Cronaca Bianca

Agg. 9.37 L'INCHIESTA, IL PORTO DI PINETAMARE - Senza piano di caratterizzazione il cantiere non parte. L'ex assessore Luise: "La fase dei prelievi è quasi conclusa e la vicenda demaniale è solo un ricordo"

Un lettore ci ha inviato il testo integrale dell'audizione tenutasi presso la III commissione permanente della Regione Campania. Lo pubblichiamo integralmente in calce. L'ex ammin


Un lettore ci ha inviato il testo integrale dell'audizione tenutasi presso la III commissione permanente della Regione Campania. Lo pubblichiamo integralmente in calce. L'ex amministratore vicinissimo ai Coppola precisa "Non sarà più il ministero dell'Ambiente a decidere, il tutto è stato demandato alla Regione Campania"   di Massimiliano Ive   Agg. 9.37 - "L'Arpac Campania dal gennaio 2013 ha mandato pieno per la vigilanza e per i pareri da esprimere sui carotaggi che deve effettuare il privato, l'intera vicenda del porto di Pinetamare si concluderà in Regione Campania e non a Roma". Sono queste le parole dell'ex assessore Luise che ha deciso di aggiornare le notizie che abbiamo pubblicato ieri giovedì, sul tardi. C'è di più, l'esponente politico di Castel Volturno ha deciso di precisare anche un'altra cosa: "I prelievi che devono essere eseguiti nell'area portuale di Pinetamare dai privati, come avete scritto voi di Casertace, nella quota del 10% saranno valutati dalle verifiche ulteriori che fra 7, al massimo 10 giorni dovrà effettuare l'Arpac. Stiamo parlando degli ultimi carotaggi ancora da effettuare. Se i parametri del confronto tra i prelievi e le analisi sui sedimenti effettuati saranno positivi per l'Arpac la partita del porto sarà definitivamente conclusa". Ci scusi Luise, nel verbale dell'audizione si affronta anche la problematica delle Torri di Pinetamare, della definizione dei demani e poi sulla querelle sui suoli rivendicati dal Comune che cosa è stato deciso? "Sono vicende superate, non c'è più alcun ostacolo o situazione ostativa alla partenza del cantiere. Anche il ricorso effettuato sulla ridefinizione dei suoli comunali fa parte del passato. Guardiamo avanti. Il vero problema è che i carotaggi non sono ancora stati ultimati. L'Arpac purtroppo non deve sbrigare solo il caso Castel Volturno. Le posso assicurare - conclude Luise - che il caso porto Pinetamare ora, più che mai è di competenza prettamente della Regione Campania".     CASTEL VOLTURNO - Senza il placet del ministero dell'Ambiente al piano di caratterizzazione del porto di Pinetmare, il cantiere non può partire. Sembra essere questa, purtroppo, ancora oggi, e siamo giunti a settembre, la causa principale che ha rallentato per mesi la partenza dei lavori dell'opera, che dovrà riqualificare la darsena San Bartolomeo e concretizzare il famoso progetto dello scalo portuale con 1200 posti barca. Alcuni giorni fa mossi dalla curiosità e soprattutto dai messaggi rilanciati in rete sulla partenza dei lavori del cantiere porto, abbiamo cercato di comprendere quale fosse la data in cui finalmente gli operai dei Coppola avrebbero cominciato ad attuare i primi interventi strutturali. Scrivemmo un articolo, intervistammo l'ex assessore Sergio Luise, che sommariamente ci riferì qualcosa sui pareri, sui campionamenti dell'Arpac e su delle autorizzazioni ancora da ottenere, ma in definitiva non riuscimmo ad apprendere il giorno esatto del famoso D-Day. Un lettore ha deciso di segnalarci e di inviarci qualcosa di importante: il testo integrale del verbale dell'audizione tenutasi in Regione Campania, presso la III Commissione Consiliare Permanente del consiglio regionale, sulla “Problematica relativa alla chiusura della Darsena di San Bartolomeo nel Porto Pinetamare di Castel Volturno. “ Direte voi: è roba vecchia!!! Forse non è proprio così. In tale riunione intervenne proprio il direttore dell'Arpac, De Piscopo. Quest'ultimo prendendo la parola sostenne il fatto che l'Agenzia da lui rappresentata, nella vicenda del porto di Pinetamare, svolge e svolgerà solo la funzione di vigilanza sul piano di caratterizzazione, senza il quale i lavori non possono partire... All'inizio, la competenza della vigilanza spettava all'Ispra," Istituto nazionale delle Arpa, che ha delegato l’Arpa Campania su espressa indicazione del Ministero dell’Ambiente". De Piscopo precisò, sempre in audizione, che l'Arpac non doveva concedere alcun impulso o benestare amministrativo per fa partire i lavori. Quindi, già all'epoca fu smentita la voce che circola ancora oggi nel mondo della politica locale: "Non abbiamo altri compiti, a livello di attività di impulso o di quanto altro, noi siamo uno di quei soggetti che, sostanzialmente, dovranno vigilare sulla corretta esecuzione, dal punto di vista ambientale delle opere" - precisò appunto il direttore dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale.   