Cronaca Nera

CAMORRA e RICICLAGGIO - Arrestato falso pentito: accusava carabinieri del Ros e funzionari della Procura. Aveva parlato di un maxi riciclaggio di soldi dei CASALESI

L'uomo aveva accusato anche Robert Da Ponte, detto il Mardoff della Maremma FIRENZE - Scoperto un falso 'pentito' che si era insinuato nella vicenda di Robert Da Ponte, l'ameri


L'uomo aveva accusato anche Robert Da Ponte, detto il Mardoff della Maremma FIRENZE - Scoperto un falso 'pentito' che si era insinuato nella vicenda di Robert Da Ponte, l'americano soprannominato il 'Madoff della Maremma' condannato a otto anni per truffa e associazione a delinquere finalizzata all'attivita' finanziaria abusiva: il gip di Firenze ha disposto nei confronti di Massimo Amato, 37 anni, originario della Calabria, gia' detenuto a Rebibbia, un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati di calunnia e autocalunnia. L'uomo ha tentato di accreditarsi con gli inquirenti come collaboratore di giustizia per godere dei relativi benefici facendo false rivelazioni sul caso Da Ponte e accusando falsamente ufficiali del Ros, che hanno indagato sulla vicenda, e perfino un cancelliere della procura di Firenze. In particolare, e' emerso che nei mesi scorsi l'uomo ha inviato tre lettere alla procura di Firenze in cui accusava persone, il cui nome appare per vari aspetti nelle indagini su da Ponte, di far parte di un gruppo criminale legato alla mafia siciliana, che avrebbe riciclato denaro per conto del clan camorristico dei Casalesi. Lui stesso in quelle missive affermava di essere coinvolto in prima persona in qualita' di sedicente 'vice cassiere' dell'organizzazione. Inoltre, ha affermato nelle indagini e poi confermato anche nel corso di un interrogatorio il 17 giugno scorso davanti al pm Giulio Monferini, il gruppo criminale si sarebbe avvalso della complicita' di un carabiniere del Ros di Firenze, ''un maresciallo di circa 40 anni di nome Salvatore'': una figura inesistente che pero', secondo il calunniatore, avrebbe fornito al gruppo criminale i testi delle intercettazioni disposte dall'autorita' giudiziaria nell'ambito delle indagini su Robert Da Ponte, di cui lui era entrato in possesso. La circostanza era di per se' smentita dal fatto che le intercettazioni sono state disposte successivamente all'arresto di Amato, avvenuto il 7 aprile 2011. Infine, in base a verifiche degli inquirenti, i fatti riferiti dall'uomo sono risultati completamente inventati o ricavati dalla lettura di articoli di giornali, alcuni dei quali sono stati trovati dai militari del Ros nel corso di una perquisizione nella cella di Rebibbia, dove l'uomo e' detenuto.