Cronaca Bianca

L'ESCLUSIVA DI UNO SCHIFO divenuto un pozzo senza fondo - Guardate sotto ai reparti di psichiatria e di anatomia patologica che discarica si è formata

Non crediamo che in Italia, ma anche in 4/5 del Mondo si possa verificare un fatto del genere. Ma cosa fa il direttore sanitario, primo responsabile dell'igiene nel nosocomio?


Non crediamo che in Italia, ma anche in 4/5 del Mondo si possa verificare un fatto del genere. Ma cosa fa il direttore sanitario, primo responsabile dell'igiene nel nosocomio? CASERTA - Ogni giorno, sapendo che Casertace è l'unico autentico luogo di libertà, di informazione indipendente, ci arrivano diverse segnalazioni, a volte decine. L'altro ieri ce ne è arrivata una incredibile: si segnalava una vera e propria discarica a cielo aperto nel bel mezzo della cittadella ospedaliera S. Anna e San Sebastiano di Caserta. "Non è possibile, a questo non ci sono arrivati. Si tratterà di qualche scatola o di un paio di sacchetti, magari dimenticati da chi è deputato a raccogliere". Questo abbiamo pensato. Ma siccome siamo abituati a non lasciare nulla di intentato, ci siamo recati noi sul posto segnalato e siamo rimasti secchi dalla sorpresa. Sì, dalla sorpresa, perchè nell'ospedale di Caserta abbiamo visto e raccontato di tutto, assunzioni a go go per chiamata diretta, barboni nei corridoi, gente che schiatta in sale di terapia intensiva vergognosamente promiscue, ma trovare una discarica dentro l'ospedale non ce lo aspettavamo proprio. Hanno perso anche il senso minimo del decoro. Sarebbe opportuno conoscere come trascorrano la loro giornata i tre dell'Apocalisse, il direttore generale, il direttore amministrativo, ma soprattutto il direttore sanitario Paternosto, primo responsabile dell'igiene all'interno dell'ospedale di Caserta. Guardate queste due foto. Un ricettacolo in cui c'è di tutto: dai condizionatori dismessi ai letti divelti, televisori e anche rifiuti meno secchi. Non siamo riusciti ad immortalare, nelle due foto qualche topino che pure ci hanno segnalato ogni tanto fa capolino. Ci troviamo nella zona del padiglione H. In alto c'è il reparto di neuropsichiatria, anzi per essere più precisi il Spdc, che sta per Servizio psichiatrico di diagnosi e cura. Poveri malati di mente: quando si affacciano vedono questo sperpetuo e qualcuno dentro di sé dice: mah, forse è meglio essere matti. Ai piani inferiori, sempre prospicienti a questo schifo, si trovano le finestre del reparto di anatomia patologica, dove il più delle volte si analizzano carcinomi e tumori vari, che giustamente possono essere curati con gli effluvi della monnezza. Più avanti, c'è la sala mortuaria, con la zona che ospita la tac e la risonanza magnetica, quest'ultima ferma da un anno. I morti non possono vedere e non possono odorare, ma proprio perchè c'è la sala mortuaria questa discarica diventa il simbolo di una vergogna ancor maggiore, di un atto di insensibilità nei confronti del dolore altrui, della pietà cristiana o non cristiana; il simbolo di una classe dirigente ripiegata solo su sé stessa, intenta a pensare h24 a come fare quattrini e ancora più quattrini. Una vera vergogna, con un fortissimo carico di emblematicità, di incommensurabile portata. Gianluigi Guarino