CHI DOVEVA E DEVE ESEGUIRE I CAROTAGGI PREVISTI NEL PIANO DI CARATTERIZZAZIONE? - Il piano di caratterizzazione deve essere messo in cantiere dal privato, quindi dalla ditta di riferimento dei Coppola, concessionaria del cantiere porto, e consiste nel campionamento di circa 700 prelievi, eseguiti attraverso appositi carotaggi, da effettuarsi in tutta l'area della darsena. Il 10% di questi prelievi sarebbe stato controllato dai laboratori dell'Arpac. Ciò significa che la parte privata non solo ha dovuto individuare ( se lo ha già fatto....?!?!) un laboratorio di analisi privato a sue spese, ma stipulare un contratto convenzione con l'Arpac stessa per la verifica delle proprie analisi. Secondo quanto affermato da De Piscopo la parte privata avrebbe già versato il 20% di spettanze e già avrebbe stipulato il contratto con l'Arpac.   IL BALZELLO ISTITUZIONALE TRA L'ISPRA E L'ARPAC - A quanto pare ciò che avrebbe pregiudicato e messo in discussione la partenza dei lavori sarebbe stato proprio uno strano balzello di competenze e di ruoli, che l'Ispra, cioè l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, controllato dal ministero dell'Ambiente, avrebbe demandato all'Arpac, perchè secondo quanto dichiarato in audizione dal direttore De Piscopo : " L'Ispra non aveva la capacità, né l'interesse a venire a Caserta". L'Arpac a questo punto ottenne una deroga e la parte privata invitò a sbloccare questo nodo burocratico, in quanto c'era il rischio che si verificasse già tra il 2011 e il 2013 un vero e proprio "impantanamento" amministrativo e istituzionale.   A CHE PUNTO SIAMO? - Una volta effettuati i carotaggi, l'Arpac esprimerà una valutazione sui rilievi effettuati, ma l'ultima parola sui sedimenti analizzati spetta al Ministero dell'Ambiente, che è l'organo istituzionale deputato a valutare il piano di caratterizzazione. Quindi non è nelle competenze dell'Arpac, né dei Coppola, né della Regione Campania la decisione sulla partenza dei lavori. Come ribadito sopra senza piano di caratterizzazione il cantiere non parte.  Il Porto, in definitiva fa parte del Piano Territoriale Paesaggistico, quindi, doveva e deve avere l’autorizzazione per la caratterizzazione dei sedimenti da parte del Ministero dell’Ambiente, che a sua volta non avendo i requisiti per poter fare le operazioni di vigilanza dei carotaggi si è rivolto all’Arpac.   LA QUESTIONE DEMANIALE DEL PORTO DI PINETAMARE - Ulteriori ritardi si sono accumulati nel tempo anche per una vicenda ben più spinosa, quella cioè della definizione dei demani. Mettiamola così, purtroppo tutti sanno come è nato il Villaggio Coppola e, spesso, quella che noi definiamo la Quinta Repubblica Marinara, deve fare i conti col suo passato. Nell'audizione che pubblichiamo in calce al nostro articolo è stato analizzato anche questo aspetto dal Responsabile Unico del Procedimento per il porto di Pinetamare, Fioretto, che ha precisato: "Un’altra cosa che ha portato al discorso dei tempi è sulle torri occidentali che furono abbattute, l’agenzia del demanio deve fare l’acquisizione di queste aree e abbiamo avuto difficoltà perché per acquisire queste aree che poi devono andare al demanio, perché queste aree devono essere acquisite al demanio e, poi, con un testimone di Stato vanno al Ministero. Questi sono i tempi, però, vi posso garantire che entro ottobre – novembre,  inizieranno di  sicuro i lavori, perché siamo in una fase conclusiva. Per quanto attiene altre problematiche, non ce ne sono". Su tale vicenda, ora occorrerà verificare se Fioretto non si è dimenticato della querelle riguardante i suoli su cui il Comune di Castel Volturno rivendica la propria titolarità da quasi un secolo, quelli cioè ubicati a ridosso della foce vecchia dei Regi Lagni, nonchè se la fase dei carotaggi che stava per essere ultimata, così come dichiarato dai relatori, sia realmente terminata. Se sì, quando giungerà il verdetto finale del Ministero dell'Ambiente. Luise ritiene che settembre è un mese buono. Qualcuno, come Morlando ipotizzava una partenza a breve. Noi siamo in attese di sapere ora cosa accadrà.     QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DELL'AUDIZIONE     CONSIGLIO REGIONALE DELLA CAMPANIA III Commissione Consiliare Permanente (Attività produttive - Programmazione, Industria, Commercio, Turismo, Lavoro ed altri settori produttivi) Audizione IX Legislatura 28 Giugno 2012 RESOCONTO INTEGRALE A 54 SEDUTA DI AUDIZIONE DEL 28 GIUGNO 2012 ORE 12.00 “Problematica relativa alla chiusura della Darsena di San Bartolomeo nel Porto Pinetamare di Castel Volturno. “ Presidenza del Vice Presidente dott. Angelo CONSOLI. Inizio lavori ore 12.00 PRESIDENTE – Buongiorno a tutti! L’audizione di stamattina ha per oggetto la problematica del porto di Castel Volturno ed anche la problematica della chiusura della Darsena di San Bartolomeo. Possiamo dare inizio agli interventi con la preghiera di essere esaustivi, nel senso di avere interventi brevi, ma esaurienti nell’enunciazione della problematica, poi, naturalmente, mi riservo di intervenire. Diamo la parola al dott. De Piscopo. DE PISCOPO, Direttore Arpac – Buongiorno! Sono venuto in prima persona per riferire che, sostanzialmente, rispetto a questa infrastruttura, siamo impegnati in quella che è l’attività di vigilanza sull’attuazione del cosiddetto piano di caratterizzazione, competenza che era del Ispra, Istituto nazionale delle Arpa, che ha delegato l’Arpa Campania su espressa indicazione del Ministero dell’Ambiente. Abbiamo stipulato la convenzione con il soggetto attuatore, appena partono i lavori