Cronaca Nera

IL COMMENTO Ritorniamo a parlare di carcere: ecco la nuova legge

L'analisi della norma "svuota carcere" realizzata per Casertace dall''avvocato penalista Raffaele Gaetano Crisileo Il Senato della Repubblica, l’8 agosto, ha approvato, in via d


L'analisi della norma "svuota carcere" realizzata per Casertace dall''avvocato penalista Raffaele Gaetano Crisileo

Il Senato della Repubblica, l’8 agosto, ha approvato, in via definitiva, la legge cd. svuota-carcere. Sinteticamente vediamo i   punti salienti  :

La carcerazione preventiva potrà essere applicata soltanto per i reati per i quali è prevista la pena della reclusione, nel massimo, a cinque anni. Ne costituisce deroga il  finanziamento illecito dei partiti, mentre per lo stalking la pena, nel massimo edittale,  è stata aumentata da quattro a cinque anni di reclusione.

Quando, poi, la pena residua da espiare non supera i tre anni ( e quattro anni per le donne incinte o per i malati affetti da gravi patologie) ed i sei anni per reati legati alla tossicodipendenza, la pena viene sospesa e si applica, se possibile, la libertà anticipata.

In altre parole le detrazioni di pena (45 giorni per ogni semestre) verranno conteggiate in anticipo, al fine di limitare l’ingresso di nuovi detenuti  in carcere.

Questa misura, però, non si applica a chi già si trova recluso ed ai condannati per delitti gravi e per alcuni reati specifici.

Le persone giudicate in via definitiva, con l’applicazione della recidiva, possono ottenere, una volta sola, l’affidamento in prova al servizio sociale o  la detenzione domiciliare o la semilibertà.

La nuova legge indica anche i criteri richiesti per la concessione del beneficio; parametri  che il Magistrato di Sorveglianza dovrà valutare nel concreto, caso per caso, per vedere se : A) il condannato possa darsi alla fuga; B) il condannato possa commettere altri reati; C) il domicilio - scelto per la espiazione della pena -  sia idoneo ed effettivo anche e soprattutto in funzione delle esigenze di tutela della persona offesa ( è tassativamente previsto che al Magistrato di Sorveglianza venga fornito un verbale di accertamento della idoneità del domicilio in questione).

In definitiva riteniamo che la tematica delle carceri -  questione indubbiamente delicata e complessa -  non può essere risolta soltanto con questa legge, che è  una mera risposta tampone al problema e che, secondo le stime, farà uscire dalla  prigione meno di tremila detenuti.

Alla nuova legge, che sta per entrare in vigore, invece,  occorre dare seguito con altri interventi urgenti in quanto le nostre galere stanno scoppiando perché ospitano complessivamente più di  65.000 detenuti;  praticamente 20.000 persone in più rispetto alla capienza effettiva; di questi detenuti  quasi 25 mila  sono addirittura  ancora in attesa di giudizio.

Ed allora cosa si attende ancora per un intervento radicale  ?!

Nei giorni scorsi ci è capitato di leggere una dichiarazione del Ministro della Giustizia Cancellieri la quale ribadiva – se ne abbiamo ben compreso il pensiero – che l’amnistia sarebbe una necessità da adottare in considerazione che l’ultimo provvedimento di clemenza ha portato alla liberazione di circa quindicimila/ ventimila posti e che, solo con un intervento ddi questo tipo,  si potrebbero compiere azioni strutturali.

Un’opinione del genere non solo ci trova pienamente concordi, ma è auspicabile che un’amnistia ed un indulto vengano adottati in tempi davvero rapidi  perché da un lato  si otterrebbe la liberazione di persone non pericolose e dall’altro lato verrebbe alleggerito il sistema penitenziario che è così pericolosamente ingolfato. avv. Raffaele Gaetano Crisileo