Cronaca Nera

ESCLUSIVA CARMINE SCHIAVONE SHOW - Nel 2004 l'Istituto Nazionale di Geofisica non riscontrò rifiuti tossici a CASAL DI PRINCIPE. Barre di uranio sotterrate nella zona dei laghetti di CASTEL VOLTURNO?

Pubblichiamo alcuni stralci della verifica effettua attraverso una sonda, attaccata dietro ad un elicottero della Forestale su una superficie di 100 km quadrati, su richiesta dell


Pubblichiamo alcuni stralci della verifica effettua attraverso una sonda, attaccata dietro ad un elicottero della Forestale su una superficie di 100 km quadrati, su richiesta della commissione parlamentare per il ciclo dei rifiuti CASERTA - Difficile considerare il documento dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia un elemento tranquillizzante rispetto a tutto quello che Carmine Schiavone, forse il pentito più importante della storia del clan dei Casalesi ha dichiarato alla Gazzetta di Caserta e a Tv Luna. Difficile perchè nel disegno reale o immaginifico, allarmante, oppure allarmistico di Carmine Schiavone sarebbero stati proprio i poteri dello Stato, più o meno deviati a impedire la scoperta delle tonnellate e tonnellate di rifiuti tossici di ogni genere, sotterrati, prima di tutto, secondo il boss divenuto collaboratore, a Casal di Principe e poi nel resto della provincia di Caserta e della Campania. Dunque, anche i rilievi aeromagnetici fatti dal 22 al 25 marzo 2004 con una sonda attaccata ad un elicottero della Forestale, potrebbero non affermare tutta la verità, se il quadro oscuro, deviato, complottista di Schiavone avesse una concreta matrice di verità. Il lavoro dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia fu realizzato su mandato della commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti e interessò un'area abbastanza ampia di circa 100 km quadrati, per 700 km totali di linee di volo con 90mila misure magnetiche effettuate ad una quota di volo media di 105 metri, sui territori di Acerra, Casal di Principe, Castel Volturno, Cicciano, Grazzanise, Marigliano, Nola, Roccarainola, Santa Maria La Fossa, San Tammaro e Villa Literno. Nelle foto, tratte dal dossier dell'IGNV la stazione di Villa Literno e una cava laghetto sospetta di Castel Volturno a ridosso dei Regi Lagni In questo studio furono individuate, secondo quello che è scritto nella nota riassuntiva forti anomalie magnetiche, apparentemente non collegate a qualcosa di visibile dalle foto aeree. Questo non vuol dire che sicuramente si trattava di rifiuti sotterrati, ma il sospetto c'era e avrebbe dovuto trovare riscontro in verifiche dirette. "Un esame a terra": questo l'Istituto Nazionale di Geofisica chiede in quella relazione che venga effettuato. Le aree critiche e sospette, sono soprattutto localizzate a Castel Volturno, attorno alle cosiddette Cave Laghetti. Qui i cerchietti, come si può vedere dalla foto, che essendo presa da un documento, a sua volta fotocopiato, non è certo perfetta, sono diversi. Qualcosa di importante la sonda vede anche nell'area della stazione di Villa Literno e poi niente più. Quindi secondo quei rilievi dalle terre di Casal di Principe, che Carmine Schiavone ha descritto come infestate dai rifiuti tossici, al punto da diventare una vera e propria bomba di sterminio di massa, nulla è stato rilevato. Sarebbe interessante conoscere, al di là della riserva che abbiamo espresso all'inizio di questo articolo se l'auspicio dell'Istituto di Geofisica e di Vulcanologia abbia trovato riscontro, se sono stati fatti mai, nelle zone delle Cave Laghetti o nell'area della stazione di Villa Literno i controlli a terra. E se sono stati fatti, quali strumenti sono stati utilizzati. Fino a che profondità si è arrivati. Perchè qua le voci che girano (e non è allarmismo) parlano addirittura di barre di uranio sotterrate, però a profondità di sicurezza, che sarebbe pericoloso andare a recuperare. Però l'idea di vivere col sedere su un ricettacolo di rifiuti nucleari non è certo edificante e forse sarebbe utile parlare approfonditamente con qualche componente della commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti, per capire bene se in passato il Governo abbia, diciamo posto il problema di queste giacenze. Questo, inerentemente a ciò che l'Istituto di Geofisica ha trovato. Per quel che riguarda quello che non ha ravvisato, noi possiamo solamente dire che cercheremo di partire proprio da quello che è comunque un documento ufficiale, che se lo si facesse vedere a Carmine Schiavone, sarebbe facilmente demolibile con i racconti già esplicitati a Francesca Nardi e a Marilena Natale. Un punto di partenza da cui Casertace, che, sapete bene quando si mette in testa una cosa, difficilmente molla l'osso, proverà a muoversi per capire un po' di più di questa dannatissima storia. Gianluigi Guarino