svolgeremo il nostro ruolo. Non abbiamo altri compiti, a livello di attività di impulso o di quanto altro, noi siamo uno di quei soggetti che, sostanzialmente, dovranno vigilare sulla corretta esecuzione, dal punto di vista ambientale delle opere. Potete, da questo punto di vista, ritenere che la nostra struttura è mobilitata per svolgere al meglio il proprio ruolo. Grazie! PRESIDENTE - Volevo solo farle una domanda per completezza di informazione. Il ruolo dell’Arpac subentra solo ad inizio dei lavori? DE PISCOPO - Il Ruolo di Arpac si svolgerà per tutta la durata di esecuzione del progetto di caratterizzazione. Il progetto di caratterizzazione, sostanzialmente, che cos’è? L’individuazione di una serie di campionamenti, attraverso carotaggi, prelievi di campioni in una determinata area che riguarda un po’ tutta l’area interessata, su cui il soggetto attuatore svolge delle analisi e sul 10% di quelle analisi Arpac vigila, confronta con i propri laboratori se i laboratori individuati dal privato, da questo soggetto attuatore, danno delle analisi giuste che conciliano e sono conformi a quelli che sono i risultati che danno i laboratori di Arpac, se tutto questo è conciliabile, Arpac valida i risultati del laboratorio privato. Se tutto questo è conciliabile, Arpac valida i risultati del laboratorio privato. PRESIDENTE – Le ho fatto questa domanda, perché l’Assessore Vetrella, nella risposta alla mia interrogazione, ha parlato di tavoli tecnici già effettuati dall’Arpac. L’avvio dei lavori di caratterizzazione ha registrato un andamento assolutamente anomalo, in quanto il Ministero ha assegnato all’Arpac il controllo e la validazione dell’operazione di caratterizzazione dei sedimenti; sulla scorta di tali assegnazioni l’Arpac di Caserta convocò il primo tavolo tecnico il 24 giugno 2011 e il secondo tavolo tecnico il primo luglio 2011. L’Arpac, con il secondo tavolo tecnico, ha chiesto, prima dell’inizio dell’operazione di carotaggio e di prelievo dei campioni, l’intercalibrazione degli strumenti di analisi da parte dei laboratori che devono effettuare i predetti prelievi, pur essendo in possesso degli accreditamenti previsti e richiesti dal Decreto Ministeriale n. 07 e n. 11/2008, pertanto, tali attività di caratterizzazione sono datate 10 ottobre 2011; le fasi inerenti alla caratterizzazione dei sedimenti sono propedeutiche all’inizio dei lavori. Pertanto è stata accolta la richiesta di differimento di sei mesi. Ora stiamo ad un altro differimento. DE PISCOPO – sullo svolgimento delle attività di laboratorio il termine anomalo non lo capisco perché, evidentemente l’Assessore Vetrella si riferiva alla competenza di Ispra, perché queste attività sono di competenza nazionale, allora, l’ Ispra ha detto: “Io non ho la capacità né ho interesse a venire a Caserta, sul territorio c’è un ente pubblico, se l’Arpac lo vuole fare, intendo delegare Arpac” noi abbiamo detto: “A disposizione, però ci vuole una deroga da parte del Ministero!” abbiamo acquisito la delega da parte del Ministero, devo dire che anche il soggetto attuatore ha fatto pressioni, affinché la cosa si sbloccasse altrimenti l’Ispra aveva impantanato tutto e non se ne uscivano, perché senza il piano di caratterizzazione i lavori non possono cominciare. Non abbiamo chiesto alcun rinvio, non abbiamo necessità di chiedere il rinvio, il problema non lo conosco. Per quanto riguarda Arpac, le attività di caratterizzazione non le svolge l’Arpac, le attività di vigilanza sulle attività di caratterizzazione, quindi, quando il soggetto attuatore, non so perché non siano iniziati ancora i lavori, ma il soggetto attuatore, il privato, si è già contrattualizzato con noi, perché ha versato il 20% per firmare la convenzione, quando ci chiameranno per dire: “Domani vogliamo cominciare!” manderemo i tecnici per vedere come prelevano i campioni e in più ci prendiamo il campione di nostra competenza per confrontare i due risultati, quindi, noi siamo in fiduciosa attesa; quando ci chiamano siamo a disposizione. SANZONE, Rappresentanza diportisti – Abbiamo appreso con soddisfazione che l’Arpac non c’entra con questi immensi ritardi dell’esecutore dei lavori. PRESIDENTE – La ringrazio per aver dato un contributo chiaro. FIORETTO, Rup del Porto di Castel Volturno – Ho seguito dal 2004 tutta la fase istruttoria per quanto attiene la realizzazione del Porto di Castel Volturno. Il Porto di Castel Volturno è un porto strategico, 1200 posti barca, c’è una Darsena per i pescatori, 2000 posti per quanto attiene i parcheggi, c’è il fabbricato per la Guardia di Finanza e per la Polizia, per quanto attiene il discorso dei ritardi, il ritardo è dovuto al fatto che il Porto fa parte del Piano Territoriale Paesaggistico, quindi, doveva avere l’autorizzazione per la caratterizzazione dei sedimenti da parte del Ministero dell’Ambiente, il quale Ministero non aveva i requisiti per poter fare le operazioni, allora, per fare questo ci siamo rivolti all’Arpac. Il direttore generale ha dovuto mandare una nota al Ministero dicendo: “Siete d’accordo che facciamo noi questo tipo di controllo?” la caratterizzazione dei sedimenti è consistita nel fatto che si è dovuta fare una maglia, la quale maglia, per