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CASERTANA Calma presidente, fare il mangia allenatori non serve a nulla. E le spieghiamo il perchè

CASERTA - Si deve auspicare per il bene della Casertana e per una intelligente gestione di una stagione in cui nessuno dovrà alzare i toni, esacerbare le tensioni o drammatizzare


CASERTA - Si deve auspicare per il bene della Casertana e per una intelligente gestione di una stagione in cui nessuno dovrà alzare i toni, esacerbare le tensioni o drammatizzare davanti ad una o due sconfitte, anche se queste dicessero arrivare consecutivamente. La riforma dei campionati, infatti, apre prospettive edificanti anche per chi arriverà al centro classifica. Quindi, calma e gesso. Se la sfuriata del presidente Lombardi subito dopo la sconfitta rimediata in Umbria contro una squadra di serie D, zeppa di 95', ha voluto essere un espediente psicologico per far capre a tutti, allenatore e squadra a Caserta ci sono grandi attese per questa stagione, allora ok, si è tratta di intervento positivo. Se al contrario Lombardi, che è persona intelligente, è stata colpita da quel morbo che trascina su una china demenziale molti presidenti mangia allenatori, allora questa è una brutta cosa per la casertana. Se Capuano che non è un bambino, ma un allenatore di lungo corso si sentirà infatti, sotto pressione prima di ogni partita, con il timore di essere esonerato anche se perde un'amichevole, allora quest'atteggiamento di Lombardi danneggerà le prospettive della Casertana. Siccome ci troviamo di fronte ad una squadra totalmente rinnovata e siccome Capuano non è un allenatore che improvvisa o che lascia all'individualità la speranza di ottenere successi in un campionato, occorrerà avere un po' di pazienza. Certo, l'esperienza di Capuano è di molti giocatori acquistati dalla Casertana dovrà servire a non pagare un dazio troppo alto nella fase di costruzione di un gioco corale e nella messa a punta del modulo di gioco. Il calcio moderno non è più come quello di 30, 20, e neanche come quello di 10 anni fa. Se un allenatore riesce  a dare un'identità di gioco ad una squadra e questa squadra segue e crede in quello che l'allenatore fa, si è a metà dell'opera. Queste cose Lombardi ha il diritto-dovere di monitorarle, ma evitando di scadere in sparate da strapaese che danno un impronta iper provinciale alla Casertana che invece dovrebbe aspirare a diventare una società organizzata dove più delle parole contano i fatti e i nervi saldi con cui realizzarli. Gianluigi Gaurino