Cronaca Bianca

Il Banco di Napoli blocca 550 milioni di euro per Asl e Aziende ospedaliere. La rabbia di Caldoro

La decisione a seguito della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la legge sull'impignorabilità dei beni delle stesse Asl e delle stesse aziende ospe


La decisione a seguito della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la legge sull'impignorabilità dei beni delle stesse Asl e delle stesse aziende ospedaliere NAPOLI - ''Le banche hanno attuato azioni di protezione del loro sistema, oltre i limiti secondo me''. Lo ha detto il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, in merito alla decisione del Banco di Napoli, tesoriere dell'ente, di bloccare 550 milioni ad Asl e aziende ospedaliere in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la legge sull'impignorabilita' dei beni di Asl e aziende ospedaliere. ''Le Asl faranno azioni di rivalsa - ha affermato - .Ora e' tutto bloccato: stipendi, erogazione dei servizi. E le Asl stanno ricorrendo alle anticipazioni di cassa, che hanno dei costi''. ''I tesorieri hanno bloccato cio' che non dovrebbe essere mai bloccato - ha aggiunto - e anche questo deve essere un elemento di chiarimento''. ''Non si puo' bloccare tutto come invece e' stato fatto - ha concluso - Il sistema e' in totale cortocircuito''. Sarebbero bastati sei mesi per rimettere tutto in ordine: ''La legge dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale ci avrebbe permesso di chiudere un ciclo, non ce l'hanno concesso''. Da Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania, arriva una considerazione che egli stesso definisce di ''amarezza'' sulla sentenza della Suprema corte in merito alla legge sull'impignorabilita' dei beni delle Asl e della Aziende ospedaliere, dichiarata illegittima. ''Avessero aspettato sei mesi - ha affermato - ,come era auspicabile e anche prevedibile, noi avremmo chiuso un ciclo''. ''Quando ti arriva un organo costituzionale che ragiona fuori dal contesto e' complicato vivere - ha sottolineato - perche' in questo modo si creano danni''. ''L'incostituzionalita' non e' che produce piu' diritti per i cittadini - ha aggiunto - cosi' li contrai, perche' questa confusione fa vincere i furbi, l'effetto della sentenza della Corte e' il contrario della sua finalita', e' totalmente distorsivo''. Caldoro parla di ''sentenza inaspettata e per molti aspetti inopportuna, non nel merito perche' il giudizio e' per una norma incostituzionale''. Ma - e' il ragionamento - ''si sapeva che quella era una legge fatta per regolarizzare una situazione ormai fuori controllo per tanti motivi e c'era un'originalita' tutta campana con aspetti degenerativi, spazi molto opachi di gestione del contenzioso e della lite''. ''A trarre benefici non erano quelli che avevano erogato il servizio - ha aggiunto - ma tutto il sistema collaterale e finanziario che ha generato gran parte della confusione''. La legge bocciata dalla Consulta ''avrebbe dovuto portare al completamento del piano dei pagamenti che noi avremmo completato in sei mesi''. ''Noi eravamo riusciti a fare una diga sullo tsunami e quindi l'onda non si abbatteva perche' c'era la diga e senza la sentenza l'onda sarebbe rientrata - ha proseguito - Abbiamo chiuso oltre il 65% e oggi quel restante 35% ti torna tutto addosso''. Il presidente della Giunta regionale ha spiegato che quella sentenza ''ha creato una situazione assolutamente ingestibile che ha prodotto il blocco di cassa perche' le banche hanno attuato un'azione protettiva, bloccando tutto''.