fare i carotaggi in un’analisi di circa 700 prelievi, di questi prelievi, il 10% spetta all’Arpac, la quale deve controllare. Questo completamento delle operazioni si sta concludendo, tutta la documentazione delle analisi deve andare al Ministero il quale, a sua volta, deve dare la validazione, una volta data la validazione si possono iniziare i lavori. Questo tempo è dovuto al fatto del Ministero che non dava l’ autorizzazione per quanto attiene l’Arpac. La società che è in concessione nel Porto, che fa parte del progetto, finanza, lei ha dato un istituto che è preposto per poter fare questi sedimenti. L’Arpac è tenuta al controllo! PRESIDENTE – Mi pare di cogliere una difformità tra quello me dice lei e quello che ha appena detto il direttore, mi pare di aver capito che il direttore dicesse che l’Arpac aveva funzione di vigilanza soprattutto sulla correttezza dello svolgimento dei lavori. FIORETTO – Dei lavori relativi alla caratterizzazione. PRESIDENTE – Le attività di caratterizzazione erano iniziate in data 10.10.2011. Allo stato attuale, per quanto riguarda le responsabilità dell’Arpac, esistono situazioni ostative all’inizio dei lavori o no? FIORETTO – Sono dovute al fatto che se non si completa l’iter riguardante la caratterizzamene non si possono iniziare i lavori. L’intervallo di tempo che ha fatto si che si prolungasse questa caratterizzazione era dovuta al Ministero, le competenze erano del Ministero, il Ministero non sapeva chi delegare per quanto attiene la caratterizzazione dei sedimenti, allora, a questo punto, ci siamo rivolti all’Arpac e tramite il Direttore Generale dell’Arpac, il quale ha fatto una lettera dicendo: “Egregio Ministero vuoi che io faccia al posto tuo le analisi per quanto attiene la caratterizzazione, cioè il controllo e le indagini delle analisi?” loro hanno risposto: “Va bene!” a questo punto sono iniziate le fasi di caratterizzazione. Adesso è successo che siamo in fase di chiusura di queste caratterizzazione, nel momento in cui vengono chiuse, tutte le analisi devono avere la caratterizzazione anche del Ministero, allora, tutto questo va al Ministero il quale deve dare l’ok, dice se la sabbia che c’è è buona o meno, se deve andare a rinascimento oppure in colmata oppure a rifiuto oppure in mare aperto, nel momento in cui viene fatto questo, perché qualsiasi operazione fatta sul porto, anche mettere un palo, qualsiasi cosa, è subordinata alla caratterizzamene, altrimenti è un rischio ambientale e si rischia penalmente. Un’altra cosa che ha portato al discorso dei tempi è sulle torri occidentali che furono abbattute, l’agenzia del demanio deve fare l’acquisizione di queste aree e abbiamo avuto difficoltà perché per acquisire queste aree che poi devono andare al demanio perché queste aree devono essere acquisire al demanio e, poi, con un testimone di Stato vanno al Ministero. Questi sono i tempi, però, vi posso garantire che entro ottobre – novembre, si inizieranno i alcuni, sicuro, perché siamo in una fase conclusiva. Per quanto attiene altre problematiche, non ce ne sono. E’ prevista una darsena per i pescatori, i pescatori hanno stilato anche un verbale, un atto ufficiale, che io sappia, in merito al loro allontanamento dalla Darsena. Il Porto di Castel Volturno porta un indotto non indifferente! TORRIERO, Lega navale italiana di Castel Volturno –Volevo fare solamente tre domande per le cose dette fin qui, riguardo alla caratterizzazione. Se ho ben capito l’Arpac non fa la caratterizzazione, fisicamente non fa i carotaggi, i controlli, ma c’è qualcun altro che fa queste cose e l’Arpac controlla, attraverso la procedura di calibrazione, controlla che il processo di analisi sia lo stesso… . Sono finite queste caratterizzazioni? L’Arpac ha controllato il 10% del campionamento che è stato fatto? Sta controllando? Ancora non è finito questo controllo? La caratterizzazione fisicamente è terminata, l’Arpac sta finendo di controllare che tutto sia andato bene e alla fine di qusi controlli che fa l’Arpac, la questione deve essere demandata al Ministero che deve approvare ciò che l’Arpac, poi, deciderà. C’è qualche previsione tra i vostri esami? Entro ottobre – novembre voi avrei terminato i vostri esami, avrete mandato al Ministero, il Ministero avrà finito i suoi controlli, avrà dato l’avallo e, quindi, a settembre – ottobre inizieranno i lavori? Grazie! PRESIDENTE – La parola ad Agostino Marchesano. MARCHESANO, Associazione Commercianti Pineta Mare – Nell’ultima riunione fatta con Coppola, ci disse che i lavori erano subordinati ancora alle analisi da parte dell’Arpac, finché non arrivavano queste analisi non potevano partire con i lavori, quindi, stamattina abbiamo sentito qualcosa di diverso, lui ci aveva detto che massimo entro luglio si prendeva altri due mesi al massimo, a settembre partivano i lavori, adesso sentiamo che sono ottobre e novembre, quindi, ancora altri tre mesi e precedentemente circa 5 anni, è chiaro che siamo tutti qui ad aspettare, perché quello che dice Ruoppo è tutto bello finché arriva, se arriva. Se qualcuno sentiva 5 anni fa la riunione, non pensava che passassero 5 anni, eppure sono passati 5 anni. PRESIDENTE – La parola ad Antonio