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MONDRAGONE - Mentre gli ex An sono pronti alla fuga dal Pdl, Piazza sottolinea le responsabilità politiche del partito sul ribaltone Cennami Schiappa

In una lettera indirizzata a Marcello Di Caterina, supervisore di Nitto Palma, il consigliere comunale rilancia le accuse sulle esternazioni della Barbato MONDRAGONE - Solo una


In una lettera indirizzata a Marcello Di Caterina, supervisore di Nitto Palma, il consigliere comunale rilancia le accuse sulle esternazioni della Barbato MONDRAGONE - Solo una premessa... Quell'incontro tra i consiglieri comunali del Pdl di Mondragone e il supervisore nominato da Francesco Nitto Palma sul caso del ribaltone di Mondragone, l'onorevole Di Caterina, sembra essere stato già cestinato, anzi superato e dimenticato dopo gli ultimi avvenimenti politici legati anche al caso delle esternazioni su Berlusconi della vicesindaco del Pd Barbato. Oggi, all'improvviso, la lettera aperta del consigliere Giuseppe Piazza indirizzata all'onorevole Marcello Di Caterina porta all'auge della cronaca locale quel labile logorio politico che persiste e sussiste nel Pdl mondragonese che non ha superato ancora lo choc anafilattico dell'alleanza delle larghe intese col Pd. Mentre si profila una riesumazione del partito di Forza Italia e la fuoriuscita degli ex An dal Pdl, l'inciso di Piazza sembra quasi una sottolineatura politica delle responsabilità assunte sul caso mondragonese da parte del partito provinciale e regionale. Non vogliamo aggiungere altro, in quanto la storia del Pdl di Mondragone l'abbiamo raccontata analizzando ogni singolo dettaglio in questi ultimi mesi. Pubblichiamo , nel contempo in calce al nostro articolo, la lettera del consigliere Piazza. M.I.   Illustre Onorevole Marcello Di Caterina, ho molto apprezzato lo scorso mese di giugno il Suo invito, presso la sede regionale del Popolo della Libertà a Napoli, per un doveroso approfondimento politico-amministrativo riguardante la situazione venutasi a creare a Mondragone a seguito delle note vicende del ribaltone operato dal sindaco Schiappa. Vicende che hanno portato all’esclusione di ben cinque Consiglieri comunali dalla maggioranza (di cui tre del PdL) vincitrice delle elezioni amministrative al primo turno dello scorso anno e l’inclusione di tre Consiglieri comunali del Partito Democratico, sonoramente sconfitto in campagna elettorale. L’apprezzamento manifestato, tuttavia, è andato scemando di giorno in giorno dall’incontro tenutosi a Napoli ad oggi, a seguito dell’oblio in cui è stata relegata la situazione mondragonese. All’apparenza Lei era sembrato molto interessato alla questione verificatasi a Mondragone (mi propose addirittura una riunione del PdL in sezione alla Sua presenza per discutere tutti insieme dell’accaduto anche, se necessario, con toni accesi), ma debbo convenire – alla luce dei fatti – che il Suo incarico è sembrato piuttosto il dover assolvere ad un’incombenza di cui avrebbe fatto volentieri a meno. Vede caro Onorevole, il nostro partito ha dato l’impressione, negli ultimi tempi, di essere una compagine che dipende unicamente e solamente dal nostro Presidente On. Silvio Berlusconi; il che è assolutamente vero quando si tratta di questioni di rilevanza nazionale e di indirizzi politici italiani, ma quando bisogna calare la gestione  del partito in sedi periferiche (regioni e provincie) questo, purtroppo, non sembra funzionare affatto. Mentre a livello centrale la politica di un partito è giusto che la faccia il suo leader, a livello locale non c’è protettorato o vassallo che tenga. Il consenso popolare agganciato alle situazioni territoriali non può essere esercitato dal leader nazionale perché l’espressione del voto si manifesta attraverso il coinvolgimento di quanti più elettori possibili in ambito locale.  Ed i partiti sono chiamati proprio a questo: a svolgere una funzione di raccordo tra le esigenze dei cittadini e gli indirizzi che i propri rappresentanti possono dare quando essi sono impegnati nelle istituzioni. Questa discrasia di gestione sta portando il partito a delle scelte che i nostri elettori, con sempre maggiori difficoltà, stentano a comprendere. A tal proposito è emblematica la situazione di Mondragone. Il Coordinatore Regionale del Popolo della Libertà (attraverso la Sua interlocuzione) ha manifestato la sua più assoluta sorpresa per quanto verificatosi a Mondragone, ma non ha poi proferito alcuna decisione in merito. Se i responsabili regionali hanno qualcosa da mutuare a livello locale dalla forte personalità di Silvio Berlusconi questa è proprio quel decisionismo che in tante occasioni il nostro Presidente ha manifestato. Mandare in soffitta una decisione meritevole di una degna conclusione, indipendentemente dall’esisto della stessa, avrebbe consentito al partito ed ai suoi vertici, di esercitare quella leadership che tante volte viene invocata come decisionismo berlusconiano, ma che poi, nei fatti – a livello locale – è sempre mancata. Vede caro Onorevole, sempre tornando alla situazione della mia città, appaiono frustanti per uno che è impegnato in modo attivo in politica, ma anche al più semplice dei nostri elettori, situazioni come quella verificatasi qualche giorno addietro, quando il vice sindaco del Partito Democratico (quindi il braccio destro del sindaco Schiappa) ha affermato sul suo profilo facebook, salvo poi fare una penosa marcia indietro, che il Presidente Berlusconi, per le morti verificatesi negli ultimi anni nel canale di Sicilia,  “Dovrà rispondere davanti all’autorità giudiziaria internazionale di quei crimini, di quelle migliaia di morti. Frutto di stupidità e calcolo elettorale”. Dopo tali farneticanti dichiarazioni il solo che ha ritenuto doveroso e necessario ribattere in difesa del Presidente è stato il sottoscritto, mentre il sindaco Schiappa, tranne un incolore comunicato stampa, non ha ritenuto adottare alcun provvedimento e né il coordinatore cittadino né il capogruppo consiliare del PdL hanno ritenuto intervenire sull’argomento, chiudendosi in un assordante silenzio, il che – comunque – manifesta appieno il loro imbarazzo. In conclusione caro Onorevole, in politica – come nella vita – arriva sempre il momento in cui ognuno deve assumersi le proprie responsabilità e queste tanto più sono immediate e attinenti al contesto in cui si opera, tanto più viene apprezzata la decisione di chi le assume.                                       Con profonda stima                                                                       Giuseppe Piazza                              Consigliere Comunale PdL