Cronaca Bianca

ESCLUSIVA S. MARIA C.V. - Per il canile di Clemente Tecchia girano una montagna di quattrini. Le strane coincidenze temporali tra la denuncia e l'ordinanza del sindaco

Una vicenda molto complessa, in cui galleggiano gli interessi anche di una congiunta dell'assessore Rinaldi, ospite fissa, insieme a Tecchia della nostra rubrica mensile sugli aff


Una vicenda molto complessa, in cui galleggiano gli interessi anche di una congiunta dell'assessore Rinaldi, ospite fissa, insieme a Tecchia della nostra rubrica mensile sugli affidamenti sulle commesse dirette del Comune. Anche l'iniziativa, la presa di posizione di Giovanni Campochiaro non è certo casuale e vi spieghiamo il perchè SANTA MARIA CAPUA VETERE - La vicenda della chiusura parziale del canile della città operata dagli uffici dell'Asl di Caserta, su segnalazione del ben noto Clemente Tecchia va approfondita, al di là della semplice notizia che abbiamo dato ieri, pubblicando una lettera del capogruppo del Pdl in consiglio comunale, Giovanni Campochiaro. Suscita, infatti, non poche perplessità e interrogativi questa vicenda. Clemente Tecchia, è infatti un fedelissimo del sindaco Di Muro, uno che dell'associazione Animalisti e più in generale di altre associazioni e comitati, ha fatto la sua ragione di vita. Ad esempio quando si parla del comitato dei festeggiamenti dell'Assunta, il pensiero corre immediatamente a Clemente Tecchia. Si tratta, ordunque, di una persona tenuta in grandissimo conto dal sindaco Di Muro, col quale ha stretto un rapporto intenso, dopo la rottura con Giovanni Campochiaro, del quale in passato era stato l'ombra. Non è un caso che sia stato proprio Campochiaro il primo ad uscire allo scoperto su questa cosa del canile. Tecchia, in poche parole possiede un fascino magnetico che attrae amministratori e dirigenti comunali. Da anni ha portato avanti ed è riuscito anche a vivere grazie a queste sue benemerite attività: grazie al canile comunale, grazie alle feste, grazie alle sagre e alle sagrette che organizza anche bene e che sono state e sono sovvenzionate dalle amministrazioni del passato e del presente. Alla luce di tutto ciò, risulta stranissimo che proprio uno dei più beneficiati da questa amministrazione, seppur per il nobilissimo sentimento dell'amore per gli animali abbia deciso di denunciare una situazione che in realtà, si trascina da anni e che avrebbe dovuto da anni spingere gli uffici competenti a chiudere il canile. Una decisione, questa che certo non avrebbe giovato a Tecchia, ospite fisso delle nostre rubriche mensili sugli affidamenti diretti dell'amministrazione Di Muro. Con la chiusura del canile, si sarebbero chiusi anche i rubinetti dei sovvenzionamenti comunali per lui e per l'associazione animalisti sammaritani. Seconda stranezza: una simile denuncia, manco a dirlo, arriva quando c'era già, con data 21 agosto, un'ordinanza sindacale, proprio finalizzata ad adeguare la struttura comunale. Una coincidenza quella tra l'ordinanza e la denuncia quantomeno singolare. D'altronde, come si sa la natura stessa dell'atto amministrativo dell'ordinanza, porta a rendere immediatamente attuabili interventi urgenti e improcrastinabili. Esiste un'ordinanza del sindaco e dunque anche qualche dirigente recalcitrante può stare tranquillo. Dentro a questa tranquillità va letta la determina che ha affidato i lavori del canile all'impresa Moronese, un' altra in cima alla hit parade di quelle che incassano una barca di soldo ogni mese con gli affidamenti diretti. Una storia, dunque, da chiarire. Se fosse avvenuta una rottura, a cui noi non crediamo tra Tecchia e il sindaco, allora la presa di posizione di Campochiaro potrebbe anche essere finalizzata a soffiare sul fuoco del presunto malumore di Clemente Tecchia, allo scopo di recuperarlo tra i suoi amici. Molto più probabile è che Campochiaro abbia solo voluto mettere un po' di pepe. L'architettura dei rapporti tra amministrazione comunale e Clemente Tecchia, in funzione della gestione del canile è una cosa non da poco. Una eventuale rottura potrebbe avere un peso considerevole anche in funzione degli interessi della cugina dell'assessore Rinaldi, altra star fissa del racconto sulle determine relative agli affidamenti diretti, che la riguardano puntualmente in relazione all'acquisto di mangimi, cibo per cani ed affini. Siccome ci siamo impegnati con i nostri lettori a valutare tutte le ipotesi, anche quelle più remote, diciamo che questa iniziativa di Tecchia potrebbe essere stata indotta dai soci dell'associazione animalista i quali avrebbero preteso una denuncia presso gli uffici competenti dell'Asl sullo stato inaccettabile in cui versa il canile. In questo caso Tecchia si sarebbe mosso pur di conservare una carica che gli permette di avere un ruolo preminente nell'ambito della comunità. E un rapporto molto intenso con l'amministrazione comunale. Gianluigi Guarino