Politica

MONDRAGONE - Seconda farmacia a Luciano Corvino: Cennami, ora, è più "contiano" di Conte

Stasera in Consiglio comunale si discuterà della costituzione della settima farmacia. Avevamo tentato di offrire uno "spazio" giornalistico tutto per Cennami, ma l'ex sindaco ci


Stasera in Consiglio comunale si discuterà della costituzione della settima farmacia. Avevamo tentato di offrire uno "spazio" giornalistico tutto per Cennami, ma l'ex sindaco ci ha dribblato. IN CALCE ALL'ARTICOLO LA RACCOLTA DI COMUNICATI STAMPA CHE DESCRIVONO LO SCONTRO TRA L'EX SINDACO DEL CENTROSINISTRA E L'ASSE SCHIAPPA CONTE SUL CASO DELLA FARMACIA COMUNALE MONDRAGONE - Abbiamo tentato, nella giornata di oggi, lunedì di contattare il leader del Pd, Achille Cennami al fine di offrirgli la possibilità di spiegare ai lettori la sua posizione in merito alla questione dell'istituzione della settima farmacia, in considerazione del fatto che su tale tema, in passato proprio l'ex sindaco avviò un'intensa battaglia politica contro le disposizioni adottate dal suo predecessore Ugo Conte. Risultato? Siamo riusciti ad ottenere una risposta solo in mattinata, ma il dottore Cennami ci ha poi invitato a richiamarlo nel pomeriggio, in quanto impegnato con i suoi pazienti. Abbiamo seguito il suo consiglio, ma alle 16.30 circa non abbiamo ottenuto nessuna risposta. Ora non sappiamo cosa farà il gruppo consiliare del Pd, stasera, nella pubblica Assise sul caso dell'istituzione della settima farmacia, che secondo la proposta di giunta vedrà il socio privato della Farcom, Luciano Corvino, divenire socio privato anche della nuova e costituenda farmacia comunale. Ovviamente, con tale manovra politica partorita da una giunta in cui ci sono due assessori indicati dal Pd di Cennami, Anna Barbato e Benedetto Zoccola, si metterebbe, con un voto favorevole dei consiglieri del Pd, Martucci, Cennami e Supino, un punto fermo ad una vicenda iniziata con la giunta di Ugo Conte e che è stata contraddistinta da una vera e propria guerra, anche a colpi di ricorsi al Tar e provvedimenti giudiziari, tra l'ex sindaco di sinistra Achille Cennami e l'asse politico del centrodestra rappresentato all'epoca, appunto, da Ugo Conte e Giovanni Schiappa. Abbiamo raccolto alcuni vecchi articoli e comunicati stampa in cui l'attuale sindaco, Giovanni Schiappa attaccava apertamente la volontà di Cennami, addirittura di vendere la farmacia comunale. Oggi, a distanza di alcuni anni, sembra quasi che il passato sia stato cancellato. Non darebbe più fastidio politicamente l'ingresso nella costituenda farmacia il socio privato "pescato" dall'antagonista di Cennami, cioè da Ugo Conte. Stasera, in consiglio comunale, già sappiamo che saranno presentate alcune domane sulla questione: "Come è possibile che nella perizia del dott. Casale le quote di partecipazione del socio privato vengano valutate in 570.000 euro, pari al 23,75%, quando 10 anni fa lo stesso investì appena 30.000 euro per costituire la farmacia comunale?" "Come  è stata valutata la capitalizzazione della nuova farmacia? Si è tenuto conto degli utili dell'attuale farmacia comunale? Gli utili sono così soddisfacenti da implementare il valore delle quote delle partecipazioni?" Certamente stasera su tale argomento ci sarà il fuoco incrociato e bisognerà verificare cosa faranno quelli del Pd. In caso di astensione sussiste il rischio che il sindaco Schiappa e la sua maggioranza potrebbero rischiare sul serio qualcosa, ma se la giunta ha deciso di portare in Assise la suddetta proposta, significa che ritiene di avere i numeri per zittire le opposizioni. Inoltre occorrerà comprendere, poi come sarà giustificato un eventuale appoggio politico sullo sdoppiamento del Farcom, creatura politica di Conte, quindi figlia di quella gestione politica che Cennami ha tentato negli anni di colpire al cuore. Battuta: non è che Cennami sia diventato più contiano di Conte? Quando Cennami contattò Casertace e il direttore Guarino, e pur non convincendolo si impegnò solennemente che la costruzione di una nuova formula politico amministrativa, concretizzatasi con l'ingresso in maggioranza del Pd sarebbe stata subordinata, come condicio sine qua non, a una chiara, decisa, indiscutibile azione di discontinuità radicale rispetto a tutti quelli che erano stati i centri di potere e gli interessi dell'ex sindaco Ugo Conte. Luciano Corvino è proprio uno di questi centri di potere. Ribadiamo che tutta l'operazione