Cronaca Bianca

MADDALONI Tre incendi in sette giorni. La Regione sblocca i fondi per la prevenzione delle aree a rischio fiamme

Questa settimana i monti Tifatini, la zona Cava Moccia e Valle di Maddaloni sono stati colpiti da incendi. Con lo svincolo dei fondi ora sarà possibili stoppare la sistematicit


Questa settimana i monti Tifatini, la zona Cava Moccia e Valle di Maddaloni sono stati colpiti da incendi. Con lo svincolo dei fondi ora sarà possibili stoppare la sistematicità delle "lingue di fuoco" MADDALONI - I fondi per le attività di prevenzione delle aree a rischio incendio sono stati sbloccati grazie all'approvazione in Regione dei Decreti del Presidente della Giunta Regionale n. 157 del 18/07/2013 e n. 167 del 01/08/2013, decreti che hanno sancito lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi sul territorio dal 22 luglio al 30 settembre 2013 A dimostrazione del rischio incendi della zona questa settimana sono scoppiati, infatti, diversi focolai, come quello che ha colpito i monti Tifatini, lato Cava Moccia e  lato Valle di Maddaloni. Nel primo caso l’incendio è stato lasciato libero di sfogarsi data pericolosità di intervento notturno su una montagna, mentre nel secondo caso è stato possibile intervenire domandolo. Tuttavia, la sistematicità delle lingue di fuoco, sul versante Cava Moccia, ha fatto pensare ad un’opera di maestrale precisione, intenzionale quasi studiata. Con lo sblocco dei fondi sarà possibili impedire ora  la ripetizioni di altri incendi. Gli incendi boschivi rappresentano la principale causa dell'impoverimento e del degrado del patrimonio forestale Campano e sono causa di gravi squilibri all'ecosistema forestale e all'ambiente mettendo a rischio le popolazioni residenti in zone residenti in queste aree. Fondamentale per l'efficacia delle operazioni di spegnimento è il pronto intervento sui focolai di incendio, intatti appare essenziale il lavoro della Sma Campania. Dal 2001 il personale della società Sma Campania opera in Regione nel settore dell'Antincendio boschivo, sia come attività di prevenzione che di lotta attiva. Il contributo operativo della società ha concorso alla riduzione della superficie media degli incendi sia in termini di uomini che di tecnologia fornita. La Sma, inoltre, opera in tutte le attività di prevenzione e messa in sicurezza del territorio: pulizia del sottobosco, messa in efficienza dei punti idrici per una adeguata e tempestiva disponibilità di acqua per lo spegnimento. Il personale idoneo allo spegnimento attivo, invece, è pari a 271 unità. Il servizio di partecipazione alla gestione delle sale operative provinciali antincendio è trasferito a livello di Soupr con la partecipazione nell'orario diurno con permanenza in caso di incendi in atto sino a conclusione delle operazioni di una unità di personale appartenente al ruolo direttivi, ispettori e periti del Cfs a cui è affidata la responsabilità del coordinamento dei mezzi aerei nazionali e del personale appartenente al Cfs. Durante il turno notturno, invece, sarà attiva la centrale operativa 1515 regionale del Cfs che garantisce la ricezione delle segnalazioni di incendio. I Comuni diventano altresì parte operativa dovendo garantire la funzionalità delle unità a tutela delle zone boscate e dei pascoli i cui soprasuoli siano stati percorsi dal fuoco ed esiste l'obbligo per i comuni di provvedere: alla posizione di tutti i vincoli transitori previsti dalla legge, al censimento e all'istituzione e aggiornamento annuale del catasto delle aree percorse dal fuoco. Per cui ai comuni sarà chiesto di concorrere agli interventi da mettere in campo per la prevenzione per cui compito dei sindaci sarà quello di porre in essere ogni azione necessario ad assicurare il rispetto delle norme per ridurre l'incendiabilità dei campi e dei boschi mediante anche il decespugliamento e l'asportazione dei residui colturali. Antonietta Sasso