Politica

LA DOMENICA DI CCE - GRAZZANISE "Addio sogni di gloria" per i soliti maschi della politica. Il destino delle elezioni? Nelle mani delle donne. Come al solito aspetteremo "aroppe a Maronne"

In molti aspirano alla fascia tricolore. Probabilmente i cartelli elettorali che hanno caratterizzato la tornata del 2010 scompariranno. Gravante con o senza l'appoggio di Parente


In molti aspirano alla fascia tricolore. Probabilmente i cartelli elettorali che hanno caratterizzato la tornata del 2010 scompariranno. Gravante con o senza l'appoggio di Parente correrà da capolista. L'incognita Petrella: stavolta andrà fino in fondo?   GRAZZANISE – Parlare di politica, ad agosto, nei mazzoni, significa, inevitabilmente, scontrarsi con quella che è una curiosa usanza organizzativa tutta grazzanisana: ci riferiamo all'ossessivo rimando delle questioni urgenti al “roppe a Maronne”.  Spieghiamo bene: il mazzonaro, in sostanza, da autentico "tremendista", ama rinviare le decisioni importanti dopo l’8 settembre, data in cui si svolge la sentita processione della Madonna di Montevergine. Nonostante i tre ingombranti scioglimenti per camorra alle spalle, potrebbero esserne 2 qualora il Tar di Napoli accogliesse il ricorso presentato da Gravante e dagli altri 3 assessori dell’ex  giunta Parente, Grazzanise ancora non ha capito che occorre cambiare marcia, che bisogna dare segni visibili di trasformazione La storia politica dice, con schiettezza, che nei mazzoni, in 20 anni, qualcosa non ha funzionato a dovere, e non è storia fatta di chiacchiere, ma storia piena di occasioni perse, di assenze infrastrutturali, di poca e scarsa lungimiranza commerciale ed industriale. Sinceramente, in un ventennio, qualche marciapiede messo a posto, la costruzione della casa comunale, la tensostruttura (chiusa), la copertura del campo sportivo Massaro (chiuso) e un parco giochi abbandonato, noi proprio non riusciamo a considerarle grandi  e risolutive opere tese allo sviluppo culturale ed economico del territorio. Lo scenario politico è in tilt. Conte, al momento, funge da collante tra Marcello Vaio, Peppe Raimondo, Raffaele Pezzera e Paolo Parente. In molti sostengono, però, che la barca neorizzontina, a breve, andrà a frantumarsi, anche perché in questa barca,  3 marinai su 5, conservano, probabilmente, ancora oggi, sogni di gloria, sogni da fascia tricolore. Abbiamo detto 3 e non 4 perché il quarto mira ad altri mari, mira, diciamo, ad enti sovracomunali. Che Nuovi Orizzonti sia una creatura eterogenea, difficile da gestire, è risaputo, come è risaputo che la sua composizione è sorta prevalentemente in funzione anti- Svolta.  Dovrà, adesso, essere bravo Federico Conte a trovare alla civica un altro scopo. Per sopravvivere il giovane ingegnere deve  divincolarsi dalle esigenze dei suoi sodali  provando, nonostante le mille trame e i troppi venti contrari, a tener dritto il timone. Se proprio la barca dovrà affondare che affondi per insubordinazione e non per assenza di un comandante. Altro fattore da considerare: Vaio è rientrato, ma  sicuro che vorrà rimisurarsi da consigliere? Quando il ventriano di ferro ha manifestato l’ipotesi di un ritiro, Nuovi Orizzonti stava letteralmente franando. Ora, pensate se questa volta decidesse di ritrarre per davvero il suo appoggio alla compagine:  di questo cartello elettorale, garantiamo, ne resterebbero solo le ceneri. L’area Parente, invece, è temporaneamente scomparsa dalla scene. Vito Gravante, però, traghettato  in zona cesarini, nel 2010, ingolosito dalla promessa della candidatura a sindaco per il 2015, che sarebbe dovuta essere sostenuta da Parente padre, è intenzionato a presentarsi come capolista alle prossime elezioni con o senza l’appoggio del suo ex leader. Anzi, questa volta , condizione ancor più ghiotta per il dottore, Gravante potrà trovarsi persino nella condizione di scegliere se accettare o meno il sostegno del gruppo Parente.   