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LA FOTO - CLAMOROSO IN PIAZZA MARGHERITA - La Ucciero e la Cicia si erano riappacificate prima di litigare di nuovo, dopo aver fatto la folla attorno al gazebo

Dopo una ricerca degna della disciplina di frate benedettino di una biblioteca medievale, siamo riusciti a stabilire tutti i momenti di quello che si annuncia il caso politico del


Dopo una ricerca degna della disciplina di frate benedettino di una biblioteca medievale, siamo riusciti a stabilire tutti i momenti di quello che si annuncia il caso politico dell'anno sfociato una lite furibonda tra la stessa Cicia e "un'infiltrata" arrivata in incognito da Casapulla  Agg. 18.28 - Finalmente dopo una ricerca più dura di quella che si compie in una biblioteca di testi medievali, siamo riusciti a venire a capo del caso politico del giorno. Una vicenda che ha scosso dalle fondamenta la tenuta del Pdl casertano. Il fatto è successo stamattina, venerdì, in piazza Margherita, ma a differenza di quello che abbiamo scritto un'ora fa, le due Golden Girls del partito avevano iniziato la loro giornata in letizia e ... sorellanza, dopo mesi e mesi di gelo assoluto e di strali lanciati con frecce acuminate, come solo le femmine di carattere sanno fare. Poi "Sarà l'età (la loro), sarà colpa del caldo che fa, ma le ragazze di questi tempi ci fanno perdere letteralmente i sensi..." Soprattutto se escono in pariglia, e allora dopo l'inverno freddo, la Cicia e la Ucciero stamattina si erano riabbracciate sotto al gazebo della prima, come dimostra questa foto pubblicata in esclusiva. In una giornata rovente, "saranno le ragazze con le gonne più corte" fatto sta che davanti a quel gazebo si era fatta la folla.  (CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO) Ed invece all'improvviso è arrivata una guastafeste di Casapulla che ha attaccato dei manifesti del Pdl di quel trombatore lesso di Berlusconi, che ha spento l'eccitazioni dei tanti casertani che vicino alle due leggiadre ragazze... che di questi tempi fanno perdere letteralmente i sensi, si erano avvicinati e avrebbero fatto di tutto, avrebbero firmato anche per 100 referendum. A quel punto la Cicia ha cominciato a sospettare che la Ucciero le lisciasse quel famoso pelo magnetico che ha sullo stomaco solo allo scopo di prendersi lei il merito delle firme. E a quel punto la leonessa ha fatto giustizia sommaria.   CASERTA - "Non voglio noie nel mio locale", così un giovanissimo Gianfranco d'Angelo affermava in una delle tante gags, comiche di drive-in, il programma cult di Antonio Ricci che cambiò gli schemi della comicità televisiva negli anni '80. Lucrezia Cicia è una che ha il pelo sullo stomaco e quando stamattina, venerdì, ha avuto il sospetto che il suo territorio fosse stato contaminato da spie del nemico, ha reagito come una leonessa ferita. E così è scoppiata la lite tra la consigliera comunale del Pdl, unica depositaria della delega a raccogliere le firme per il referendum sulla giustizia nelle strade di Caserta, e Annalisa Savinelli da Casapulla, che la Cicia, col suo pelo magnetico ha immediatamente smascherato come un'agente del controspionaggio casertanliternese di Teresa Ucciero. D'altronde i patti erano chiari: la Ucciero coordina la raccolta delle firme con l'esclusione di Caserta, dove la consigliera amazzone non tollera intrusioni. E così, come una sanguigna donna di popolo, la nostra si è avventata sui manifesti che la Savinelli aveva osato attaccare al banchetto del gazebo organizzato dalla Cicia, la quale sostiene che l'obiettivo della raccolta delle firme può essere raggiunto più facilmente se non vengono utilizzati manifesti del partito, dato che molte persone potrebbero non firmare ritenendo che si tratti di una iniziativa finalizzata a salvare Berlusconi dai processi. Insomma, come fece Alessandra Mussolini, che ridusse in mille pezzi gli appuntini che in trasmissione si era portata come la diligente scolaretta Pina Picierno, in una puntata di Porta a Porta del 2008, rimasta nella storia, così, stamattina la Cicia ha strappato in mille pezzi i manifesti affissi dalla "spia nemica". Il tutto è successo in piazza Margherita davanti ad un bar che la Cicia considera come un suo quartier generale, una sorta di sancta sanctorum inviolabile. La leonessa ha scacciato l'invasore. Di solito, subito dopo, le leonesse riperimetrano la loro area di azione tracciando il confine con delle copiose pipì. Non ci risulta che la Cicia abbia fatto altrettanto. Non ci risulta, perchè se lo avesse fatto sarebbe occorso l'esercito per disperdere la folla plaudente. Gianluigi Guarino