della Farmacia Comunale è stata concepita e partorita durante il periodo di Conte sindaco. In quel tempo Cennami, l'unica azione politica di contrasto che non fece, fu al Padre Eterno, dato che non conosceva forse l'indirizzo. Ci spieghi, oggi Cennami come fa a coniugare quell'enunciato solenne sulla discontinuità con il voto che si appresta a dare a favore del Corvino bis. Allora Cennami non si arrabbi quando qualcuno le scrive che quell'operazione, quel ribaltone è stato cercato e realizzato solo dentro a logiche di tensioni di potere fine a se stesso. Ripetiamo ancora: lei è stato contattato due volte da Casertace che le avrebbe offerto tutto lo spazio di cui avrebbe avuto bisogno per esprimere la sua posizione e per spiegare quello che farà stasera sulla settima farmacia. Ma lei ci ha dribblato, ci ha seminati. Oltre ad aver sviato la prima telefonata, non risposto ad una seconda, non ha neppure dato riscontro alla preghiera che le abbiamo fatto attraverso un sms. Dunque, invece di prendervela con Casertace, sarebbe opportuno uscire allo scoperto e dire con sincerità: io Cennami, noi del Pd facciamo politica come la fanno tutti quanti gli altri. Massimiliano Ive   QUI SOTTO I COMUNICATI STAMPA DI SCHIAPPA CONTRO L'EX SINDACO SUL CASO FARCOM E FARMACIA COMUNALE     MODRAGONE - “Con la sentenza 1724/2011 il Consiglio di Stato ha messo fine alla vicenda della vendita della Farmacia Comunale, dando pienamente torto alle posizioni del sindaco Achille Cennami”. Lo rende noto il capogruppo consiliare del Pdl e consigliere provinciale Giovanni Schiappa. “La sentenza, liberamente scaricabile sul sito www.giustizia-amministrativa.it, evidenzia tutti i gravi errori amministrativi compiuti dall’Amministrazione Cennami nella vicenda della Far.Com., iniziando dal censurare la scelta di ripianare i debiti del Comune con la vendita della società. Numerose sono le censure sulla condotta amministrativa perseguita in questa vicenda, prima fra tutte è l’erroneità di separare lo strumento di gestione dalla titolarità della concessione farmaceutica. Società e concessione sono una cosa sola e non è possibile pensare di vendere la titolarità come una banale licenza commerciale. Sono stati definiti pretestuosi i riferimenti ad una scarsa redditività della Farmacia, cavallo di battaglia del sindaco Cennami. Il Consiglio di Stato ha ribadito che una farmacia ha come scopo fondamentale la salute pubblica e non la produzione di ricavi. Con questa sentenza penso che, agli occhi della nostra Comunità, sia definitivamente terminata la vicenda politico-amministrativa di Cennami e della sua sinistra maggioranza. Già la sentenza del Tar aveva definito gravissime illegittimità quelle compiute dall’Amministrazione Comunale. Ora il supremo consesso della giustizia amministrativa ha definitivamente chiuso la vicenda”. “La prima domanda che sorge spontanea è: chi pagherà per questa scellerata scelta politico – amministrativa e, soprattutto, per la mancanza di umiltà che il Sindaco Cennami ed i suoi consiglieri di maggioranza hanno ampiamente mostrato non volendo seguire i consigli di noi amministratori di minoranza? Purtroppo pagheranno i cittadini di Mondragone. Non solo, oltre al danno la beffa: visto che Cennami aveva indicato la vendita della Far.Com. come un punto fondamentale per il risanamento del Bilancio del Comune – fatto di per sé censurato dalla sentenza – ebbene ora cosa accadrà? Tutte le parole d’ordine utilizzate in Consiglio comunale per giustificare la vendita sono state censurate in punta di diritto. Da qui la certezza che l’attuale maggioranza politica è un’armata brancaleone che non può governare un meccanismo delicato e complesso come un Comune. Così come avevamo ampiamente detto in Consiglio Comunale, nessun punto del ricorso in appello è stato fatto salvo”. “Non possiamo che fare un immediato parallelo con la vicenda del pignoramento dell’Acquacampania. Avevamo avvertito il sindaco dell’esistenza di una transazione fra il Comune di Mondragone, l’AcquaCampania e il Consorzio Idrico di Terra di Lavoro, ma Cennami ed i suoi superficiali consiglieri non hanno voluto ascoltarci. Allo stesso modo hanno affrontato la vicenda della transazione e quella della farmacia comunale: approssimazione, approssimazione, approssimazione. Siamo convinti che, per la nostra comunità, i fatti e le sentenze hanno chiuso l’esperienza civica come amministratori pubblici del sindaco Cennami e dell’intera maggioranza che lo sostiene”.   