Cronaca Bianca

MADDALONI - Il presidio ospedaliero a rischio chiusura, la proposta di Vinciguerra

Per il rappresentante di Maddaloni nel Cuore "occorre prendere in considerazione l’ipotesi di rilasciare all’interno della struttura dei Cappuccini tutti quei reparti non prese


Per il rappresentante di Maddaloni nel Cuore "occorre prendere in considerazione l’ipotesi di rilasciare all’interno della struttura dei Cappuccini tutti quei reparti non presenti all’interno della Clinica di San Michele" MADDALONI - La questione del presidio ospedaliero è al centro del primo consiglio comunale ufficiale. Ad intervenire sulla vicenda il consigliere Vincenzo Vinciguerra di Maddaloni nel Cuore: “È inutile girarci intorno a quella che è la posizione assunta dalla Regione che è intenzionata a chiudere il presidio, come è noto. Ma credo che sia fondamentale per l’intera città prendere in considerazione l’ipotesi di rilasciare all’interno della struttura dei Cappuccini tutti quei reparti non presenti all’interno della Clinica di San Michele, quali, ad esempio: otorinolaringoiatra, dermatologia, rianimazione. Ciò ad un solo scopo assicurare ai cittadini non solo di Maddaloni ma anche a quelli di tutta la valle di Suessola un’assistenza completa.” La decisione in merito alla struttura ospedaliera maddalonese prevederebbe il solo pronto soccorso, ovvero parcheggio dell’ autoambulanza con pochi posti letto per poi “smistare” le varie emergenze ai presidi ospedalieri limitrofi, Caserta e/o Marcianise. La proposta del consigliere Vinciguerra intende affrontare un altro punto essenziale: l’abbandono dell’intera struttura, data la chiusura dei vari reparti con il solo utilizzo del pronto soccorso. Un’integrazione tra le due strutture, ovvero quelle che per anni sono state due eccellenze sanitarie (Clinica di San Michele e Nosocomio dei Cappuccini) essendo motivo di vanto per la città, non potrebbe altro che giovare, evitando l’abbandono della struttura ospedaliera, salvaguardando l’occupazione e continuando ad assicurare assistenza sanitaria. La decisione di chiudere l’ospedale civile è forse collegata alla riorganizzazione dei posti letto previsti in vista della costruzione del policlinico universitario, sarebbero circa 500 i posti letto. Ovviamente si sa che l’apertura del Noto Policlinico non è prossima né a quanto sembrerebbe databile, per cui i 500 posti letto resterebbero “in stand By”. L’augurio è che una proposta del genere venga considerata poiché più ragionevole e concreta in base a quella utopistica relativa al policlinico. Antonietta Sasso