Somando, Cooperativa ormeggiatori. SOMANDO, Cooperativa ormeggiatori – Inizio con una lettera di licenziamento che abbiamo avuto il 16.03.2009 dove il custode giudiziario dell’epoca ci notificava il licenziamento avvenuto perché la nota diceva: “E’ stata affidata, da parte della Regione Campania, la concessione per la costruzione del nuovo Porto di Pineta Mare di Castel Volturno in Project Financing” questo è avvenuto il 16.03.2009 con la speranza che noi, dopo tre anni, perché ci era stato assicurato in una riunione, da parte di Francesco Coppola, in una riunione in Prefettura svoltasi in quell’epoca, che a settembre 2009 sarebbero iniziati i lavori, ovviamente, i dipendenti, sostenuti per quanto riguarda il diritto dell’Inps per 10 mesi di mensilità, siamo stati abbastanza tranquillizzati, sono passati 3 anni senza stipendio e questa cosa ci preoccupa, perché nel 2012 è stato scritto sul cartello, ancora sotto al Porto: “Conclusione lavori – Inizio lavori” i alcuni al 2012 non sono iniziati, questo ci preoccupa la situazione sociale che vive Pineta Mare, in una questione dove c’è un Porto di 250 barche mancanti in una comunità di 3.000 – 4.000 persone e un indotto di 5 – 6 milioni di euro l’anno. Le nostre preoccupazioni sono abbastanza giuste. Non so se lei, ingegnere, conosce questa carta, in una delle prime riunioni di accordo di programma che ho conservato, descrizione d’intervento, questo era datato 08.03.2006, uno dei verbali della Conferenza dei Servizi, dice: “L’intervento prevede la realizzazione di un Porto Turistico in località Pineta Mare, attraverso la ristrutturazione e completamento dell’infrastruttura dell’invaso esistente della Darsena di San Bartolomeo. Ci sembra un po’ strano che non sia stato fatto un intervento per cui in nessuna parte del mondo esiste un ampliamento, ma non continua la struttura esistente, addirittura è stata chiusa 4 estati consecutive. Poteva essere fatto un progetto, la nostra proposta era di fare una variante al progetto dove si tenga conto che esistono una Darsena, un indotto, una struttura portuale da circa 30 anni che dava ospitalità a 250 imbarcazioni, quindi, si poteva prevedere in 750 mila metri quadri di occupazione, 30 mila metri solo nel periodo estivi per far campare un po’ di persone, questo penso che la Regione Campania e chi ha seguito il progetto non può venirci a dire che non lo ha pensato. Il Comune di Castel Volturno, nel 2009, dopo che è stata chiusa la Darsena, che è stata chiusa per un’ordinanza della Capitaneria di Porto, dove mancavano una serie di strumenti per far riattivare la Darsena, il Comune di Castel Volturno, attraverso l’ufficio tecnico, aveva quantificato, nel 2009, esattamente il 10.08.2009, con circa 30 mila euro di spese per riattivare la Darsena, poi ci sono una serie di proposte fatte dalla cooperativa nostra per la gestione dei servizi, c’erano riportisti che avevano impegnato i capitali per sottoscrivere i contratti, la lega navale per quanto riguarda il dare la possibilità di fittare pontile in modo da sostenere le spese. Questa è la proposta che o facciamo oggi, di attivazione della Darsena attraverso questo decreto che fece il Comune all’epoca: riattivazione della Darsena attuale durante la costruzione. Ho visto questo giornale quando sono salito, c’è scritto “Crescita delle aree interne, rilancio porti fascia costiera”. Vediamo che Caserta è l’unico posto d’Italia, con 80 Km di costa dove ancora ci manca un Porto. Intervento fuori microfono SOMANDO - Il porto non era abusivo! Quando è stato sequestrato il porto nel ’95 è stato riattivato dalla Polizia Giudiziaria, abbiamo fatto 15 anni di gestione perché la motivazione principale è perché da Formia fino a Capo Miseno sono 40 miglia marine che non esiste un porto e un ricovero, questa era la motivazione che diedero all’epoca tutti quelli che oggi hanno dato il parere nella Conferenza dei Servizi che erano gli stessi che hanno partecipato a quel tavolo che dissero che era di un’importanza strategica la Darsena, rimanerla aperta per 40 miglia marine, forse in Italia non esiste un tratto dove stanno 40 miglia marine chiuse. Il Comune di Castel Volturno deve rilasciare il permesso a costruire? Vi posso dire che non lo ha rilasciato! Le ho fatto una domanda specifica: Deve rilasciare il permesso a costruire? Grazie! PRESIDENTE – La parola al signor Buonanno. BUONANNO, Lega Navale Italiana – Ingegnere, vedo molte contraddizioni in quello che lei dice, i miei amici hanno messo sul tavolo le loro rimostranze. Le posso dire che in tutti i porti d’Italia, sono 47 sezioni per 100 mila iscritti, solo Castel Volturno non ha una base nautica. Le posso elencare 70 – 80 sedi, Castel Volturno, guarda caso, lei dice che inizieranno i lavori, lei in prima persona? Mi sembra strano! Vorrei capire come mai nel progetto non c’è uno spazio, non se ne fa niente, nemmeno a dire: “Qui ci sono 10 metri quadri dove potete mettere le barche dei ragazzi!” noi, precedentemente, nella Darsena, facevamo un’integrazione sociale con gli extracomunitari, ragazzi che spacciavano la droga li abbiamo messi sulle barche a vela, li abbiamo fatti gareggiare, hanno fatto parte della vecchia Coppa America su una barca, cosa