Sia chiaro: nel caso di tandem Gravante-Parente tale alleanza vedrà precludersi unioni con  quei potentati che da 13 anni si candidano, puntualmente, contro La Svolta, salvo improvvisi e mai prevedibili salti della quaglia. Fronte D’Elena. Difficile che il geometra non presenti ancora una volta la sua Campi Stellati. Dopo le delusioni del 2005 e del 2010 sarà interessante vedere quale strategia adotterà  in questo giro per riuscire a strappare finalmente uno scranno in consiglio comunale. Resta Senso Civico. L’accusa che viene rivolta al gruppo di Enrico Petrella dagli addetti ai lavori è il suo presunto spacciarsi per nuovo quando rappresenterebbe invece il vecchio. Questa è la seconda volta che Enrico Petrella fa politica: l’ha fatta una volta nel periodo commissariale che ha preceduto l’ascesa di Enrico Parente, scegliendo, per accordi non raggiunti, di non andare fino in fondo con il comitato Sos, e la sta facendo adesso durante un altro commissariamento, con la promessa alla prossima tornata di candidare Senso Civico sul serio Sinceramente, parlare di vecchio e nuovo, in questo contesto, è fuori luogo dato che chi si gioca la partita ha minimo due consiliature di fatto alle spalle. Petrella, invece, non ne ha nemmeno una. Precisiamo, non è immacolato, qualche sbaglio l'ha commesso, per esempio, finora, ha fatto politica solo nelle fasi commissariali, quando avrebbe dovuto farsi le ossa confrontandosi con un'amministrazione. Altro errorino: ha sostenuto, diciamo per ripicca, compagini che adesso vuole combattere. Questione partiti. Parlare di Pdl è problematico dato che la creatura di Berlusconi, in fase di smantellamento nazionale, abbraccia in paese neorizzontini e svoltisti in una morsa pericolosa, scottante da gestire. Il Pd è in attesa di chiarimenti da parte della commissione regionale sul destino del segretario “congelato” Pasquale Raimondo. La parte avversa a Raimondo, invece, praticamente è scomparsa dalla circolazione. Fli non pervenuto. Anche Enrico Caianiello ha tirato i remi in barca preferendo guardare dalla finestra. Grazzanise è un paese di politicanti maschi. Le donne che si sono messe in gioco sono state poche, anzi, pochissime. Questa volta però buona parte delle prossime amministrative si giocherà proprio col gentil sesso. L’obbligatorietà delle 3 femmine in lista e la doppia preferenza andrà a sparigliare le strategie delle civiche. La sorpresa potrebbe sbucare dall’area Parente: forse sarà proprio una donna a rappresentare, da capolista o da gregaria,questo ancora non si sa, la forza elettorale che ha guidato il paese per 12 anni. Abbiamo detto 20 anni e 3 scioglimenti. Abbiamo detto che di donne non ce ne sono ma che forzatamente ce ne dovranno essere, e con tutto il cuore speriamo che si sbrighino ad arrivare in politica dato che il destino della prossima tornata è nelle loro mani. I cognomi che nell’ultimo quarto di secolo hanno deciso le sorti di Grazzanise sono stati sempre gli stessi. Parente, Vaio, Gravante, Raimondo. Un ping-pong noioso. Si possono amare, si possono politicamente non apprezzare, ma sono sempre, prevedibilmente, gli stessi. Perché? Magia? Forza soprannaturale? No, semplicemente  alternative credibili non ci sono mai state: Petrella, al di là delle sue esperienze pregresse, piaccia o no, è l’unica semi-novità. Se 'sta volta andrà fino in fondo, conosceremo la sua vera natura politica. Ad ogni modo, teniamo a ripeterlo, il ruolo decisionale dei classici, già visti e stravisti leader locali maschi, diminuirà sostanzialmente. Cancello ed Arnone docet. Vincerà chi coinvolgerà gentil sesso di quantità e di qualità Giuseppe Tallino