico Conte. Paolo Parente, invece, alla fine, non è fuoriuscito più dalla civica neorizzontina precisando però che la sua presenza in coalizione non era ascrivibile al Pd. Mo’ che quasi tutti i democratici si sono riuniti (quasi tutti perché Giovanni Abbate non pare troppo contento della nuova pace tra Parente e Raimondo) che fanno? Il presidente della commissione provinciale di garanzia appoggerà Conte e il coordinatore locale no? Giuseppe Tallino