Politica

MARCIANISE. Il 4 gennaio, se Dio vuole, finisce lo strazio. Entro quella data Velardi dovrà dimettersi da sindaco se Renzi e Zigon gli avranno preparato la candidatura sicura

Velardi, Zigon e Abbate

Il 27 Mattarella scioglie anticipatamente le Camere. Domani discuteremo di pressioni di assessori e consiglieri comunali per alcune assunzioni


MARCIANISE - (g.g.) Tra le tante brutte notizie, nel momento storicamente peggiore di Marcianise, dai tempi del coprifuoco,
nel momento in cui gli interessi della città vengono letteralmente strumentalizzati e sottesi alle ambizioni personali del primo cittadino e della sua stravagante nonchè discutibilissima narrazione quotidiana, almeno una buona notizia c'è: entro il 3 o il 4 gennaio finirà questo strazio della candidatura sì candidatura no di Velardi, perchè quelli saranno i giorni in cui si consumerà il termine di una settimana dal momento in cui il presidente della repubblica scioglierà le camere con un decreto che al 99% Sergio Mattarella firmerà mercoledì 27 dicembre.

Siccome è fondato pensare che il provvedimento sarà pubblicato in Gaazzetta ufficiale il giorno dopo, il 28 dicembre dovrebbe ssere proprio il 4 gennaio l'ultimo a disposizione dei sindaci dei comuni con popolazione superiore ai 20 mila abitanti, per rasegnare le dimissioni, in modo a poter accedere alla candidatura parlamentare alle politiche che pure al 99% si svolgeranno domenica 4 marzo.

Insomma, finalmente si capirà se la trasferta alla Leopolda del sindaco Velardi, scortato dal patron della Getra Zigon il munifico finanziatore, con ben 300 mila euro, della fondazione di Matteo Renzi, è stata proficua in combinazione con la rappresentazione, a dir poco ma propio a dir poco dubbia di un sindaco minacciato ed assediato da oscuri poteri politico camorristici. Dunque si capirà se Antonello Velardi il quale naturalmete scenderà in campo solo in caso di elezione sicura, quindi con la garanzia di un posto di capolista in un collegio plurinominale proporzionale, libererà i suoi concittadini dal nulla pneumatico di un governo vissuto solo ed esclusivamente su un racconto a dir poco  virtuale.

Questi sono i tempi imposti dall'agenda politica nazionale.

Poi abbiamo qualcosa da commentare, ma lo faremo domani mattina, su alcuni momenti del consiglio comunale dell'altra sera, durante il quale Dario Abbate consigliere di opposizione, ha denunciato quelle che lui ha definito ricatti ed indebite pressioni realizzate da assessori e consiglieri comunali di maggioranza nei confronti di aziende dell'area industriale allo scopo di ottenere assunzioni di propri raccomandati.

Ma ripetiamo, ci ragioneremo domattina.