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ESCLUSIVA - Ora gli allenatori della Casertana li decide il sindaco Del Gaudio. Pasquale Corvino pronto a lasciare: "Da sponsor confermerò il mio impegno economico per Lombardi e per i tifosi"

Serata tesa quella della presentazione della squadra in piazza Mercato. L'imprenditore che ha sottoscritto il 25% delle quote ha parlato prima dal palco e poi ha avuto un durissim


Serata tesa quella della presentazione della squadra in piazza Mercato. L'imprenditore che ha sottoscritto il 25% delle quote ha parlato prima dal palco e poi ha avuto un durissimo faccia a faccia con Pannone e Caso. Il primo cittadino ha indicato il nome di un certo Massimo Rossi alla guida della squadra juniores CASERTA - Amarezza. Questo traspare dall'umore di Pasquale Corvino, imprenditore, prima che politico, subito dopo aver pronunciato un discorso pacato e galvanizzante ai tifosi della Casertana, riuniti, ieri sera, martedì, in piazza Mercato per la presentazione ufficiale della squadra. Con il presidente Lombardi, in vacanza a Capri, è stato proprio Corvino a rappresentare la società, o meglio la proprietà della società. Eppure non sembrava che l'imprenditore casertano fosse l'uomo che ha consentito, sottoscrivendo il 25% delle quote della nuova società, il ripescaggio e l'iscrizione al campionato di seconda divisione e dunque il ritorno di Caserta nel calcio professionistico. Corvino avrebbe voluto cantarne 4 dal palco a diverse persone. Poi ci ha ripensato "Per rispetto del presidente Lombardi - dichiara Corvino - che è un galantuomo e per rispetto ai nostri grandi tifosi che rappresentano la vera risorsa, il propellente atomico che può portare sempre più in alto i colori rosso blù". Corvino amareggiato ed amaro nelle sue dichiarazioni, dunque, per una serie di fatti accaduti in questi giorni che lo hanno colpito e che arrivano a fargli dichiarare a Casertace che il suo impegno economico resta, "ma come semplice sponsor, io da questa società voglio uscire perchè non è tollerabile il modo in cui è gestita operativamente e non è tollerabile l'ingerenza politica che si è mostrata in questi giorni con grande evidenza". Già, l'ingerenza politica. Ma Corvino, non è anche lui un politico? "Sì, è vero, ma non ho mai sfruttato per la politica i miei impegni economici per lo sport a Caserta. Non ho mai voluto, oppure sono durate pochissimo, cariche e altri onori. Ho dato per amore del popolo della mia città, ma sono stato sempre defilato, mai in prima fila, magari quando poteva essere vantaggioso stare in prima fila". Chiarita e declinata bene la sua affermazione sulle ingerenze della politica: il sindaco Del Gaudio ha indicato, anzi caldeggiato il nome di un allenatore, un certo Massimo Rossi, che non è il Massimo Rossi esponente della destra casertana e presidente del Circolo Tennis. Si tratta di un giovanotto, pare di 25, 26 anni che a pallone non ha giocato mai, e che grazie a questo input del sindaco è stato messo a capo, cioè è diventato allenatore della squadra juniores, scavalcando gente come Di Gaetano, reduce dalla bellissima vittoria nel campionato dell'anno scorso quando ha portato una squadra minore della città alla categoria superiore. "Non è una questione di nomi - dichiara Corvino - ma di metodo, la società deve essere autonoma. Chi ha tirato fuori i soldi è giusto che si assuma tutte le responsabilità e scelga. Dunque, la costruzione del settore tecnico tocca al presidente che pronuncia l'ultima parola dopo essersi confrontato con gli altri soci. Solo successivamente, in base a queste indicazioni intervengono gli altri quadri non proprietari della società che comunque devono rimanere collegati in ogni momento al presidente attraverso l'amministratore delegato". E  qui casca l'asino. Ieri sera, Pasquale Corvino che con il suo intervento pacato ha voluto rispettare i tifosi e non rovinare loro la festa, quello che aveva da dire lo ha pronunciato forte e chiaro in faccia al direttore generale Pannone e al signor Caso, responsabile di tutto il settore giovanile della Casertana, che, la nostra memoria di cultori della materia ci aveva associato al famoso Mimmo Caso, ala tattica (al tempo si chiamava così ed era una variabile lessicale dell'ala tornante) dell'Inter, della Fiorentina, del Napoli, che riuscì anche a collezionare una presenza in Nazionale. L'avevamo confuso, dato che quel Mimmo Caso, lavora proprio nei settori giovanili, soprattutto delle squadre del centro Italia. Invece, è il Caso di dire, si tratta di un altro... Caso. "Non ho problemi a confrontarmi - chiarisce Corvino - io certe cose le dico in faccia, a differenza di altri che parlano a vuoto e soprattutto parlano alle spalle". Per il momento la situazione resta congelata. Prima di assumere la decisione di una eventuale uscita dalla società, Corvino aspetterà il ritorno da Capri del presidente Lombardi con cui ha parlato cordialmente, ieri, al telefono. Deve essere proprio Lombardi a dettare regole precise e ad evitare ingerenze improprie, come quella fatta dal sindaco sulla questione dell'allenatore del settore giovanile. Questione di stile, ma anche di sostanza. Gianluigi Guarino