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MADDALONI - Crisi in casa Udc, Cioffi declina ogni responsabilità personale e va al contrattacco: "Non riconosco alcun ruolo a Massaro". Il partito replica: "La nostra decisione è presa"

Si respira aria pesante nel partito. Il consigliere tenta di spiegare le ragioni della sua posizione politica   MADDALONI - Il consigliere Gennaro Cioffi ci ha inviato u


Si respira aria pesante nel partito. Il consigliere tenta di spiegare le ragioni della sua posizione politica   MADDALONI - Il consigliere Gennaro Cioffi ci ha inviato una nota stampa in risposta all'articolo pubblicato da Casertace sulla presunta crisi politica dell'Udc, nella quale sottolinea una mancanza di dialogo nonché il mancato rispetto dei principi del confronto democratico interno del partito dello scudo crociato, dove sarebbero state prese decisioni arbitrarie in merito alla nomina del capogruppo. Sta di fatto che nel corso dell’ultima riunione con i capigruppo, alcuni dirigenti cittadini di Maddaloni, notando la presenza di Cioffi, e acquisendo la volontà di Michele Massaro di rappresentare il partito sono stati costretti a contattare il segretario provinciale Gabriella D’Ambrosio alla quale hanno illustrato la problematica. Il segretario provinciale ha invitato il capogruppo Massaro e quelli dell’Udc presente a non abbandonare la riunione dato l’importanza della questione posta all’ordine del giorno del suddetto incontro, nonostante la presenza del consigliere Cioffi. Gennaro Cioffi nelle ultime ore ha ricevuto una lettera in risposta alle sue denunce. A quanto sembra da indiscrezioni lo stesso è stato invitato a prendere atto dell’attuale situazione in cui al momento la carica di capogruppo è ufficialmente affidata a Michele Massaro.  Antonietta Sasso   Riceviamo questo documento dal consigliere Udc Gennaro Cioffi “Leggo su Casertace che sarebbe la condotta del sottoscritto a mettere a rischio l’unità del Partito. Non voglio entrare nel merito delle fonti che certamente sono interessate a ricostruzioni artificiose, quello che mi preme sottolineare è l’assoluta mancanza di verità nella ricostruzione giornalistica. Allorchè il Partito perse tutti e sette i Consiglieri eletti, amministrazione Cerreto, il sottoscritto aveva partecipato alle Provinciali con un lusinghiero risultato se pur insufficiente alla conquista del seggio provinciale. Naturalmente l’impegno profuso non poteva essere ignorato e la nomina ad assessore, insieme alla Dott.ssa Maria Letizia ed al professore Angelo Santonastaso, rispondeva esattamente agli equilibri interni del Partito; immediatamente rinnegati dai Consiglieri eletti che furono i protagonisti della defenestrazione degli assessori e del sgretolamento del partito. Molti di quei protagonisti sono restati fuori dal partito e dal Consiglio, pochi sono rientrati e, presumo, solo per questioni elettorali e la loro permanenza è sempre segnata da condizioni e inibizioni. La mia personale posizione, condivisa peraltro da gran parte delle Dirigenza locale che ha sottoscritto un preciso documento politico, attiene, come sempre, al metodo. Un Consigliere la cui elezione è a rischio di revoca, laddove – come sembra – dovessero essere riconosciute fondate le pretese fatte valere in apposito ricorso in sede amministrativa, per mere ragioni di opportunità non doveva essere indicato come capogruppo. E, infatti, non lo era stato. Solo l’intervento a gamba tesa del Segretario cittadino e di quello provinciale, in conciliabolo riservato, ha mutato le decisioni della Direzione. Io non metto in discussione il ruolo di Massaro, molto più semplicemente non lo riconosco. Ora, se le notizie che riporta il Giornalista pervengono da fonti attendibili, l’unica verità che se ne può scorgere è la volontà di alcuni esponenti dell’UDC maddalonese di creare una distanza tra la loro posizione precaria e quella, determinata e chiara, espressa dai Dirigenti locali in una denuncia politica inviata il 12.07.2013 alle segreterie cittadina, provinciale e regionale, restata priva di riscontro. Resteremo vigili, perché l’attacco non è solo al sottoscritto ed alla Dott.ssa Maria Letizia, ma a quanti tentano di praticare il metodo democratico, alle prossime mosse, indiscrezioni e fughe in avanti, come sulla questione Cementir, per censurare le posizioni assolutamente personali ed autonome di quanti ignorano che la politica si fa nelle Direzioni dei Partiti e non nelle private stanze.”