Cronaca Bianca

MONDRAGONE. Rifiuti e camorra. I 7 dipendenti citati nell'interdittiva antimafia sospesi dall'azienda. Bizzarra richiesta del sindacato Filas che vuole incontrare il prefetto

Questa provincia di Caserta non finisce mai di stupire. Se la presa di posizione del tutto irrituale è comprensibile sul piano emotivo, è a dir poco strampalata sul pinao giuridico


MONDRAGONE - (g.g.) Se il contenuto della nota del sindacato Filas può essere considerato con benevolenza e anche con interesse per il merito, per il contenuto che esprime, non può essere certo considerata uno strumento di avvio di una procedura ortodossa di
confronto tra un'associazione di categoria e un alto potere dello stato, qual è la prefettura quando questa si esprime attraverso decisioni delicatissime, qual è senza pmbra di dubbio l'emissione di u provvedimento iterdittivo a carico di un'azienda per presunte infiltrazioni camorristiche.

I 7 dipendenti sospesi dal cantiere della Senesi non possono diventare il fulcro di una vertenza sindacale per il semplice motivo che la Senesi, colpita dall'interdittiva, anche a causa dello status sospetto di questi lavoratori, non poteva fare altro che non assumere questa decisione, in attesa di una peraltro non probabile revisione dell'interdittiva da parte dei giudici di prima e di seconda istanza della potestà amministrativa, cioè tar e consiglio di stato.

Beninteso, quello dei 7 lavoratori che secondo la prefettura collegano se stessi ad esponenti della criminaltià organizzata non è un destino ineluttabile. Hanno in uno stato di diritto la possibilità di impugnare quello che è un provvedimento amministrativo preso a loro carico. Possono andare davanti a un giudice del lavoro, possoo collegare la propria azione a quella della Senesi nel ricorso al tar. Insomma, possono. Quello che non è invece possibile costruire è un tavolo di confronto tra un sindacato e una prefettura su un provvedimento che non riguarda le dinamiche dei rapporti, comunque regolati dal diritto civile tra un'impresa e i propri dipendenti.

Per cui, se ripetiamo si può considerare quello della Filas uno sfogo comprensibile, nessuna consistenza formale riveste la richiesta
di conronto formulata nel documento appena citato alla prefettura.