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L'EDITORIALE - Ecco perchè l'Azienda speciale per i servizi sociali è una colossale porcata

Siamo chiamati ad intervenire difronte alla singolare iniziativa del Sindaco del Gaudio, il quale, mentre si discute di quadro economico, di contenimento dei costi, della forte


Siamo chiamati ad intervenire difronte alla singolare iniziativa del Sindaco del Gaudio, il quale, mentre si discute di quadro economico, di contenimento dei costi, della forte perplessità legata ad un'operazione del genere, fatta da un Comune dissestato, si fa fare un parere dall'Anci sulla liceità di questo strumento di erogazione dei servizi.     Sarà perchè siamo un po' ignoranti sulla pubblicistica corrente casertana, su quello che gli altri giornali scrivono, sarà perchè siamo diffidenti per elezione, fondata sull'esperienza maturata in anni di osservazione sulla gestione della cosa pubblica, ma onestamente non riusciamo a ricomprendere nel perimetro di un dibattito razionale non collegabile ad una considerazione retroscenista di quello che sta accadendo, l'iniziativa del Sindaco di Caserta Pio del Gaudio di chiedere un parere "sciuè sciuè" all'Anci non già sulla specifica contestazione formulata dai revisori dei conti del Comune di Caserta nel momento in cui hanno corredato del loro parere sfavorevole la delibera di costituzione dell'Azienda speciale per la gestione dei servizi sociali, alla quale, oltre al Comune capoluogo, dovrebbero partecipare anche quelli di San Nicola la Strada e Casagiove, mentre Castel Morrone rimarrebbe legato al carrozzone attraverso un rapporto di tipo convenzionale tra due soggetti giuridicamente autonomi. Non riusciamo ad inserire logicamente dentro a quel perimetro di razionale considerazione dell'algoritmo di un dibattito il quale, se non ci è sfuggito qualcosa, non ha mai riguardato seriamente l'aspetto, pur fondamentale,della liceità della costituzione di un'azienda speciale in epoca di spending review e di caccia grossa, non certo di caccia alle streghe, nei confronti di chi, negli enti territoriali ha fatto strage del pubblico danaro. Almeno per quel che riguarda casertace, non è mai stata fondamentale la valutazione sulla suddetta liceità. Ma non perchè questa sia diventata, nella direzione positiva o in quella negativa del diniego, una materia pacifica, dato che nello stesso parere fornito dall'Anci, pur facendo riferimento a pronunciamenti della Corte Costituzionale, non si arriva mai a dire che la costituzione di aziende speciali da parte dei Comuni, non più ammessa dalla norma contenuta, appunto, nella legge della spending review, sia sicuramente ammissibile. Ci si limita ad affermare che, da parte degli organi giurisdizionali, soprattutto da parte di alcune sezioni regionali della Corte dei Conti ( di alcune, aggiungiamo noi, perchè altre la pensano diversamente ) e da parte della stessa Consulta, viene espresso "un favor" rispetto alla possibilità di costituire questi enti che hanno scritto, in passato, le pagine più nere nell'attività predatoria che ha condotto alla devastazione dei conti pubblici da parte dei Comuni. Nè la Corte Costituzionale, nè la Corte dei Conti, minano, o mettono anche semplicemente in discussione, la fondamentale importanza rivestita dal contenimento dei costi e dalla misura del 20% di riduzione degli stessi da parte dei Comuni i quali, ancora oggi, vogliono servizi di questo strumento ormai desueto e condannato dalla storia. Abbiamo voluto condire la nostra breve analisi anche di questa digressione relativa al contenuto del parere dell'Anci che affronta, ripetiamo, un aspetto che non è certo il fulcro del problema. La questione vera, pregnante non è rappresentata, infatti, dal discrimine sulla legittimità di un atto amministrativo di costituzione di un'azienda speciale, ma, investe la titolarità amministrativa, finanziario - contabile, oseremmo dire, ricorrendo, per necessità emergenziale, a categorie che non dovrebbero appartenere al lessico di un liberale, la titolarità etico- morale del Comune di Caserta, cioè di questa specificità soggettuale a costituire un'Azienda speciale attraverso una delibera che non