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ESCLUSIVA CASERTA Ci siamo divertiti anche troppo, ora lo diciamo: il polo museale di NAPOLI e della REGGIA DI CASERTA è un decreto in vigore già dal 10 agosto

Per giorni e giorni ci siamo sbellicati dalle risate leggendo improbabili interventi di rivendicazionismo vintage del Vescovo Nogaro e compagnia innescati dal rinomatissimo quotid


Per giorni e giorni ci siamo sbellicati dalle risate leggendo improbabili interventi di rivendicazionismo vintage del Vescovo Nogaro e compagnia innescati dal rinomatissimo quotidiano napoletano "La Marchetta" CASERTA - Abbiamo preferito tacere in questi ultimi 20 giorni dopo aver dato in larga e comoda esclusiva la notizia della nascita del nuovo polo museale di Napoli e della Reggia di Caserta. Abbiamo taciuto per goderci lo spettacolo di arte varia con più di un connotato comodo offerto dal dibattito innescato da organi di informazione che, a partire dal noto giornale napoletano "La Marchetta" hanno dimostrato o di non capire niente di quello che è successo, oppure di non voler capire. Andare ad intervistare tre o quattro vegliardi della cultura casertana, rinfocolare nel cuore del povero vescovo emerito Raffaele Nogaro l'idea che questa cosa che assomigliava maledettamente alla vicenda della Sun,  l'università  "di scarto" di Napoli, localizzata a Caserta ma con un nome che escludeva la nostra provincia e la nostra città, è stato un atto ingeneroso di strumentalizzazione di quello che resta un totem rispetto a certe battaglie compiute in passato e in contesti decisamente diversi da quello in corso. Nogaro non era, infatti, a conoscenza delle dinamiche legislative relative alla nascita del nuovo polo museale e della sovrintendenza speciale che lo gestirà. Dunque, quei paragoni, quelle sentenze sull'ineluttabile destino di Caserta ad essere una dependance vassalla di Napoli erano frutto di premesse cognitivamente inesistenti, in cui il rinomato quotidiano La Marchetta si è esercitato, con il suo ben conosciuto estro capzioso,  per molta parte del mese di agosto con una larghissima profusione di stupidaggini. Siccome siamo diventati un po' sadici, e avevamo già programmato di sbertucciare i sedicenti attori del cosiddetto giornalismo istituzionale, abbiamo tenuto sotto controllo stretto la Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana. il 9 agosto, nella vigilia di S.Lorenzo, abbiamo registrato in tempo reale la pubblicazione del decreto-legge n° 91 contenente, tra l'altro, le disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività' culturali e del turismo. 9 agosto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 186, da sabato 10 agosto pienamente in vigore, in attese della sua definitiva conversione in legge che i due rami del Parlamento dovranno realizzare entro e non oltre il termine del 9 ottobre, cioè entro i 60 giorni canonici costituzionalmente sanciti. Ebbene in che cosa consiste il nostro sadismo? Se lo avessimo scritto subito, ovvero il 10 agosto, i sedicenti titolari del crisma del giornalismo istituzionale, avrebbero dovuto raffreddare i loro bollenti spiriti ripiegando la bandiera di un rivendicazionismo strapaesano che viene, in pratica, disarmato dal testo del decreto. Abbiamo voluto, invece, che tutti quegli articoli uscissero a decreto già in vigore perché dove c'è sfizio non c'è "perdenza" e metterli a figura di merda a noi sfizia un mondo. E' giusto, infatti, che si sappiano i nomi, i cognomi e le testate, che si sappia l'identità di chi ha alle spalle un organizzazione imprenditoriale ed editoriale di grande rilievo e, nonostante questo, non è buono neanche a sorvegliare la Gazzetta Ufficiale quando ha lavorato per 10 giorni su un argomento che doveva avere il suo normale sfogo proprio in una pubblicazione sulla gazzetta. Stesso discorso per il comune di Caserta e per l'amministrazione provinciale  i quali, ancora oggi, pensano che il decreto sia appeso