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I referendum a MONDRAGONE, dopo il ribaltone, Cennami ha "cloroformizzato" il circolo balneare del Pdl: Piazza invidia la ressa casertana della Cicia

In calce all'articolo la nota stampa del consigliere del Pdl che attacca la gestione Miraglia della sezione locale MONDRAGONE - La ressa scoppiata ieri, venerdì a Caserta, tra


In calce all'articolo la nota stampa del consigliere del Pdl che attacca la gestione Miraglia della sezione locale MONDRAGONE - La ressa scoppiata ieri, venerdì a Caserta, tra le Golden Ladies della politica del Pdl della città Capoluogo, Lucrezia Cicia contro la Savinelli da Casapulla, per una questione riconducibile all'affissione dei manifesti pertinenti la raccolta delle firme per i referendum,  ha fatto ingelosire quelli del Pdl di Mondragone. Ma come a Caserta scoppia quasi la rissa tra donne per l'organizzazione della raccolta delle firme, mentre a Mondragone si dorme.... A lanciare questa provocazione politica è stato il consigliere Giuseppe Piazza che in una nota stampa, che pubblichiamo in calce al nostro articolo, descrive il clima surreale di un circolo, quello del Pdl mondragonese, divenuto il club dei "pochi amici" o un circolo privato del bridge, nel quale gli effetti del ribaltone consumato con il dottor Achille Cennami del Pd, sono simili a quello del cloroformio. Diciamocela tutta consigliere Piazza, lei immagina la consigliera Lumia che si mette a capo di un gazebo e provochi la ressa scontrandosi con un'infiltrata che viene dalla campagna dell'ager falernum? Non avrebbe lo stesso effetto della ressa casertana. A Caserta e lo dice uno che ci lavora 5 giorni a settimana, il clima è diverso rispetto a Mondragone. Il mare tempera, mitiga... La brezza rinfresca, pertanto in questo momento a Mondragone, magari la raccolta di firme è stata accantonata per una politica post ribaltone stile balneare... Mentre in piazza Margherita a Caserta le donne potevano graffiarsi il viso o strapparsi i vestiti, a Mondragone cosa sarebbe accaduto in caso di rissa, di lite e così via, sarebbero volati i costumi, i bikini....? Quindi è anche logico che le passioni politiche sedate presumibilmente da un'alleanza con il dottor Cennami del Pd (che non si farà portavoce delle istanze referendarie per la riforma della giustizia) ha trasformato il clima politico nel circolo di Miraglia e compagnia alla stregua di quello che si respira all'interno di un circolo privato marittimo o di una sala operatoria prima di un intervento chirurgico. Massimiliano Ive QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DELLA NOTA STAMPA DEL CONSIGLIERE GIUSEPPE PIAZZA Mentre ieri, venerdì a Caserta, quasi si arrivava allo scontro fisico tra rappresentanti del Popolo della Libertà per la raccolta delle firme sui referendum sulla giustizia promossi dal Partito Radicale e fatti propri dal Popolo della Libertà, a Mondragone tutto è immerso in una calma totale, paragonabile solo ad un eremo francescano.  In tutta la Campania si stanno mobilitando le sezioni cittadine, su espresso volere del Coordinatore regionale Sen. Nitto Palma, attraverso riunioni di partito e installazioni di gazebo nelle piazze e nei luoghi pubblici per raggiungere l’obiettivo prefissato delle centomila firme, da noi – invece – il responsabile locale ha affidato il tutto ad un asettico comunicato stampa in cui invita i Consiglieri comunali alla mobilitazione, senza però indicare quali iniziative lo stesso intenda intraprendere.  La sezione del PdL di Mondragone, dopo il ribaltone di maggio, è chiusa a quattro mandate, le riunioni degli iscritti e dei consiglieri sono diventate merce rarissima, addirittura si parla di mercato nero, insomma il dibattito all’interno del partito è stato zittito dopo aver consumato il tradimento elettorale.  L’impressione che si ha è che mentre a Caserta la discussione è stata fatta in un luogo pubblico da chi voleva, giustamente, evidenziare il proprio impegno per la raccolta delle firme, a Mondragone, probabilmente, la discussione – accesa – è stata consumata nel segreto di qualche stanza comunale e dove il protagonista del ribaltone per il Partito Democratico, Achille Cennami, "ha imposto" al sindaco e al coordinatore del PdL il fermo assoluto sulla raccolta delle firme perché il proprio partito non ha aderito alla campagna referendaria.