Politica

IL RETROSCENA ESCLUSIVO - AVERSA Sagliocco fa uscire una notizia sulla commissione affari generali per aprire la strada ad un'altra sui gettoni d'oro di Vargas, Capasso e Compagnia

Tra ricordi personali ed evocazioni, il racconto profondo ed approfondito sui veri motivi di un articolo pubblicato su Cronache di Caserta. Chi si sentirà toccato da questo scrit


Tra ricordi personali ed evocazioni, il racconto profondo ed approfondito sui veri motivi di un articolo pubblicato su Cronache di Caserta. Chi si sentirà toccato da questo scritto, tiri fuori gli attributi e faccia una smentita se ne ha il coraggio AVERSA - A chi l'altro giorno  ci erudiva su un articolo pubblicato domenica scorsa da Cronache di Caserta (già, non si chiama più Corriere di Caserta, e si vede) chiedendosi i motivi dell'improvviso raptus indagatorio e inquisitorio di questo giornale rispetto all'amministrazione Sagliocco-Golia-Giuliano, abbiamo risposto con una ideale pacca sulle spalle. "Ragazzo, tu devi capire ancora tante cose," -abbiamo risposto, - "questa è un'operazione telecomandata." L'articolo riguardava i compensi dei vari componenti della commissione affari generali. E la materia veniva approcciata con diverse gocce di indignazione nei confronti della politica mangiona. Il giornale aveva privilegiato questo servizio, dandogli grande visibilità anche in prima pagina, nel cosiddetto taglio. Dovete sapere che il sottoscritto capì che doveva levare le tende dal Corriere in una domenica di maggio del 2006, la domenica in cui la Juve festeggiò l'ultimo dei due scudetti che poi le sarebbero stati tolti. Quel giorno mi accorsi di una cosa incredibile  che ritenevo non potesse mai succedere almeno nella espressione rozza e plateale con cui si manifestò nel giornale che dirigevo. Un articolo firmato da uno che ritenevo tra i più fedeli collaboratori, che avevo fatto assumere nel giornale proprio mentre l'editore aveva altri impegni che lo tenevano lontano dalla redazione, circostanza che mi permise di porre fine all'agonia dell'abusivato da parte di persone che avevano letteralmente "buttato il sangue" per anni e che poi, naturalmente, mi hanno voltato le spalle nel momento della difficoltà, ma questo era prevedibile perché è giusto pensare al proprio sostentamento prima di ogni altra cosa. Tornando all' articolo e cercando di limitare queste digressioni che però sono ancora latenti nella mia anima di scemo idealista, il suo contenuto in tutta evidenza non era farina del sacco del redattore che lo aveva firmato.  Un pistolotto contenete accuse dirette ad una certa parte politica della città di Aversa. Chiamai l'editore, che intanto era rientrato in redazione a fare il direttore di fatto, con me vice, ma (ir)responsabile a beccare le querele,  e gli parlai di questa cosa. Non mi licenziò al telefono ma poco ci mancò. Conscendo il soggetto che già stava piantando attorno a me un gran numero di mine, capii che la mia avventura in quel giornale passato dalle 4 mila copie vendute in abbinamento a La Stampa, al momento della nomina del sottoscritto, alle 8 mila e passa copie di media del 2006 senza l'ausilio de La Stampa, era terminata. La pagina di Aversa era stata appaltata. Il redattore che avevo avuto il piacere di togliere dalla miseria già parlava direttamente con il direttore, editore, proprietario, dominus del giornale. Dunque, quell'articolo che chiaramente veniva fuori da un'imbeccata di Nicola Golia era stato concordato. Nicola Golia voleva magnificare Pasquale Giuliano. Giudice della Repubblica italiana in aspettativa per impegni parlamentari, questi rappresentava, comprensibilmente da un punto di vista umano, una speranza seppur