MONDRAGONE. Durante la seduta consiliare del 26 febbraio, il capogruppo consiliare del Pdl, Giovanni Schiappa, presenterà due interpellanze consiliari inerenti la revoca della prelazione della settima farmacia alla Città di Mondragone e l’iter della dismissione della Farmacia Comunale. Infatti, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Cennami ha esercitato la prelazione per la settima farmacia da ubicarsi sul territorio comunale, ma dopo l’esercizio di tale prelazione nessuna altra attività amministrativa è stata intrapresa in merito. "Il Pdl, quindi, - spiegano in una nota Schiappa e i consiglieri del gruppo - intende conoscere dettagliatamente se il sindaco ha conoscenza del disposto del comma 8 dell’articolo 1 della Legge regionale 2/2010, che prevede la soppressione delle farmacie istituite per le quali non sono state ancora avviate le procedure per l’apertura alla data dell’ultima legge finanziaria, nonché di conoscere gli intendimenti del sindaco per porre riparo all’inerzia colpevole della Amministrazione da lui guidata, avendo creato un gravissimo danno alla città, ovvero vendendo l’unico servizio farmaceutico pubblico e non riuscendo ad aprire la settima farmacia, oltre che poi quali sono stati i motivi ostativi per non affidare la gestione della settima farmacia alla società comunale a ciò deputata, accelerando in tal modo sui tempi di apertura della stessa farmacia". "Inoltre, - continuano - l'amministrazione comunale ha inteso attivare le procedure di vendita della concessione della Farmacia Comunale e la prima asta pubblica è andata deserta. E’ stato ridotto del 10% l’importo a base di gara della seconda asta pubblica e, sulla stampa locale, sono apparse notizie particolarmente gravi in merito alla procedura di vendita e per la quale nessuna informazione è stata resa al Consiglio Comunale. Il Pdl, quindi, chiede se quanto apparso sulla stampa locale corrisponde al vero, ovvero che il Tar ha sospeso le procedure pubbliche di incanto per la vendita della concessione della Farmacia Comunale e che il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha disposto il sequestro conservativo delle quote societarie della Far.Com, affidandone la custodia delle stesse al socio di minoranza".   MONDRAGONE. Giovanni Schiappa, capogruppo consiliare e consigliere provinciale de “Il Popolo della Libertà”, unitamente ai consiglieri comunali Maria Eleonora Conte, Salvatore Davidde, Pasquale Marquez, Alessandro Pagliaro, Antonio Pagliaro, Aldo Santamaria, ...   ... nonché al coordinatore cittadino e consigliere regionale Daniela Nugnes, interviene sulla recente vicenda relativa all’eventuale vendita della farmacia comunale, in cui il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania ha sanzionat, sottolineano i berlusconiani, "l’incapacità del Sindaco di Mondragone Achille Cennami e della sua Amministrazione comunale". "Con le ultime sentenze del Tar di Napoli - affermano dal Pdl - si mette fine all'ennesimo grave errore del sindaco Cennami e della sua maggioranza consiliare che, con l’ormai nota superficialità ed approssimazione, hanno più volte affrontato la vicenda della farmacia comunale. Il Comune di Mondragone, a mezzo dei suoi rappresentanti, evidentemente ha sposato posizioni sbagliate sia in fatto che in diritto. Come è stata illegittimamente impostata la vendita della farmacia comunale, a nostro avviso, rimane un errore politico oltre che tecnico. Il paradosso è che il primo cittadino, spendendo tutto il suo tempo a favore della dismissione dell’attuale, ha fatto sì che la Città di Mondragone perdesse la settima farmacia. Questi sono i colossali errori che continua a commettere chi ci sta amministrando da più di due anni. Se proviamo a ricordare le roboanti affermazioni in merito fatte in Consiglio comunale da autorevoli rappresentanti della compagine amministrativa, ci rendiamo conto che l’attuale maggioranza continua a ricevere sonore smentite nei fatti. L’amministrazione Cennami, purtroppo, si caratterizza sempre più per una gestione politico-amministrativa che manca di programmazione e pianificazione, a totale discapito dei cittadini. A questo punto non possiamo che augurarci che il primo cittadino non continui a spendere ancora i soldi del Comune con manifesti pubblici per comunicare alla Città parole vuote che, sistematicamente, poi i fatti smentiranno mentre la Città gli darà torto marcio".