in aria. Al contrario, il decreto 91 è in vigore, ripetiamo, dal 10 agosto, e ve ne anticipiamo qualche contenuto più significativo. Il tutto parte dall'introduzione all'articolo 1: "Disposizioni urgenti per accelerare la realizzazione del grande progetto Pompei e per la rigenerazione urbana, la riqualificazione ambientale e la valorizzazione delle aree interessate dall'itinerario turistico-culturale dell'area pompeiana e stabiese, nonche' per la valorizzazione di Pompei, della Reggia di Caserta, del Polo Museale di Napoli e per la promozione del percorso turistico-culturale delle residenze borboniche " All'interno di questo impianto di norme si entra nel comma 9 dove parla testualmente di una "soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale delle citta' di Napoli e della Reggia di Caserta". Notate la congiunzione. Questo comma è stato sostituito rispetto alla prima versione dove, forse, la Reggia di Caserta non veniva menzionata e veniva inglobata nel polo museale di Napoli, così come già affermavano festanti i parlamentari Taglialatela & C. Poi, grazie all'intervento della Petrenga, e ad un paio di incontri riservati avuti con il ministro Bray, che nell'occasione parlava ad una soprintendente e non ad un'incompetente della materia, quel comma è stato cambiato. Non solo polo museale di Napoli, ma anche la congiunzione "e". Sembra un dettaglio ma non lo è. Se fosse stato solo un trattino, allora avremmo potuto associare questa situazione alla famosa disputa lessicale in puro stile politichese su centrosinistra scritto in una sola parola e centr- sinistra scritto con due parole. La Reggia è, dunque. elemento principale e protagonista del polo museale, che comprende Napoli e la Reggia di Caserta. Ora con tutte le boiate che sono state scritte in queste settimana sarà un po' difficile per noi di Casertace rimettere a posto l'esposizione dei fatti e delle conseguenze di questi fatti. Un sovrintendente speciale per la Reggia di Caserta e per il polo museale di Napoli. Un direttore del museo della Reggia che si affiancherà ai direttori dei musei napoletani. Piena autonomia finanziaria del monumento casertano che utilizzerà per il proprio sviluppo, come ha promesso solennemente il ministro, tutti gli introiti derivanti dai biglietti di ingresso. Una rivoluzione copernicana rispetto ad ora quando il 90% di questi incassi prende la strada per Roma. La sovrintendenza speciale avrà una sede a Napoli, ma avrà una sede anche nella Reggia di Caserta, proprio per effetto di quella congiunzione di cui abbiamo scritto prima, di quella "e" che significa tanto. Nella Reggia continuerà a vivere e ad operare anche la sovrintendenza ordinaria, quella che opera oggi, che potrà concentrare i suoi sforzi sugli altri siti artistici e sulle attività di tutela del patrimonio architettonico e culturale. Anche la sovrintendenza, diciamo così ordinaria, non sarà avulsa dagli effetti del decreto 91. Nell'articolo 1 comma 13, infatti, il Ministero dei Beni culturali prevede, in sintesi, "Un piano strategico di sviluppo del percorso turistico-culturale integrato delle residenze borboniche, promuovendo l'integrazione, nel processo di valorizzazione, delle infrastrutture dei settori produttivi collegati." Il che vuol dire che se le istituzioni rappresentative saranno pronte ed intelligenti, se il sindaco Del Gaudio, invece di continuare a fare il solista, si ricorda che ha a disposizione un assessore alla cultura che di queste cose, come normale che sia, capisce molto più di lui, allora anche tutta la problematica relativa alla valorizzazione dei siti borbonici non di proprietà dello Stato, come è invece la Reggia, potrà essere affrontata con profitto. Pure attraverso un impegno concertato dalla sovrintendenza ordinaria che continuerà a rimanere a Caserta con competenze intatte. Ci siamo spiegati. Riteniamo di no. Allacciate i paracaduti e prepariamoci a leggere un altro po' di stronzate. Gianluigi Guarino