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MARCIANISE Mo' non esageriamo: mica vogliamo far passare Tartaglione per un femminicida? L'Udc rilancia: "Diserteremo la conferenza dei capigruppo"

Sono ancora molti gli strascichi della seduta del consiglio comunale svoltasi ieri sera. Il presidente pur respingendo le accuse e pur respingendo la contestazione dei gruppi di o


Sono ancora molti gli strascichi della seduta del consiglio comunale svoltasi ieri sera. Il presidente pur respingendo le accuse e pur respingendo la contestazione dei gruppi di opposizione, chiarisce di non aver assolutamente voluto offendere quello che una volta si chiamava gentil sessoe in tutti i casi, se qualche donna del Consiglio se l'è presa a male lui è pronto a chiedere scusa MARCIANISE - Effettivamente non ha torto il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Tartaglione quando valuta come eccessiva, spropositata, rispetto una frase il cui segno di offensività  contro quella che Mao Tse Tung definiva l'altra metà del cielo. In effetti si  ha la sensazione che la minoranza, facendo il suo gioco legittimo, quello che nelle culture parlamentari anglosassoni si chiama filibustering, abbia scelto un argomento debole. Il presidente Tartaglione ha detto che Marcianise è come una bella donna. Ora, almeno che le donne di Marcianise non abbiano la coda di paglia, l'interpretazione estrema, l'esegesi fatta della frase di Tartaglione, non porterebbe mai all'interpretazione della metafora, associando questa al meretricio o a qualcosa del genere. Siccome abbiamo grande stima di Telia Frattolillo e anche delle altre donne del consiglio, vogliamo pensare che si sia trattata di una strumentalizzazione. Ma stavolta la donna, le donne, sono state strumentalizzate proprio da chi ritiene che il femminismo sia ancora uno strumento utile per l'innalzamento della cultura civile. Detta la nostra, passiamo alle reazioni del giorno dopo, alle reazioni ad un consiglio che vi abbiamo raccontato  ieri pomeriggio, con aggiornamenti in tempo reale. Ovviamente il primo ad uscire allo scoperto è stato proprio 'imputato del giorno, cioè il presidente del Consiglio Giuseppe Tartaglione: " La mia era una frase innocente e noto con dispiacere - scrive Tartaglione in un comunicato - che si sta cercando di strumentalizzarla." Il presidente propone la sua analisi del testo, la sua chiave interpretativa di quella frase: " La frase Marcianise è una bella donna è da ascrivere alla massima accezione del significato e come tale va preservata, coccolata, curata e non certo utilizzata o comprata" D'altronde, aggiungiamo noi, Giuseppe Tartaglione ha molte qualità, ma non ha certo quella di essere un superbo poeta, a volte ermetico al limite dell'incomprensione quale è il grande Francesco De Gregorio, il quale nella sua "Viaggi e miraggi" paragonava Roma ad una "cagna in mezzo ai maiali" (CLICCA QUI PER ASCOLTARLA) non andandosi a cercare certo, lui uomo di una sinistra intelligente e pensosa un paragone comodo per il femminismo di maniera e di batteria. Tutto questo per dire che Tartaglione ha affermato una cosa che per farla diventare un vulnus ai diritti delle donne tale da comportare l'abbandono di un'aula consiliare, beh, datevi un po' una calmata a Marcianise e provate ad essere un poco più seri  e rispettosi delle istituzioni rifuggendo dalla banalità dei luoghi comuni. Ma Tartaglione va oltre e non ha difficoltà a concedere quello che non vorrebbe concedere come persona ma che, forse ha il dovere di esprimere come istituzione: "Non era e non è mio intendimento offendere nessuna donna e se quella frase ha provocato irritazione delle donne presenti in Consiglio Comunale - conclude il presidente - sono pronto a chiedere scusa loro, al Consiglio comunale e tutti i cittadin "Ieri sera abbiamo avuto chiaro il senso di una città abbandonata a se stessa dalla classe politica che si è assunta il compito di governarla. La prova che ne hanno dato è stata quella della loro incapacità pure di amministrala. L’essersi rifugiati in una strategica opera di ostruzionismo nei confronti della minoranza non è servita a nascondere la grave difficoltà a trovare la soluzione ai loro problemi. Di fronte a questa disgraziata condizione sono costretto a riaffermare la necessità di conseguire un maggiore rispetto del Consiglio e delle sue prerogative e chiedere, in particolare al Presidente ed al Sindaco, di rendersi garanti delle istituzioni affinché la “giostra” a cui siamo costretti ad assistere oramai da quasi tre mesi abbia a cessare e, finalmente, si possa comprendere le effettive dimensioni di questa maggioranza." Intanto gli strascichi del Consiglio di ieri pomeriggio ispirano anche la nuova presa di posizione di Pasquale Salzillo, capogruppo in Consiglio comunale dell'Udc di Zinzi. Salzillo si dice dallo spettacolo offerto in consiglio.  "Abbiamo avuto - scrive Salzillo in una nota -  chiaro il senso di una città abbandonata a se stessa dalla classe politica che si è assunta il compito di governarla." Salzillo annuncia la linea dura: " Il nostro Gruppo, permanendo un simile stato di fatto, si vedrà costretto a valutare l’opportunità di disertare le convocazioni in conferenza dei capigruppo i cui lavori sono puntualmente disattesi dai successivi comportamenti e dalla assoluta mancanza di ogni proficuo dialogo." G.G.