contiene alcuna seria indicazione sui costi della gestione e che non contiene, come hanno notato i revisori dei conti, alcuna definizione di quadro economico. Carenze e inadempienze gravi di per sè, ma che diventano ancor più gravi al limite della legalità contabile, fuori dai limiti della responsabilità politico-istituzionale, nel momento in cui queste si registrano in un Comune dissestato che in questi anni, in questi mesi, in questi giorni, in queste ore è costretto a squoiare letteralmente i cittadini di Caserta applicando le aliquote massime di tutte le tasse possibili ed immaginabili. Pensare che un'asettico parere dell'Anci a cui, forse artatamente, viene domandato solo di pronunciarsi sulla materia in linea generale e non calando la stessa in quella specificità sogettuale legata alla particolare condizione del Comune di Caserta, non può essere certo sbandierato come un semaforo verde. Che c'azzecca la dichiarazione di un consulente, seppur autorevole come l'Anci, relativa alla liceità possibile, probabile della costituzione di nuove aziende speciali con quello che i revisori dei conti hanno contestato nel loro parere? Con quello che i revisori dei conti non a caso hanno scritto, in relazione alla necessità di una interazione consultiva con la Corte dei Conti, la quale non va interrogata capziosamente com'è stato fatto con l'Anci, ma va interrogata relativamente al quadro specifico della condizione finanziaria in cui si andrebbe ad inserire quest'azienda speciale. Secondo punto: armati di pazienza, noi di casertace, ci siamo sciroppati, oggi pomeriggio, tutti e 44 gli articoli di quello che dovrebbe essere lo statuto dell'azienda speciale. Rimandando la lettura completa del documento al link che pubblichiamo in calce, quello che si nota, che emerge dal ginepraio di articoli, di norme rituali, mutuate da enti che in altre zone d'Italia operano nel settore dei Servizi Sociali, è l'assoluta autoreferenzialità di questa azienda, il cui potere effettivo sarebbe ripartito fra i tre Sindaci, del Gaudio, delli Paoli ed Elpidio Russo, i tre consiglieri di Amministrazione, presieduti, ovviamente, da Gianmaria Piscitelli ed il Direttore che, con buona pace delle procedure pubbliche di selezione, annunciate nello stesso statuto ,sarà il sign.Gambardella. Il controllo sulla gestione, sulle spese, sui conti di un'ente, che è una cosa molto più grande dell'Ambito intercomunale che fino ad ora è stato il produttore dei servizi sociali sarebbe in mano ad un revisore dei conti ed alla stessa Assemblea dei Sindaci. I consigli comunali sono i grandi assenti. Sono citati solo in due occasioni: all'articolo 8, quando è previsto il suo intervento deliberativo per eventuali e poco probabili modifiche di uno Statuto già di per sè corposo ed eccessivamente fitto, al limite dell'ipertrofia sul piano normativo, e all'articolo 17 comma 1, quando ai consigli comunali viene attribuito il compito di becchini nel caso in cui vogliano far cessare l'attività dell'Azienda speciale. Poco, anzi, niente, anche perchè, essendo completamente tagliati fuori dalla vita dell'Azienda, i consiglieri difficilmente acquisiranno strumenti cognitivi per chiedere la cessazione dell'ente. Così come è stata disegnata, l'azienda speciale è un feudo, un centro di potere oligarchico e, appunto, autoreferenziale. Una colossale porcheria o porcata,intendendo per porcata una qualificazione concettualmente speculare rispetto a quella data su una vicenda di interesse nazionale come la ormai famigerata legge elettorale vigente. Un centro di potere latentemente clientelare, senza alcun controllo democratico. A tre, quattro persone verrà data la possibilità di fare e di sfare, di assumere personale, di produrre impegni di spesa. Un fatto inaccettabile, ancor di più perchè si vuol realizzare tutto ciò dentro ad un dissesto, di cui, evidentemente, agli attori ed agli artefici di questa operazione non frega un fico secco, come agli attori ed agli artefici di questa roba, non frega un fico secco l'interesse dei cittadini le cui tasche sono sempre più vuote. Gianluigi Guarino CLICCA QUI PER LEGGERE LO STATUTO DELL'AZIENDA SPECIALE CLICCA QUI PER LEGGERE IL PARERE DELL'ANCI