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IL CONSIGLIO COMUNALE DI MONDRAGONE - Engenering tributi e seduta "illegittima", ed è ressa in aula dopo l'intervento della segretaria Elia

Colpi di scena nel civico consesso mondragonese. Gli effetti del ribaltone coinvolgono anche il consigliere Del Prete. Fusco ci mette una pezza. Duelli verbali all'ultimo sangue t


Colpi di scena nel civico consesso mondragonese. Gli effetti del ribaltone coinvolgono anche il consigliere Del Prete. Fusco ci mette una pezza. Duelli verbali all'ultimo sangue tra maggioranza e opposizione   MONDRAGONE- "I lavori di quest' Assise non si possono svolgere per tre motivi: primo perchè dalla prima alla seconda convocazione non sono trascorsi 3 giorni: secondo perchè se è stata convocata "straordinariamente", non può avere tra i punti all'ordine del giorno modifiche regolamentari; terzo perchè non ha i caratteri dell'urgenza secondo, invece, quanto affermato a torto dall'amministrazione". Per la segretaria, il regolamento comunale è "carta straccia". Al civico consesso di ieri sera, il consigliere Pdl, Giuseppe Piazza, ha esordito così. Una "lezione di garantismo" ad una maggioranza troppe volte distratta in quest'ultimo anno (ha ricevuto infatti una mozione di sfiducia al presidente Marquez e svariati esposti al Prefetto).  A sostegno del pidiellino, il quale ha chiesto di portare a votazione un rinvio della seduta, è andato subito Gerardo Napolitano del "Nuovo Psi",  tornato col "botto": "Chi non voterà a favore del rinvio, voterà per l'illegalità. Si arriva alle grandi cose, passando da quelle piccole". La sua assenza si era sentita e come. Più di tutti, pare ne abbia tratto giovamento Giuseppe Verrengia del Pdl che, alla prima contestazione del capogruppo "Nuovo Psi", ha commentato: "Sindaco, stavamo così bene quando non c'era". "Senza Napolitano non si cantano messe". O meglio ancora: "Non fate i conti senza Napolitano". Quando ha dovuto dare gli auguri a Carmine Del Prete di "Io Amo Mondragone" per la surroga a Mario Fusco, il "caldoriano" è stato pacato. L'unico momento, poi l'assalto. Il ribaltone si è consumato durante il periodo della sua lontananza dalla scena politica per motivi di salute. Una sorpresa "sgradita", una "bomboniera data al funerale". Al nuovo entrato Del Prete (che peraltro sedeva già in consiglio comunale all'epoca della sindacatura Zannini) ha voluto dire: " Ti faccio i migliori auguri. Mi fa piacere apprendere dal consigliere Del Prete che egli si colloca all'opposizione coerentemente al mandato elettorale. ma presto si renderà conto che questo in consiglio non si capisce niente. Chi ha vinto le elezioni sta in opposizione (e io le ho vinte avendo contribuito con una lista a dare a Schiappa oltre 1000 voti) mentre quelli che le hanno clamorosamente perse, ossia Cennami, oggi siedono in maggioranza e dettano le regole al Sindaco, solo per scopo di poltrone. Questa è la triste realtà che viviamo e che rende la politica non credibile". Dopo una breve parentesi di "concordanza" fra "vincitori e vinti" sulla delibera "regolamento comunale per la realizzazione di interventi edilizi minori" è scoppiata la prima delle "due grandi bufere" della serata. Sull' " 'interrogazione sulla conformità a legge della determina 630/2012- dichiarare la nullità della cessione di contratto dalla Gestin alla Engenering Tributi Spa", avanzata da Alessandro Pagliaro di Udc, una nuova leggerezza del governo locale ha esasperato gli animi. In luogo dell'assessore al ramo, (l'unico legittimato per conferire chiarimenti in merito alle interrogazioni consiliari) la risposta è stata affidata alla segretaria Elia. Un putiferio si è scatenato in aula. "Solo a Mondragone si vedono queste assurdità. La replica deve essere esposta dall'assessore delegato. Quello che è invece successo fa sospettare. La segretaria ha tutta la mia stima, ma non mi doveva assolutamente rispondere lei"- ha commentato il capogruppo dei centristi il quale ha ritirato subito dopo la domanda, dando uno "schiaffo morale" agli uomini di Schiappa, un vero e proprio invito a non "stravolgere le regole". È vero che la città ha bisogno di concretezze e non di burocrazia, ma ciò non significa che il regolamento debba essere annullato. Si può fare il bene del popolo nel pieno rispetto delle norme. Il "fine che giustifica i mezzi" è una logica che non paga. Il secondo polverone, come già scritto pochi minuti fa nell'articolo del collega Massimiliano Ive (Clicca qui per leggerlo ) è stato sollevato a seguito della strana mossa di Del Prete: non ha abbandonato l'aula, discordante con il resto della minoranza, alla proposta di istituzione dell'Unione dei Comuni  per i servizi sociali, comunicato 24 ore prima, senza che passasse per le commissioni e senza i caratteri dell'urgenza. In merito al comportamento del neo-consigliere Del Prete, è intervenuto (contattato telefonicamente in mattinata) il coordinatore "Io Amo MondragoneMario Fusco : "Del Prete era al suo primo consiglio, non sarebbe stato rispettoso abbandonare l'aula già al primo appuntamento, dando dimostrazione di una aggressività inappropriato al suo primo giorno di lavori. Dopo aver stigmatizzato il comportamento della maggioranza, che utilizza le regole solo quando gli conviene, ha rispettato le istituzioni, lasciando che l'amministrazione stessa si votasse il punto all'ordine del giorno". Un ' Assise "all'ultimo sangue" che è terminata alle tre di notte, tra le più accese polemiche.   Walter De Rosa