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MARCIANISE Ricorso al Tar contro l'elezione di De Angelis: Amoroso si costituisce col sindaco

COMUNICATO STAMPA - Il consigliere Paride Amoroso: "Si cerca di sovvertire con la carta bollata, quello che, in maniera inequivocabile, hanno decretato gli elettori" MARCIANISE


COMUNICATO STAMPA - Il consigliere Paride Amoroso: "Si cerca di sovvertire con la carta bollata, quello che, in maniera inequivocabile, hanno decretato gli elettori" MARCIANISE - Si costituirà in maniera autonoma, assieme ai presentatori della sua lista, il consigliere comunale Paride Amoroso contro il ricorso firmato da Carlo Croce, Pietro Cirillo, Luciano Galileo, Emilio Rogato, Enrico Gionti, Dario Abundo, Pietro De Martino ed Antimo Zarrillo che mira ad invalidare l’elezione di Antonio De Angelis come sindaco di Marcianise. Il ricorso fa leva su una sentenza della cassazione che vieta ai consiglieri provinciali di convalidare le firme che accompagnano le liste, in quanto questa operazione dovrebbe essere svolta dai consiglieri comunali. Amoroso si oppone a tale ricorso adducendo due motivazioni, una di ordine giuridico e una di ordine politico. «Giuridicamente, siamo di fronte ad una vicenda molto controversa, dal momento che, in merito all’oggetto del ricorso, ci sono tanti pareri altrettanto autorevoli che lo renderebbero, addirittura impresentabile – ha spiegato Amoroso – se tale principio dovesse essere vero, vorrebbe dire, che sono in discussione buona parte delle amministrazioni d’Italia. Se, comunque, dovesse essere accolto il ricorso noi ci rivarremo sulla prefettura, visto che noi non avevamo un consiglio comunale, ma un commissario ». Per Amoroso, però, quella che pesa di più è la motivazione politica. «Si cerca di sovvertire con la carta bollata, quello che, in maniera inequivocabile, hanno decretato gli elettori, cioè la fine dell’era di Zinzi e di Squeglia – ha sottolineato Amoroso – Marcianise non si sente più rappresentata da loro e li ha bocciati in maniera netta. Cercare di cancellare questo dato attraverso un cavillo è molto grave, significa non aver rispetto dell’elettorato».