che, chiusa la Darsena, non si può più fare; chiusa la Darsena, questi ragazzi sono spariti, ma a tutt’oggi, nel progetto non c’è uno spazio dedicato alla lega navale. Tenete presente che Pozzuoli ha 460 posti barca rilasciati da voi come Regione Campania, Napoli 210 posti. Ritengo, come Presidente della Lega Navale, come architetto, nonché come dirigente dell’Ufficio Tecnico, che le procedure lasciano molto a desiderare, non c’è bisogno di chiudere la Darsena, i lavori potevano iniziare, sistemare la Darsena, dare uno sviluppo economico, poi lei mi parla di abusivismo, di che cosa vogliamo parlare? E’ tutto totalmente abusivo! Ci sono due accordi di programma, mi dica lei che cosa hanno fatto! Castel Volturno ormai si è deciso di distruggerlo e i funzionari regionali pensano di finirlo proprio. Ritengo che ad ottobre non inizieranno i lavori, lo dico e lo affermo, per tanti motivi. Il progetto è sbagliato, è fatto malissimo, non avete controllato bene, la diga di soprafrutto è troppo bassa perché le maree che ci sono, i pescatori sanno benissimo che con il maestrale le onde arrivano a 4 – 5 – 6 metri, quindi, la diga di soprafrutto è 4,5 metri, lasciamo perdere tutto questo! Il progetto lo abbiamo rivisto, lasciamo perdere se è stato approvato, non voglio entrare nei meriti, però chiediamo assolutamente, come Lega Navale, la riapertura della Darsena, poi lo volete fare il Porto? Fatelo tra 10 anni, tra 15 anni, tra 20 anni, ma dovete riaprire la Darsena, perché sia i pescatori, sia le attività commerciali sono morte, le avete portate alla distruzione! La colpa è dei funzionari regionali! PRESIDENTE – La parola all’architetto Di Micco. DI MICCO, Segretario Generale Cisl Caserta - Sono competente di parte per i lavoratori, per ciò che sono le questioni occupazionali, sicuramente non sono l’unico anello di questa catena abbastanza debole. Intanto non credo che spetti al Sindacato puntare il dito sulle responsabilità di natura tecnica, né ci accingiamo ad entrare in meandri di questa natura, però ci spetta, come parte sociale, dire che oggi siamo in maniera propria, anzi, mi sento invitato, oggi in qualità di segretario di questa organizzazione, in questo Cisl, direi che una presenza unitaria di Cgil, Cisl e Uil, in una partita di questa natura, penso sia propria, quindi, non voglio produrre atti unilaterali per quel che riguarda la mia organizzazione, certamente mi coglie l’obbligo di rappresentare questi lavoratori, perché noi abbiamo i lavoratori della Darsena che erano precedentemente iscritti alla Cisl Fisascat di Caserta, quindi, titolarmene li ho rappresentati, mai stato invitato, però, in una Conferenza dei Servizi, se ne è avuta già qualcuna, dove qualcun altro ha, forse, espletato un ruolo proprio per quello che era il ruolo istituzionale che ricopriva, sicuramente a tutela dei propri cittadini, questo fu il Sindaco Nuzzo, all’epoca, in una Conferenza dei Servizi, dove, in maniera molto sagace e propria, invitava le istituzioni ad assumersi qualche responsabilità di fronte a questi lavoratori che dal punto di vista tecnico non sono coperti dal famoso passaggio di cantiere previsto dall’articolo 4 o di altri contratti di servizi, quindi, loro hanno perso il posto di lavoro e basta, quindi, solo ed esclusivamente un impegno di natura politica può traghettare e può dare il valore e il senso del riprendere questo gruppo di lavoratori che, in qualche modo, è rimasto lì bloccato dopo aver usufruito di un brevissimo periodo di cassa integrazione, oggi abbiamo questi lavoratori che non hanno reddito. Parlo da cittadino, perché prima di fare i responsabili sindacali siamo cittadini, il fatto di avere un porto a metà raggio tra l’ultimo utile di Monte di Procida a quello di Gaeta, nessun portolano che conosciamo si va a riconoscere in una situazione di questa natura, estremamente pericolosa, per coloro che, intanto, navigano quel tratto di mare in una maniera frequente, specialmente durante il periodo estivo. Al di là delle implicazioni di natura sindacale, direi che l’apertura, anche momentanea o legata ad un periodo estremamente delicato per la nautica di porto potrebbe essere un segnale positivo da dare al territorio. Oggi viviamo di segnali, tutto ciò che oggi viviamo in Campania, lo viviamo in una maniera estrema, ed è un atto estremo, oggi, avere a riscontro che dopo cinque anni siamo bloccati. Mi rendo conto che la legittimità degli atti da produrre sono fatti importanti, perché senza legittimità non andiamo da nessuna parte, quindi, la legalità a fronte di tutto, mi rendo conto che le procedure sono da osservare, però, o noi impariamo – questo lo dico in qualità di cittadino – ad avere più dimestichezza con il mondo delle cose da fare e tentare di allungare la mano anche dove, probabilmente, l’illegittimità può, perché come diceva il Presidente della Lega Navale, noi siamo tutti a rischio di illegittimità su quel territorio, tutto è vissuto in una maniera estrema, Caserta, con i problemi che ha in qualità di territorio, la chiudo lì in una maniera breve, abbiamo bisogno di coraggio, quindi, un’iniezione di coraggio anche su queste cose. Che cosa voglio ricavare? Vogliamo un impegno, che la Regione