Cronaca Bianca

CASERTA I conti miliardari dei rifiuti non tornano. Il comune spende quasi un milione e mezzo di euro al mese e ne incasserà poco più del 70%

Casertace storicamente ha portato avanti la battaglio sull'uso criminale dei residui attivi utilizzato in passato per coprire i debiti che crescenvano sempre di più. Stavolta, da


Casertace storicamente ha portato avanti la battaglio sull'uso criminale dei residui attivi utilizzato in passato per coprire i debiti che crescenvano sempre di più. Stavolta, dall'assessore Spirito ci aspettiamo molto CASERTA - Il bilancio di previsioni ( si fa per dire dato che siamo già a settembre) dell'anno 2013 rappresenta, probabilmente, il primo vero banco di prova dell'amministrazione comunale di Caserta sul terreno della sua programmazione e della relazione tra questa e le necessità di una gestione rigorosa e sobria della spesa per evitare di piantare ancora una volta il seme di dissesti futuri. Nei primi due anni, l'amministrazione non aveva, in pratica, sovranità sui bilanci, dato che questi erano nelle mani del Ministero e dei suoi rigidissimi vincoli posti in funzione del dissesto in atto. Quest'anno, invece, il bilancio è veramente il primo dell'amministrazione Del Gaudio. La speranza è di non vederlo "impaccatto" di residui attivi cioè di quelle porcherie tossiche, di quelle entrate che  non entreranno mai tipo le contravvenzioni fatte 10 anni fa e che, con la complicità di una normativa scellerata hanno consentito a molti comuni, tra cui quello di Caserta, di taroccare i conti e di nascondere la polvere sotto i tappeti fino a quando questa non è diventata merda che ha sommerso tutto. Sarà difficilissimo redigere un bilancio ripulito da questi vergognosi espedienti, che hanno distrutto l'economica di questa città negli ultimi 15, 20 anni in considerazione delle attitudini dei dirigenti che ci ritroviamo e di quelli della maggior parte dei dirigenti comunali di maggioranza e anche di opposizione. Oggi, come primo tema, affrontiamo i numeri complicati e allarmanti della spesa che il comune dedica alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Poche parole, un passaggio rapido, per il momento. Facciamo i conti della serva e ci accorgiamo che questi non tornano. In questi ultimi anni, infatti, il comune di Caserta paga, o dovrebbe pagare, una bolletta per i rifiti pari a circa 1 milione e 300 mila euro al mese, asservita, naturalmente, dal milione e 50 mila euro al mese che finiscono nelle tasche di Ecocar di cui è dirigente il vicesindaco della città Enzo Ferraro. Al milione e passa vanno aggiunti circa 150 mila euro che il comune paga ad Impresud di Iavazzi per lo smaltimento della frazione umida. Fino ad oggi, a Palazzo Castropignano hanno fatto finta di non vedere le fatture, inviate dalla Gisec, società il cui capitale è interamente nell'amministrazione provinciale, per lo sversamento dei rifiuti raccolti a Caserta nei vari impianti su cui proprio la Gisec ha competenza. Ma la corda non si può tirare troppo e così il temuto atto ingiuntivo firmato proprio dalla Gisec è arrivato sulle scrivanie del comune di Caserta che, a quanto pare, ha già fatto una determina di pagamento. Non sappiamo ancora precisamente  quale sia la rata mensile che Caserta deve alla Gisec, ma il discorso del milione e 300 mila euro complessivi che mensilmente pesano sul bilancio rappresenta una cifra che si approssima moltissimo a quella reale. Quanto incassa il comune dalla Tarsu ora diventata Tares. Un grande economista casertano ha messo a punto un teorema che fa impallidire sia Keyenes sia Freedman: i casertani, con questa crisi, la prima cosa che fanno è quella di mettere il piatto sulla tavola, poi pagano la corrente perché senza corrente la casa si blocca e poi, a limite, se è rimasto qualche spiccio, si pensa alla monnezza. Formula finale: il gettito per la Tarsu-Tares o come cavolo si chiama per l'anno 2013 potrebbe ridursi creando un differenziale di almeno tre, quattrocento mila euro reali, a voler essere prudenti e a voler considerare il sostegno alle entrate che può arrivare dal recupero di somme relative ad esercizi precedenti. Un bel problema. Gianluigi Guarino