confusa, non delineata per l'editore dominus in vista del processo risoltosi, però, nonostante le speranze, con la sua ingiusta (e questo va detto per equità e per vero senso di giustizia) condanna a 9 anni di reclusione in primo grado. Da allora ad oggi (ricordiamo che il dominus sarà presto in Corte d'appello) gli articoli di Aversa, almeno quelli più importanti sono usciti sempre con l'imprimatur di Nicola Golia. Di questo era convinto anche Giuseppe Sagliocco il quale nel periodo in cui faceva opposizoone a Ciaramella,  a Golia e  a Giuliano, prendeva batoste tutti i giorni da quel giornale. E se ne lamentava con il sottoscritto. Io gli dicevo: "Guarda, Peppino, lì comandano in tre: Paolo Romano per la linea politico-editoriale generale e, per Aversa, Nicola Golia e dietro le quinte Pasquale Giuliano." Sagliocco era furioso con Cronache di Caserta in quei tempi. E non vi dico che cosa diceva di Giuliano, ma soprattutto di Golia nei suoi sfoghi. Oggi, invece, arrabbiato non lo è più dato che Nicola Golia e Pasquale Giuliano sono diventati suoi grandi amici e alleati. Non solo, ma a Napoli ha anche consolidato il rapporto con Paolo Romano. Tutto quello che occorreva per un ribaltamento totale della posizione del giornale nei suoi confronti. Ribaltamento totale significa che Sagliocco, uomo intelligente e sottile, che sa maneggiare e utilizzare e strumentalizzare la stampa, oggi fa programmi a media scadenza. Nel senso che utilizza il giornale di riferimento dei suoi amici anche per buone cause come questa relativa all'articolo sulla commissione affari generale. Peppino, Peppino, che non è la canzone di Venditti, ma un mio motteggio, di uno che su queste cose, ormai, la sa lunga. Quell'articolo è l'apripista di un altro articolo che tu non hai fatto uscire e che vorresti fare uscire e che dopo quest'articolo probabilmente non uscirà dato che la notizia sarà bruciata. Però siccome questa è una buona causa, ti faccio passare l'ennesimo utilizzo da parte tua di un principio, diventato un adagio, cioè che il fine giustifica i mezzi. Siccome il fine è buono adesso lo decliniamo. Facendo uscire quella notizia sul giornale dei tuoi vecchi nemici, ora tuoi amici,  l'intenzione tua era quella di far passare come inchiesta giornalistica, che non guarda in faccia a nessuno, quello che è, invece, un giustissimo siluro da lanciare all'indirizzo di un'altra commissione, quella al bilancio che, a quanto pare si riunisce quattro, cinque volte a settimana e i cui componenti incassano gettoni da nababbi. Uscendo quell'articolo successivamente all'altro, nessuno avrebbe potuto dire che si trattava di un'operazione mirata su quella specifica commissione, sul suo presidente, manco a dirlo Vargas dell'Udc, ma anche su altri componenti, tra cui c'è pure Rosario Capasso che, va detto, è un tuo fedelissimo e quindi ti fa onore nel momento in cui metti anche lui nel tritacarne. A questo punto, caro Peppino, dato che ti trovi, mandacele a noi le determine di liquidazione dei gettoni per la commissione bilancio. Fa lo stesso, anzi è molto meglio, perché qui tu non hai sconti come ti stai accorgendo in questi giorni e dunque  se una volta ti diamo ragione, vuol dire che hai ragione, mentre nell'altro giornale è riconosciuto che in questo momento storico hai ragione a prescindere, dato che quello è  terreno di dominio di Romano, Golia e Giuliano. In  poche parole la notizia lì si depotenzia. Ma tu, Peppino, ultimamente su queste cose ragioni poco. La stanchezza per il lavoro durissimo di sindaco che fai ti sta, evidentemente, offuscando non solo i riflessi, ma anche i grandi ingegni che il sottoscritto ti ha sempre riconosciuto. Gianluigi Guarino