Campania assuma, nei confronti di questi lavoratori, ce ne sono tanti che in un comprensorio più in generale che si occupavano, che attualmente ancora si occupano di questioni legate al turismo, che potrebbero essere riciclati, invece, in una macchina ufficiale, che potrebbe, finalmente, destinare, anche a questo territorio, già disagiato, una forma di sfogo occupazionale di cui non vediamo altro, perché non abbiamo aziende, non abbiamo industrie, non abbiamo attività, se non un turismo che se non lo facciamo decollare con atti di coraggio ci creerà ancora più problemi nel prossimo futuro. Cooperativa – Il problema è che tutte le barche sono ormeggiate nel fiume di Castel Volturno, già in questo periodo estivo c’è pericolo, figuriamoci quando verrà l’inverno, ci sarà un pericolo enorme, per cui, se è possibilità il riormeggio nuovamente nel Villaggio Coppola, perché Monte di Procida è un porto privato e a Pozzuoli non c’è spazio. PRESIDENTE – La parola al Rappresentante dei cantieri. Rappresentante dei cantieri – Riflettendo su tutte le carte che ho letto, vorrei capire, come tecnico, il Project Financing è stato proposto per una cifra di 83 milioni di euro, oggi mi dicono che è passato a 140 milioni di euro, allora, mi pongo una domanda: Forse il Sindaco di Salerno De Luca ha le palle? Il Sindaco De Luca ha creato uno dei più bei porti del meridione, progettato da uno dei più famosi architetti spagnoli, 1200 posti barca. Il progetto è partito per 41 milioni di euro, mi chiedo: Di questi 140 milioni che cosa ne devono fare? Rappresentante dei cantieri - Abbiamo dipendenti, attività e tutto che funziona da decenni, ad un certo punto ci hanno chiuso il porto, non stiamo lavorando più, chi ha mandato 5 operai a casa, chi 7 operai, chi 10 operai, questa storia già dura da 4 – 5 anni, che cosa dobbiamo fare? Fateci sapere! Prima, questo porto, era o non era abusivo, faceva lavorare tutti. MARCHESANO, Presidente Associazione Commercianti – Siamo circa 40 commercianti associati, effettivamente, siamo in una situazione veramente critica all’interno del Villaggio Coppola e sulla Domiziana, molte di queste attività, dopo l’estate, almeno il 50 – 60 per cento delle attività chiuderanno definitivamente, ne hanno chiuse già un 30% , questo dopo la chiusura del porto. E’ chiaro che aspettiamo il rilancio con il nuovo porto, ormai siamo sfiduciati e penso che questo porto non arriverà, mi dispiace, ma non ci credo, ho fatto anche 2 – 3 riunioni, non credo che il progetto arriverà, almeno a breve, quindi, chiediamo se c’è la possibilità di riaprire questo porto vecchio in modo da poter cercare di stare a galla ancora qualche anno. PRESIDENTE – Ognuno di noi ha i rappresentanti istituzionali che sono stati regolarmente invitati. Il giro degli interventi è terminato. Pregherei l’ingegnere, se ha delle risposte, però, senza aprire discussione, perché mi porterebbe a chiudere con delle mie osservazioni e tirare le conclusioni di questa riunione per renderla efficace. FIORETTO – Per quanto attiene la progettazione, è stata fatta la progettazione preliminare, progettazione definitiva e progettazione esecutiva, in queste tre fasi la Regione Campania, nella fattispecie del settore “opere marittime” e il Rup, hanno invitato gli organi istituzionali e non per poter dare osservazione sul progetto, sia sul progetto preliminare che sul progetto definitivo, oggi non si può dire che il progetto è sbagliato oppure c’è il problema del moto ondoso etc. etc., sono un ingegnere civile delle opere marittime e mi prendo la responsabilità in quanto ho avallato un progetto che è fatto dal prof. Di Natale ed è all’altezza di poter sopportare 1200 posti barca. Sono un funzionario pubblico e mi assumo la responsabilità su quello che dichiaro. Per quanto attiene tutte le problematiche relative, abbiamo dato in concessione questo porto, il Project Financing è un progetto completamente a carico della Marina di Pineta Mare, cioè, i fondi e le risorse vengono tutte date, non sono pubbliche, sono tutte private, quindi, tutto a carico della Pineta Mare, quindi, tutti i soldi vengono elargiti non da enti pubblici, ma direttamente dalla Marina di Pineta Mare, quindi, sono fondi direttamente dati dalle banche, rispetto agli altri porti. Ci sono stati dibattiti e si è risolto con verbali e tutto, oggi mi venite a dire un’altra volta del problema della Darsena, dei pescatori, delle imbarcazioni, tutte queste problematiche sono state risolte. Io tecnicamente rispondo delle problematiche per quanto attiene il Porto di Castel Volturno, in qualità di Rup, per quanto attiene le altre problematiche, io non rispondo, non posso rispondere in merito, perché abbiamo dato in concessione un porto per la sua realizzazione, basta. RUSSO - Non ho ancora capito se il Comune di Castel Volturno deve rilasciare il permesso. FIORETTO – Nelle varie conferenze di servizio non solo si sono presentati gli organi del comune, ma alle varie conferenze è stato presente anche il Sindaco che ha dato l’assenso sulla realizzazione del Porto. RUSSO - Ho il verbale del giorno 5 agosto 2009 e c’era il Sindaco, non il funzionario. PRESIDENTE – L’audizione di stamattina, vi ringrazio per aver