Cronaca Bianca

ESCLUSIVA - I colloqui in casa tra Nicola e Giovanni Cosentino, sorvegliati sempre da un maresciallo dei carabinieri

L'imprenditore non è un convivente e dunque, non può dialogare liberamente col detenuto, come, invece, possono fare moglie e figli. Ma questa rigidità, onestamente, trattandosi


L'imprenditore non è un convivente e dunque, non può dialogare liberamente col detenuto, come, invece, possono fare moglie e figli. Ma questa rigidità, onestamente, trattandosi di arresti domiciliari, non ci convince affatto SESTO CAMPANO - Chi crede, come noi, liberali e anche un bel pò libertari nella intangibilità e nella sacralità dei diritti dell'uomo, rimane sempre un pò cosi quando viene a conoscenza di notizie come questa. Per carità, nulla di violento da un punto di vista materiale e morale è stato consumato da organi dello Stato nei confronti dell'imputato in primo grado e innocente per la costituzione, Nicola Cosentino. Ma sapere che quando i fratelli, soprattutto il fratello Giovanni, lo va a trovare nella sua dimora di Sesto Campano, presente deve essere ogni volta un maresciallo dei carabinieri, beh, questo qualche amarezza ai sostenitori di un diritto che sia solo tale e che non sia punizione preventiva, rimane senz'altro. E' vero, infatti, che il regime degli arresti domiciliari consente la presenza libera e non sorvegliata dei conviventi del recluso che in pratica devono attendere alle sue necessità; è vero che un fratello non convivente non fa parte di quelli che possono parlare liberamente con il detenuto, ma un po' di respiro, un minimo di privacy per due che comunque sono fratelli e che certo non utilizzerebbero mai, anche per il rischio che sanno di correre, il colloquio per trasmettere informazioni su affari politici e affari economici, lo si potrebbe anche dare. G.G.