dato un contributo così appassionato, innanzitutto è la testimonianza di una grandissima esigenza, un’esigenza forte, perché viviamo una situazione di grandissimo allarme, che non è solo di tipo economico, il che già sarebbe grave, ma è un allarme sociale che deriva anche dal degrado ambientale e dal disastro economico che siamo costretti a subire. Il Porto di Castel Volturno rappresenta una grande speranza di rinascita e di ripresa del nostro territorio, credo che la salvaguardia e la difesa del territorio vada fatta con atti concreti e trasparenti per la promozione e la rivalutazione del territorio, abbiamo bisogno sia dell’uno che dell’altro aspetto. Abbiamo sentito l’Arpac, ringrazio l’ingegnere per la sua presenza, forse lo abbiamo investito, oltremodo, di una responsabilità che non è sua, da funzionario ci ha dato le risposte che gli competono, poi le altre afferivano alle risposte della politica e noi le chiederemo alla politica. Il Porto ha una grandissima esigenza di cui siamo tutti consapevoli, io, personalmente, ho capito che bisogna ancora scavare per arrivare ad una verità più completa, perché mi sembra di capire che per quanto riguarda le questioni procedurali, per quanto riguarda quelle che sono le caratterizzazioni o meno, gli ostacoli dovrebbero essere di natura così minimale che non dovrebbero impedire, in alcun modo, l’inizio e la consegna di questi lavori, allora il problema è: Come mai le date slittano di 6 mesi in 6 mesi e così passano gli anni? Dobbiamo accertare, questa è una domanda che rivolgeremo, come Commissione, all’Assessore regionale, al Prefetto e a tutti gli organi istituzionali interessati, incaricati e responsabili di questo; occorre accertare se questa ditta è nella condizione o meno di eseguire questi lavori, perché se la ditta non è nelle condizioni di eseguirli allora significa che bisogna ragionare in termini del tutto diversi, ma questo è l’aspetto di una grande emergenza che attualmente vive il Litorale Domizio, in modo particolare la comunità di Castel Volturno. La risposta più urgente da dare è rispetto alla riapertura della Darsena di San Bartolomeo. Dalle carte che possiedo, invito coloro i quali sono seduti a questo tavolo, che se hanno documentazione successiva, se hanno dei contributi scritti da poter inviare alla nostra Commissione, di farlo in tempi brevi, perché dai documenti mi sembra che si tratti di una chiusura dell’insediamento produttivo, perché la Darsena questo è, per la vita del Litorale Domizio e di Castel Volturno e del commercio e di quanto altro, il motivo ostativo è un verbale della Capitaneria di Porto che denuncia una carenza dei limiti minimi di salvaguardia di sicurezza, quantificati in circa 30 mila euro. Dalle carte che ho io c’è la disponibilità della Lega navale, anche dei diportisti, a versare, anche in modo anticipato, la contribuzione annua, per far fronte alle spese di manutenzione e di gestione della Darsena di San Bartolomeo. Dobbiamo interessare, come terza Commissione, mi prendo l’impegno di dire per conto mio ed a nome del Presidente Baldi che per impegni istituzionali diversi non è presente stamattina qua, perciò presiedo io come Vice Presidente. Dovremmo interessare con un documento della terza Commissione il Prefetto di Caserta, il Presidente della Provincia di Caserta, nonché il Presidente della Giunta regionale e l’Assessore Vetrella, affinché, se lo ritengono, facciano un tavolo tecnico politico presso la Prefettura, presso la Presidenza della Regione, presso questa Commissione; questa attività, avendo cura di avere presente anche la ditta che deve seguire questi lavori e le parti politiche interessate, deve servire per cercare di fare in modo che la Darsena possa riaprire in tempi brevissimi, ma come misura urgente noi chiederemo, da subito, al Presidente della Regione e all’Assessore Vetrella, di adoperarsi in modo, non solo di darci le risposte esaustive circa i motivi che impediscono l’inizio dei lavori del Porto, ma anche per un chiarimento sui motivi che impediscono la riapertura della Darsena e se non esistono e se sono solo quelli che conosciamo, di attivarsi perché questo è un insediamento produttivo che ha strozzato, in modo drammatico, tutta l’economia del nostro territorio. Credo di poter terminare qui l’audizione di stamattina che è stata utile perché ha riacceso l’attenzione su una vicenda che sembrava interessare soltanto pochi abitanti di Castel Volturno che erano interessati da vicino alla problematica portuale alla quale l’opinione pubblica non si appassionava perché non riusciva ad intercettare l’importanza economica di una tale opera, quindi, da stamattina ripartiamo su questo. Posso assicurare che l’attenzione e la tensione non diminuiranno, ma quello che è più importante è che noi dobbiamo, come terza Commissione, interessare gli organismi che vi ho detto affinché si decida la riapertura della Darsena di San Bartolomeo. Proporrò quindi al Presidente Baldi di convocare anche una Commissione ad hoc per affrontare il tema specifico della riapertura della Darsena. Ringrazio tutti i presenti. La seduta è tolta. I lavori terminano alle ore 13.00 PRESIDENTE – Il Vice Presidente Dr. Angelo CONSOLI. 13